Accesso alla sera

Aspetta paziente la fine del giorno
il nostro ritorno da lei. La porta è già aperta,
diversa che aspetta paziente con lei.
L'arredamento e il suolo già fremono
lo stesso tremore del sole sul mare
d'un terremoto interiore che li educa
ecco l'accesso obbligato alla sera.

Buio soffice

L'abbraccio del buio amico mi pare
e del suo fresco ma dolce momento
che dalle ansie mi porta allo sfondo
nei cuscini di soffice silenzio.

Sei in punto

Sei in punto: 
l'osceno imbarazzo riaffiora al sicuro
sancito dal suono delle campane.
Poi la sua festa passata mezz'ora,
cemento del fato colato su case.

Falsi ricordi

Stanze distrutte di resti di case
che il mio pensiero riassembla.
Ho falsi ricordi di chi le abitava
e dei nascondigli dei gatti.
A volte ne incontro uno per strada
saluta ma non lo conosco,
forse la chiave che non so cos'apra
è della sua casa che non esiste.



Il presente peggiore

La patina sporca copre le case
e tiene le azioni sotto pellicola
questo presente è il presente peggiore
perso il possibile di epoche andate.

La mia strada è bella

La mia strada è bella anche se sale
si va veloce per giungere in vetta,
quanti la fanno per mete più basse
e per tragitti in cui ci si perde!

Linguetta di destra

Viaggia il pensiero su strade di lingua
ma il ministero le ignora del tutto
ecco che crolla l'ennesimo ponte
di chi costruisce e poi non ha cura.

Discordie d'ombra

L'ombra mi prova che il mio corpo è vero
o che intorno a lei vi sia il nero?
Copro la luce o lei copre il buio,
di che colore si è senza di loro?

La mia ombra

La mia ombra è divertente
tutta sudicia per terra
in silenzio, poveretta,
solo al buio riempie il cielo.

Strappo il cielo

Strappo il cielo e sono a casa
dietro i suoi colori

questo piede è una radice
e questi occhi rocce.

L'orologio divora le ore

L'orologio divora le ore,
ha già mangiato le sei e le otto e un quarto
che conservavo in frigorifero
per poi mangiarle a ora di pranzo.

Quel che mi chiedo è sarà sazio
alle ventitré e cinquantanove?

Domani mattina mi alzerò presto
se voglio almeno far colazione.

Guasto al motore

Qui la Poesia ha molte risorse
per manovrare una macchina guasta
di materiali soggetti a usura
a cui è stato rubato il motore.

Giardino dei giorni

Il giardiniere ha cura di un giorno
fiorito da un seme di pianta diversa
sul ramo del mese, l'albero è l'anno,
le sue radici tra polvere e fango

che acqua di falda irreale lo irrora
per generare la fotosintesi
croce sul pane crudo che lievita.

Lo stillicidio degli anni

Galleggia fresco sopra uno scandalo
di un rumore scottato nel sole

gli anni a gocce posate al fondale,
quanti ancora da recuperare.

La superficie dell'epoca

Scalfisce il dito la terra dell'epoca
e s'apre voragine d'anni a strapiombo
non è normale questo tuo soffrire
chiamiamo destino antiche abitudini.



Voce di giugno

Il cielo di giugno si gioca le sorti
di vuoto la voce sua vibra nel cuore
ho perso i miei documenti di viaggio
quelli che ho io li ho scritti a matita.
La psiche nel cielo. Qui mi credo poco
dopo aver fabbricato l'ambiente
con la memoria che vi abita adesso:
qui vedo ovunque il mio stesso riflesso.

Tappeto nel cosmo

Dove l'immagino e non riesco
sia che l'aspetti che mi sorprenda
ch'abbia io fede o non ce l'abbia
che resti, s'esiste, resista dov'è!

Tappeto nel cosmo di rosso velluto,
tastiera da mille ottave di piano
catena d'istanti ed ogni suo anello,
azione, poesia, prodursi del mondo.

Voglia impalpabile come una musica
senza un attrito né cassa armonica
che gemma di sillabe dette dal vero,
l'unico duca e signore maestro.

Fotosintesi clorofilliana

Insegnaci a esistere senza sparire
come questi alberi dalla finestra
a spingere il tempo un po' più avanti
come lavoro, pilastri di ponte.

La Luna

Crede e incede a passo sicuro
la Luna che vede al lume i dolori
e non collassa restando ferma
muta a indicarci il farsi il prodigio.

La psiche nel cielo

Dimmi poesie con lingua di luce
da una finestra, sulla tua storia,
e a chi ti cerca rispondi "Va' avanti"
all'urto di nuove notizie di cronaca.

"Pazienza" un albero scricchiola
mentre trasforma in foglie la luce,
neanche una pietra fa piccole pause
per evitare ogni traballamento.

La Terra ogni anno percorre l'orbita
come se valga davvero la pena
reggere un peso che io non sopporto
e spingere avanti il costrutto del tempo.

Dammi la forza che infonde ogni forza
la grazia di chi è riuscito a ascoltare
la tua volontà, non la nostra
che è poca, un volgare capriccio.

Accesso alla sera

Aspetta paziente la fine del giorno il nostro ritorno da lei. La porta è già aperta, diversa che aspetta paziente con lei. L'arredamento...