Vicini al nirvana

Torna alla vita un prodigio
in reincarnazione paradossale
da secoli e secoli
morto e vissuto in un'altra epoca
eccolo qui
lo ritrovo ridotto a soldato armi alla mano
scaraventato contro se stesso in altro soldato
eletto nemico
la stessa morte in cui muore da sempre
nel contingente che ha smesso il suo corso
e si è aggrovigliato
devoto soggetto al dovere di Stato
che assegna a ciascuno un destino
è burocrazia di una morte conforme
a leggi nefaste pari alle spontanee
secondo lezione esistenziale
sottratte a Natura ma a lei attribuite.

E la propaganda di quale onore
faranno gli audaci nell'oltraggiare
decenni sciupati a generazioni
dei miei antenati mai più risarciti
anzi mi addosso il loro rancore
io ultimo e come me gli altri
che si domandano è giunto il momento
che aspettavamo o è un altro giorno
degli ultimi anni senza entusiasmi
e la nebbia è nel cuore
invece dei fianchi dorati dal sole
di povere case distese per strada
mentre vicino è il corteo degli scioperi
i cori a cordiale rifiuto
di una Storia di altri, non nostra
finora passivi ma adesso infuriati
d'amore e disprezzo, vicini al nirvana.

Sopra i massimi sistemi

Big bang lo spazio nel nulla
polvere cosmica nubi pianeti
in lotta con energie oscure
che tirano gli atomi a distanze abissali
così il nostro amore s'irradia nel buio
più forte di forze disgregatrici
"È nata una stella" dirà chi ci guarda
anche al di là di questa terra.

Tic

Un secondo infinite occasioni:
molto è il tempo per la giusta scelta.
Cosa peggiori? Conducine il corso
che tu hai sempre pensato obbligarti.

Mi sobbarco

Cosa faccio col peso che mi hai dato
io che ho le nuvole sotto la pelle
di stelle esplose in passati lontani?
Non sono il solo – per cui mi sobbarco
pesi di altri che io non conosco.

Fare giorno

Gli anni estinti rimangono al sole
trascinati verso riva, bastoncini
sabbia e gusci dove noi abitavamo.
Li prendiamo, ci facciamo
altri anni, dei domani
di materia armata di cemento
poeti al limine di veglia
paguri nel riciclo dell'esausto:
il letame sparso nutre i frutti

ma più gli ammutinamenti
dell'industria edilizia,
tradimenti, sabotaggi...

Questa Storia non è mia.

3 ottobre 2026

3 ottobre 2026
in misera veste
di stracci dei poveri:
la loro violenza
si fa commovente,
quella di Stato
davvero inquietante.

Come potemmo pensare
a far figli, famiglie, case
creare, decidere
lo scopo è mancante
di fango è la gente.

Poi venne il 4
da quali basi
con quale obiettivo?
Fu oltraggiato il nostro cadavere
mosso con fili di marionetta.

Promoter defunti di pubblicità
rassicuranti bastano ai sogni
dei quali si celebra
il funerale.

Non siamo nulla,
noi siamo qualcosa
se si ha un ricordo si sa dove andare.

Prima del nirvana

Due prodigiose entità
anomalie inconoscibili
tornate alla veglia da poco

loro malgrado
scaraventate
armi alla mano

costrette a rifare
di nuovo i viventi.

Da quanto tornate,
provate e finite
alla stessa maniera,

perché non mutate?
I signori della guerra
audaci negli oltraggi

non lo sono mai negli onori.

Il vivo di turno

Se di me ho una voce sulle altre
le immagino stanche
e insistono, eppure.

Quanto vive in un immaginario
dove ribolle il costrutto del tempo!

Non si può più essere soli
una volta appresa una lingua.

Il pensiero interviene a emendare
false impressioni sorrette da logica.

La chiave segreta del mondo
e del cancello, di ogni cancello.

Ci siete, tutt'oggi, chiunque
vissuto presente futuro 

alle spalle del vivo di turno
ancora incapace di esserne conscio.

Riflessioni di un insegnante

Voglio essere altro
il mio contrario
senza cadere in
contraddizione,

modi di vivere ignoti
vecchi o nuovi
li voglio imparare.

Solo non posso esser felice,
lo sono solo
se non sono solo.

Voglio coraggio
non la viltà
e amare l'amore
senza tradirlo.

Voglio amare altri 
che non sia io,
lasciarmi ispirare.

Voglio conoscere il resto
crescere spesso,
non voglio insegnare

ma propagare medesima voglia:
diventare, imparare, crescere
un'altra volta.

Storia in vena

Quanto tempo e quanta la gente
tra i nervi e le vene, che pulsano ancora,
come un presente che pende da un ramo
dall'innocenza rassicurante.

