Lingua di fuoco

Lingua di fuoco m'infiammi le idee
vieni dagli altri, non sei nata in me,
mi sfiori, mi sfuggi, mi lasci l'odore
se con le mani desidero prenderti
come non basta ogni parte di me
dev'essere oggetto di studio e ricerca
per darle la forma sua potenziale
e ancora mi supero quando ne dubito
tanto che sembri la Lingua del cielo
giunta a bruciare gli scarti dei corpi
così come brucia agli occhi una luce
e quello che vedo è una scheggia di monte
che resta nascosto, e io non mi basto.

Lingua che inganni a dire mi induci

Lingua che inganni a dire mi induci
d'altre esistenze di là dalla pelle
che spegne il magma che inonda il mantello
dove risiede il nucleo del mondo

Ora rinfreschi o ombra di foglie
o acque di fonti verdi di prati
ustioni del manto alle nuove venture
che figlie e madri fuor delle genti

Quelli di corte alle torri d'avorio
impadroniti di mezzi e morali
Quelli villani in questua di briciole
freno né regola tira al dovere

E veri eroi con le lapidi sporche
la guerra agli aiuti convinti dai pazzi
o nuovi numi digiuni di vita
la terra lasciata pallida e nuda.

Io di parole son fatto di frasi

Io di parole son fatto di frasi
scambiate nel corso dell'evoluzione,
più che di carne e ossa, parole
che già non ricordo, ma permanenti.

Anche per gli altri non sono nient'altro
che il ricordo di vaghi discorsi,
dei gesti del tutto involontari:
di quello che voglio rimane la base.

Tolleranza

Dovrei contentarmi del pane che cade
solo mentre cade per non sporcarlo?
D'altronde il mio posto non va disprezzato
direbbero gli altri seduti a tavola:
ho un campo di scelta in cui sarei libero
d'esercitare la mia libertà.
Si dice così?

L'area di sosta

Quale città questo qui è un deserto
ti avevo chiesto in che direzione
e non riesco ad uscire dal limbo.

Ogni occasione è motivo d'inciampo
il viaggio si attarda attorno ad un'oasi
forse la meta non area di sosta.

Titiro e Melibeo, dialogo

Titiro all'ombra del faggio radici
ti tirano a terra e ti corichi
placido e mediti dee dell'avena:
dimmi che solo non zittirai il canto,
Titiro resta nel suono dei flauti
proteggi e sorveglialo, fallo perpetuo.

Meli Melibeo vuoi che il rito
dai mani inventato, che già bambini
riuniva noi e le nostre famiglie
a quelle di tutti i villaggi rispetti
e non spezzi: l'arte non parte
se il tuo partire non è una rinuncia.

La fabula

Quel sentimento di vuoto che genera
lasciare un momento entrando in un altro
come una casa che non si è mai vista
porta a pensare che voltare pagina
sia la metafora propria di un libro
con titolo e autore, rilegatura
a filo refe per farlo durare,
e la sua lettura se non è distratta
saprebbe portarci la ricostruzione
dei nessi reali di causa e di effetto
da cui si ricava ciò che ci manca.
Io per lavoro ad esempio farei
colla economica della brossura
tra due o più istanti, 
l'addetto che lega tra loro i secondi.
L'intreccio confonde: le strade vuote
sono più dritte di quelle in cui vivo.

L'intreccio

Il fato è incolpato soltanto
considerando il proprio passato
e quello degli altri, si scopre 
siamo uguali o equivalenti
infatti per caso i nostri passati
sono diversi ma chi se ne importa,
conta trovarci allo stesso momento
di questo intreccio dei fili di trama.

Il mondo che esiste

Vanno a raccogliere l'oro caduto
come spazzini della savana
nel loro crudo di morso accanito
al grido scorbutico del dominante
Ma le radiose mattine evidenti
aprono nuovi insperati sentori
come di un mondo di là dalle storie
sempre sentite e dai nuovi finali

La parte che odio

Scuse non ho se io non ti ho difesa
da insulti, calunnie, chiedevi un aiuto
hai avuto le spalle. Anch'io ho scherzato 
su te per diletto
alle tue spalle
avrei dovuto impegnarmi di più
al giusto momento
e questo tormento
è la mia parte che odio di più.

Un millimetro a chiudere il cielo

Non calpesto le piante, mi siedo
e lascio la calma sciogliermi dolce
lì - nell'ambiente - dove non sono
e dove riguardo me e lui stessi.
Come facciamo a trovarci incastrati
in una stretta, buia gabbietta
e senza segnali di ciò che ci aspetta
oltre la griglia e che la circonda?
Basta un millimetro a chiudere il cielo,
tenere all'oscuro un'epoca intera
senza il futuro e il suo passato.
Non calpesto un bel niente, mi siedo
questa calma soggiace a ogni luogo;
ed ogni luogo in cui sono stato
è sorretto nel mentre da lei.
Io che la sento
me sento sorretto
anche se cieco
io so che non mente.

