Un millimetro a chiudere il cielo

Non calpesto le piante, mi siedo
e lascio la calma sciogliermi dolce
lì - nell'ambiente - dove non sono
e dove riguardo me e lui stessi.
Come facciamo a trovarci incastrati
in una stretta, buia gabbietta
e senza segnali di ciò che ci aspetta
oltre la griglia e che la circonda?
Basta un millimetro a chiudere il cielo,
tenere all'oscuro un'epoca intera
senza il futuro e il suo passato.
Non calpesto un bel niente, mi siedo
questa calma soggiace a ogni luogo;
ed ogni luogo in cui sono stato
è sorretto nel mentre da lei.
Io che la sento
me sento sorretto
anche se cieco
io so che non mente.

A restare

Restano i vivi: restano in molti
a non parlare la lingua dei morti.
Come dunque cavarne in colloquio
le cose da fare rimaste interrotte?

Certo il presente è un inganno
col suo strapparci il passato di torno,
per questo ci piace pensarci da soli
e rinnegare ogni origine e stirpe;

altri a dolersi della strada persa
perché atterriti da quella intrapresa
e forse già morti - che lingua parlare
con gente che nega di essere morta?

Parlo dei vivi: e restano in molti.

Una vita privata

Non è vita una vita privata di sé
simulata pertanto distorta, ridotta 
artefatta e non di Natura
di sfondo che assiste sicura
di essere sola e non surrogabile.
Come fingere i tuoi capelli,
l'oro radioso di quando tu ridi
la rabbia che bagna il tuo viso di lacrime
baciarti le guance calde al mattino?
Come amare qualcosa che non è vero
né cielo stellato né azzurro né nero?
La plastica di cui è composto il diorama
non assomiglia allo spazio né al tempo
al loro odore né al loro dolore,
non crederemo alle false parole.

Se non qui devo essere altrove

Se non qui devo essere altrove in un altro universo fuori da questo dove non posso trovarmi, ma strano, diverso di modi e di aspetto, e nean...