Lingua rincarni persone, le tieni
vicine, protette dal nulla,
ed ogni frase che penso di dire
è loro, non mia che mi credo l'autore.

Non posso tradirti né essere solo,
siamo amici, abbiamo un lavoro:
cucire universi, l'elevazione.

Ferita di Storia

Il colpo sbattuto ha ucciso il prodigio
le prefiche accorse fattone oltraggio
la gente rapita da sbigottimento
i funerali un tripudio di scempio.
Tradire inquieta perché deterrenti
le conseguenze delle sue scelte
corrompere il tempo, la Storia ferita
figlia di tutti e poi mutilata.

Che fatica

Era l'ultimo degli anni
mai s'ebbe vista simile cifra
ben più là dei duemila
senza dubbi il più avanzato
e quanti miliardi trascorsi
in tutto il cosmo a farlo.
Fu un insuccesso ma poi riprovammo.

E anche il prossimo riproveremo.

Onesta cortesia

Da quando mi sveglio, anzi anche prima
le luci e i rumori mi entrano in testa
accolgono me in un giorno ostile
per cui potrei sentirmi inadatto:

amico vi sono, grato, onesto
non posso tradirvi né ammutinarmi
piuttosto aiutarvi a reggere il gioco
delle illusioni che reggono noi.

Infatti lasciate a volte qualcosa
da cui travedo gli stratagemmi
che sta eseguendo l'illusionista

                               senza svelarli

rovinerei la sua esibizione.

Ciò che non esiste

Esiste anche ciò che non esiste
e che resta a guardare
silenzioso sullo sfondo:

il corpo assente della Natura
la sua mente che è di niente
che mi entra nei pensieri.

Non poteva farlo e invece esiste
sento che si sposta al buio,
o alla luce, cui soggiace

assomiglia a ciò che ho sempre visto
e di cui è la gran parte
ma di certo non esiste.

Lo creo anche qui con le mie mani
forse è stato già creato,
ci sarà anche domani.

Anzi è ogni azione e invenzione
sogno, vero, idea e intuizione
dove lascia tracce d'oro.

La gamma delle frequenze

Se ti vedessi con gli occhi di un dio
quanto ancora più bella saresti
già meravigliosa con gli occhi che ho
che per guardarti io so non bastarmi?

Se avessi orecchie che ascoltassero
la gamma completa delle frequenze
che dolce risata, voce incantevole,
quanto ancora potrei innamorarmi?

Senza i miei sensi sarei come l'aria
che ti abbraccia e che respiri
da quando sei nata, dentro e fuori.

Ma più ti svelo più mi ci avvicino
al posto in cui vai quando penso che dormi:
lì come sei ti conosce il mio amore.

Eraclitea

Sono nel tempo e dunque non sono
se non nel transito, nella vertigine:
quel che ricordo della mia partenza
è la direzione di questa caduta.

Vi sembra normale?

Il viaggio si piega come la strada
per cui ogni curva è un imprevisto
l'unica cosa che posso decidere
è se io voglio raggiungere il termine 

di cui ogni cosa è solo un indizio
sul palo i segnali non servono a niente
la meta ha lasciato la sua vecchia sede
ma io voglio raggiungerne il termine

il tempo altalena tra il sì e il no
e a volte non voglio raggiungerlo più
allora mi sento un essere inutile
che fa le valigie, rinuncia e ritorna

ma essere un altro, uno diverso
mi rende curioso, a volte ci penso
che nulla poteva essere in vita
e ciò che vive farebbe eccezione

vi sembra normale uno squarcio nel cosmo?
l'apparizione di entità sacre?
in veste di comunissime cose,
persone, animali, verbi, parole.

Basta un soffio

Cerco quel soffio che svegli la brace
mi basta quello, il suo fugace
tentare col fuoco un cambio di stato
una fenice già abbrustolita
che scriva il canto suo a matita
per correggerlo al giusto momento,
di più duratura vita capace.

Il tentativo di corruzione

Il tempo cerca uno spiraglio
tra lo sfacelo per reggere il mondo
tuttavia. Solamente sbraita
il traditore che vuole comprarlo
e non riuscendo gli detta precetti
che la Natura ignora del tutto
così come lui ignora lei.
Se così non fosse,
sarebbe lei a gettare via lui.
È tutto insieme e senza badare
a sbandierati primati:
incepperebbero il flusso
della marea altissime dighe.

Il sacerdote

Si mutila devoto
conscio dell'irreparabile
ma necessaria
correzione iniziatica
a salvezza del suo perfettibile.
Il troppo si estirpa
allontana la forma
umana da quella divina,
inquina di massa aberrante
che si ammazza ma senza morire.

Vicini al nirvana

Torna alla vita un prodigio in reincarnazione paradossale da secoli e secoli morto e vissuto in un'altra epoca eccolo qui lo ritrovo rid...