Il mio peso

E che peso? Il mio aspetto
è zavorra casuale.
Io sto dentro. E intanto fuori.
Peso l'aria, l'universo.

Abusivo

Senza permesso nei giorni di un altro
iscritto all'anagrafe come imprevisto
un nome sbagliato e pieno di errori
con asterischi e, a margine, note.

Res cogitans

Poco la mente ha da misurare
di ciò che è visto dagli occhi
quando li chiude la scala si allarga
e chi la scalava sprofonda.

La dimensione oltre spazio e tempo

Ho poco tempo per prendere appunti
per quanto ho da dire non basta la lingua:
c'è un pensiero più grande del Sole
quanto da qui ad un'altra galassia
moltiplicato per cento milioni.
Ci impiegherebbe degli anni la luce
che tuttavia non passa attraverso
i corpi com'io mi son messo a pensare,
né può persistere più di un istante
come fa lui dietro spazio e tempo.
È l'indizio di un luogo diverso,
che è sempre questo, non ce ne accorgiamo.
Non puoi misurarne i confini
e vige l'assenza di fuso orario.
Non è certo l'Iper- quell'Uranio
ma ha tutte le idee dell'immaginario.

Metafore

L'equivalersi di ogni esistenza
rende accettabile ogni metafora
A vale B, C e fino alla Z
Dio è di nulla, perciò c'è ogni cosa.

Sogni dai sensi

Voglio guardare il mondo senz'occhi
per raccontarlo e capire gli errori,
per cui li chiudo ma vedo soltanto
sogni di cui non sono sicuro.

Se non qui devo essere altrove

Se non qui
devo essere altrove
in un altro universo
fuori da questo
dove non posso trovarmi,
ma strano, diverso
di modi e di aspetto,
e neanche saprei riconoscermi.

Forse mi sono incontrato 
e non ci ho pensato, 
mi sono perso.
Forse ciascuno e ogni cosa
da sempre e per sempre
è me e il mio contrario.

E mi fa bene pensare me stesso
là, mentre qui io mi affanno la vita,
intanto in tutte le epoche insieme,
e come me quelli che non sono io;
tutto normale e più sopportabile
perché chiunque lo fa di continuo.

Quando ho rischiato

Dunque ho rischiato la non esistenza
non mi ricordo, poi sono nato
dunque dovevo o son clandestino?
Forse dovevo, perché penso finora
(forse) qualcuno mi avrebbe trovato,
nascosto, scordato o sostituito
con uno in fila da prima di me.
Se poco mancava all'alternativa,
sfrutto il vantaggio: sono un paradosso
se un paradosso è tutta la vita
col suo ventaglio di azioni possibili.

Senza biglietto

Steso prende quota anche il povero
senza che serva un biglietto
dal finestrino si affaccia sul cielo
ch'entra nel suo portafoglio.

Lingua tradita

Non meritate la lingua cialtroni
con cui comporre poesie,
quanti millenni a formare parole
e voi le imitate in borghese.
Sia ciò che sembra o ve la togliamo
ne creiamo una che vi denunci
che non riuscirete a parlare
perché nata per dire realtà.
Sarà, viceversa, la lingua a tradirvi.

E allora prova

Non meno di mille volte le stelle
e dopo per mille e ancora altre cento,
possibilità tra prove ed errori
di giorni, di esistere, vite, universo.
Il sole si incastra sui tetti e muore
ha scelto una strada diversa
i monti lo aspettano sempre a ovest
ma tutto è cambiato in un giorno

Altrimenti?

Anche la vista da una finestra lascia passare la luce fra gli alberi che parla la lingua di una poesia e a chi la interroga lei dice "C...