Mostroblog
Letteratura, Poesia, Musica, Film e critica d'Arte e cultura deviante
Che prego
Mario Mottolese, Nuvole, Leonida Edizioni, 2024 - Reading 18.10.2024 (Bergamo)
Mutevoli, fumose,
figure senza contorni precisi che le distinguano nettamente dallo sfondo, che
può essere visto attraverso di esse.
Ci si può
addirittura passare attraverso, senza accorgersi di farlo; e scoprire così che
sono diverse da come si vedono da terra.
Vediamo
chiaramente qualcosa che, se poi ti avvicini, ti accorgi che non c’è, perché
non ha un vero e proprio corpo.
Le nuvole,
noi e tutto quanto, abbiamo molto in comune: nessuna cosa è solo se stessa. In
ognuna si intravede ogni altra; ogni cosa proviene da – ed è destinata a
trasformarsi in – tutte le altre cose.
La prima
poesia è Vedo che mi vedi, in cui prendono parola i versi scritti, per
salutare e avvertire il lettore che loro (i versi) si accorgono di essere letti
in quel preciso momento. Tra le parole della poesia e il lettore si interpone
il confine della pagina di carta, che i versi strapperebbero per unire i due
mondi e rendere possibile anche l’impossibile.
Io di parole vedo che mi vedi
ti vedo fra le voci
che vengono stanotte
e si sdraiano scritte
sulle righe del foglio
dove tu invece corri lontano.
Stanotte strappo il foglio
che ci separa
e ti vengo a cercare
vediamo se Poesia
è cosa reale
come corridoi
per mondi allargati.
La seconda
poesia letta oggi sarà Vorrei essere un giorno normale. Negli esseri
viventi, il paesaggio si è incarnato. Il paesaggio è il nostro passato, ma
dentro di esso possiamo vedere anche il nostro futuro: somiglia a un giorno
qualsiasi. Non c’è da averne troppa paura. Dovremmo anzi, imparare una nuova
lingua per decifrare i messaggi della Natura, degli eventi atmosferici, per
comunicare con chi nel presente non è con noi.
Nella terza poesia di oggi, Un prodigio, chiedo al sole e al giorno intero di rallentare. Anche per voi, non ringraziatemi, così abbiamo tutti più tempo e siamo un po’ più felici. Ma, da lontano, quasi ormai sulla linea d’orizzonte, il sole che neanche mi ascolta, mi fa segno di fare in fretta e di seguirlo perché lì davanti ha visto qualcosa di incredibile, che devo correre a vedere.
Il momento
migliore per fare Poesia è poco prima e poco dopo che si dorme, quando siamo
meno coscienti e vigili; viene quando non la cerchiamo, e se la cerchiamo lei
non si fa trovare. Così nella mitologia greca, Psiche non poteva guardare il
volto di Eros; Orfeo quello di Euridice.
Avevo voglia di risolvere il mistero: la Poesia nasce dentro di noi oppure è già
all’esterno, nel mondo stesso? Ma non si può risolvere. Bisogna ammettere che
le persone possono conoscere pochissimo della realtà. La Poesia.
Ma come Psiche accendo candele,
La poesia
che chiude la mia silloge e il reading di oggi è Una mania. Credo che
sia una delle più importanti perché incoraggia ogni sognatore a perseguire i
suoi obiettivi anche quando sembrano impossibili.
Quello che
rende bello vivere è lavorare per realizzare la propria ambizione, per quanto appaia
irrealizzabile e addirittura futile agli occhi degli altri.
Una mania
“Le poesie presentate dal poeta Mario Mottolese, dimostrano una notevole abilità nel cogliere l'essenza della vita rurale, tratteggiando immagini vivide e suggestive con un linguaggio ricco e sapiente, e con l’uso di un linguaggio efficace nonché l’utilizzo di metafore evocative. L'autore dimostra una padronanza espressiva notevole, utilizzando un linguaggio ricco e raffinato, riuscendo dunque a rendere la sua voce riconoscibile per originalità” (Milo De Angelis, motivazione premio Europa in Versi 2024).
Quando ti amo divento universo
Uno scherzo
Analogica
Micromacros
Vera che finge
Vedrai crescendo
Il mio peso
Abusivo
Res cogitans
La dimensione oltre spazio e tempo
Metafore
Sogni dai sensi
Se non qui devo essere altrove
Quando ho rischiato
Senza biglietto
Lingua tradita
E allora prova
Che prego
Affido preghiere alle statue a pezzi di spazio da cui vedo il cielo fatto di niente percorso da luce e chiedo consigli alle pietre, chiedo a...
-
È vero il contrario
-
Mario Mottolese, Straniamento domestico , 2024 Mutevoli, fumose, figure senza contorni precisi che le distinguano nettamente dallo sfondo,...
-
Ho poco tempo per prendere appunti per quanto ho da dire non basta la lingua: c'è un pensiero più grande del Sole quanto da qui ad un...
-
Senza permesso nei giorni di un altro iscritto all'anagrafe come imprevisto un nome sbagliato e pieno di errori con asterischi e, a marg...
-
Poco la mente ha da misurare di ciò che è visto dagli occhi quando li chiude la scala si allarga e chi la scalava sprofonda.
-
Il nulla il niente il forse possibile e l'impossibile uniti e uguali casuali ottenuti da prove errori e un giorno tra mille miliardi d...
