Invano ti cerco se chiamo quel nome:
giochi nascosta giacendo tra l'erba
delle mie pieghe cerebrali, e scuoti
le fibre, le ossa, mi muovi, m'ispiri
respiri quest'aria ma il vento che soffi
è un vento diverso dal vento che è nostro.
E tocca montagne, boschi mai visti
dagli occhi aperti al sole che abbaglia
e sbaglia la mente che vede nient'altro.
C'è spazio abbastanza per i nostri sogni
mai stato di più, né recintato,
venduto, comprato, mai devastato,
è da lì che vieni - quel posto lontano
non riesco a pensare sia dentro di noi.
E parli suonando la lingua di archi,
sembra uno scherzo - lo è, ma anche
lo scherzo nascosto del mondo che vive
e ride, fingendosi zitta materia.
L'entusiasmo delle arti
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Tolleranza
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