Invano ti cerco se chiamo quel nome:
giochi nascosta giacendo tra l'erba
delle mie pieghe cerebrali, e scuoti
le fibre, le ossa, mi muovi, m'ispiri
respiri quest'aria ma il vento che soffi
è un vento diverso dal vento che è nostro.
E tocca montagne, boschi mai visti
dagli occhi aperti al sole che abbaglia
e sbaglia la mente che vede nient'altro.
C'è spazio abbastanza per i nostri sogni
mai stato di più, né recintato,
venduto, comprato, mai devastato,
è da lì che vieni - quel posto lontano
non riesco a pensare sia dentro di noi.
E parli suonando la lingua di archi,
sembra uno scherzo - lo è, ma anche
lo scherzo nascosto del mondo che vive
e ride, fingendosi zitta materia.
L'entusiasmo delle arti
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Riflessioni di un insegnante
Voglio esser diverso il mio contrario senza nessuna contraddizione. Solo non posso esser felice, lo sono solo se non sono solo. Siamo al mom...
-
Se ti vedessi con gli occhi di un dio quanto ancora più bella saresti già meravigliosa con gli occhi che ho che per quanto bastino mi sono p...
-
Cerco quel soffio che svegli la brace mi basta quello, il suo fugace tentare col fuoco un cambio di stato una fenice già abbrustolita che sc...
-
Era l'ultimo degli anni mai fu vista simile cifra molto oltre i duemila senza dubbi il più avanzato e quanti miliardi trascorsi in ogni...
-
Aspetta paziente la fine del giorno il nostro ritorno da lei. La porta è già aperta, diversa, che aspetta paziente con lei. L'arredament...
-
La patina sporca copre le case e tiene le azioni sotto pellicola questo presente è il presente peggiore perso il possibile di epoche andate.
Nessun commento:
Posta un commento