A restare

Restano i vivi: restano in molti
a non parlare la lingua dei morti.
Come dunque cavarne in colloquio
le cose da fare rimaste interrotte?

Certo il presente è un inganno
col suo strapparci il passato di torno,
per questo ci piace pensarci da soli
e rinnegare ogni origine e stirpe;

altri a dolersi della strada persa
perché atterriti da quella intrapresa
e forse già morti - che lingua parlare
con gente che nega di essere morta?

Parlo dei vivi: e restano in molti.

Una vita privata

Non è vita una vita privata di sé
simulata pertanto distorta, ridotta 
artefatta e non di Natura
di sfondo che assiste sicura
di essere sola e non surrogabile.
Come fingere i tuoi capelli,
l'oro radioso di quando tu ridi
la rabbia che bagna il tuo viso di lacrime
baciarti le guance calde al mattino?
Come amare qualcosa che non è vero
né cielo stellato né azzurro né nero?
La plastica di cui è composto il diorama
non assomiglia allo spazio né al tempo
al loro odore né al loro dolore,
non crederemo alle false parole.

La propria semenza

Non rinnegando la propria semenza
è detto si acceda alle cerchie elevate.
Dirsi diversi è fallimentare
considerando a che fatti foste.
Quindi il diritto dei mercati liberi
che maledice chi l'ha stabilito
getti alle fiamme il vostro passato:
costa miliardi di anni. Pagarli?

Non riesco a pensare

Non riesco a pensare se cerco di farlo,
che il cuore batte più forte sospinto
da un istinto indomato animale
dove affondo e perdo ogni freno...

Eppure ricordo l'affetto che avevo per le mattine coperte di luce,
le voci che facevano entrare le strade nelle mie finestre
la voglia di stare a guardare l'azzurro l'estate
i gatti e l'entusiasmo del cane.

Ricordo, e il ricordo mi porta coraggio,
rinnova lo stato di solido amore,
calma il mio cuore e tutto sembra tornare diritto.
Vedo la storia delle promesse,

dei tradimenti alle strette di mano
ai falsi sorrisi, ai gesti rubati
a persone dotate di cuore
dai manichini che ne sono privi.

Amare il mondo è così necessario?
Il passato non puoi cancellarlo,
il presente impone che odiarlo non è tradimento
eppure lo amo come chiunque abbia fatto da sempre.
Spicca nette verità 
ma a contrasto delle illusioni
la gente è poca rimasta alla luce
nel regno dell'ombra cui cresce pomerio
artificio dove gli ignavi gli schiavi i felloni
lottano attorno alle insipide briciole
pesa il normale andazzo di eventi
sul piatto dei nomi e dei verbi dai tempi
della vita a contatto col mondo
dove a ogni frase va data fiducia
perché dagli stessi sensi spiegata 
E dunque che cambia tra te e tutti gli altri
di tutti i tempi di tutti i vissuti i viventi e i venturi
le loro nature adatte e perfette per quello a cui servono
le intelligenze davvero tali
spontanee semplici e già progredite
più di chi affida il pensiero a qualcuno
perché non sa di affidarlo a un nemico
Torni nel mondo a distanza di secoli

Il trarti la lingua dal mondo dei morti
verso un sistema nervoso in azione
fa di noi vivi le frasi scambiate
in qualsivoglia comunicazione.


Pensieri sulla coniugazione del verbo essere

Un minuto fa parte di un giorno,
così la pagina non è mai da sola:
tu e io insieme prima del big bang,
ora-allora è uguale, per sempre.

Punteggiatura

I sensi assottigliano in nomi
brevi lampi, bagliori di un faro
e la mente li strappa in ritardo
ma è l'unica via che mi resta.

Siamo fatti per muovere gli atomi
sciolti in progetti innovativi
solo imitandoli al meglio
per evitare le parodie vili.

Penso e in silenzio contemplo
le forme del mare, del sole sulle onde
per generarle dal fondo
fattomi sfondo per un proiettore.

Ci vestono i fogli di carta,
l'ambiente li imbratta di sue venature;
una volta girata la pagina
ciò che si vede fa molta paura.

La bellezza di fare silenzio
è di urlare dell'urlo del cielo
la voce uguale alla Natura,
l'aspetto del vetro, la punteggiatura.

Accidenti che tempismo!

La mancanza è una stronza
perché arriva sempre troppo tardi
amo solo chi ho perduto
follemente, a malincuore.

E se penso che ti ho persa
anche se mi stai vicino,
già mi manchi troppo presto.
Ma che stronza, mai in orario!

Lingua di fuoco

Lingua di fuoco m'infiammi le idee vieni dagli altri, non sei nata in me, mi sfiori, mi sfuggi, mi lasci l'odore se con le mani desi...