Se invece di farsi concorrenza spietata unissero le loro forze, le piante riuscirebbero sicuramente a sottomettere anche tutte le altre specie. Soprattutto perché sono loro i primi esseri a essere comparsi sulla Terra, poi perché sono i più numerosi e diffusi sul pianeta.
Il mondo allora sarebbe dominato da piante, che in qualche milione di anni si evolverebbero come è successo agli animali, dai pesci ai rettili ai mammiferi.
Se il mondo fosse dominato da piante, i giardini sarebbero pieni di animali tra cui anche l'uomo, animali immobili, ma ben curati. Altri sarebbero sicuramente più trascurati, pieni di animali e umani infestanti, che chiamerebbero "spontanei", "umanacci" come noi chiamiamo le erbacce, e ci sarebbero delle piante evolutissime che per lavoro farebbero i giardinieri che li zapperebbero via per rendere più bello il giardino. Il giardino somiglierebbe a una città, ma meno antropizzata, più a misura vegetale insomma. Lì verrebbero rinchiusi e ammassati animali di diverse specie, e quando qualche pianta passerebbe a visitarli si sentirebbe rinfrancata, rigenerata, in mezzo alla natura «Guarda quanto bel rosa» si sentirebbe dire da una pianta alle sue pianticelle figliolette nelle passeggiate per le montagne cosparse di carne.
Qualche pianta avrebbe addirittura degli umani appesi al balcone per abbellire le loro case (bellissime perché a misura di pianta, senza cucine né stanze da letto ma piene di bagni e rubinetti). Gli animali verrebbero nutriti senza bisogno di spostarsi per trovare le risorse necessarie, tutti i giorni in campagne piene di animali immobili, frutto di migliaia di anni di incroci per massimizzare la loro produttività: bel vantaggio anche per loro, periodicamente messi ad accoppiarsi l'un l'altro per creare combinazioni genetiche sempre più adatte alle condizioni ambientali in cui sono piantati. Basta corteggiamenti, danze rituali, pagamenti di cene di lusso: le piante garantirebbero la riproduzione delle specie animali, anche per mantenere la giusta quantità di anidride carbonica necessaria all'esistenza delle piante, che se ne nutrono generando ossigeno attraverso la fotosintesi clorofilliana.
Alcune piante poi si batterebbero, ma di questo non sono sicuro, per salvare vite animali e quindi anche umane, quando il processo di deforestazione (che ovviamente sarebbe chiamato in altri modi che possiamo soltanto immaginare) sarà arrivato a livelli insostenibili, e avrà messo a repentaglio la sussistenza di alcuni gruppi di piante che, di quelle sterpaglie animali, avrebbe bisogno per sopravvivere e svilupparsi. Ovviamente altre piante riderebbero di una teoria tanto bizzarra e diranno «Non c'è da preoccuparsi, tanto ne crescono a miliardi anche in breve tempo» ed avranno anche ragione, perché a differenza di querce o di ulivi, certi animali e anche gli umani maturano effettivamente in tempi molto più brevi.
Non esisterebbero certo piante-fiorai, che sarebbero dei criminali, sarebbe ovviamente vietato vendere piante morte come lo è adesso vendere cadaveri; esisterebbero invece qualcosa come "umanai" che venderebbero ciò che tutte le piante femmine desiderano: organi genitali animali e anche umani di diverse forme e colori, che le piante apprezzerebbero per il loro odore che reputerebbero piacevole. Articoli che andrebbero a ruba tra le piante, che nel frattempo avrebbero sviluppato metodi di corteggiamento e accoppiamento simili a quelli dei mammiferi oggi, qualunque pianta maschio li comprerebbe, a prezzi bassi, per corteggiare le piante femmine. E anche queste ultime farebbero a gara per accaparrarsi ai matrimoni, un bel mazzo di genitali, che porta bene.
Esisterebbero poeti che per noi sarebbero oggi scandalosi tanto da essere rivoltanti e indesiderabili, tra i quali il Pascoli-pianta, che descriverebbe con termini (non botanici ma) faunistici specifici i vari genitali che compongono i giardini, gli orti, le aie, in tutti i loro particolari; e verrebbe stimato come gran poeta e sapiente per la sua capacità di descrivere e dare significato allo sbocciare dei genitali in primavera, che sarebbe l'attuale erezione maschile ma concentrata nelle stagioni più calde, quando effettivamente gli umani si spogliano e desiderano accoppiarsi con più femmine.
Penso anche a tutti i libri dove verrebbero messi a schiacciare e seccare gli animali e anche l'uomo, come adesso o fino a pochi anni fa si usava mettere foglie e fiori, per conservarli più a lungo. Effettivamente rimarrebbe di noi solo una poltiglia mista a frammenti di ossa schiacciate, che verrebbero collezionate da alcuni maniaci patiti di queste frattaglie, vendute in bancarelle nelle fiere, usate anche per cosmetici e profumi addirittura costosissimi. Gli esseri animali sarebbero ovviamente anche usati per aromatizzare pietanze (cioè bevande), realizzare pesti e sughi, solo le nonne-piante conoscerebbero le giuste quantità per realizzare le ricette secondo tradizione, e sarebbe questo il loro segreto.
Poi a un certo punto delle piante avrebbero iniziato a domandarsi «Ma questi animali e anche umani, invece di farsi guerra e mangiarsi l'un l'altro, pianificare e mettere in atto truffe e imbrogli per ricavare il massimo profitto, non farebbero meglio a unire le loro forze per realizzare un mondo più bello, più giusto?».
E una pianta che non si sarebbe vergognata a scrivere quest'assurdità, avrebbe iniziato a fantasticare un mondo in cui ciò avviene, e tutte le piante che avessero letto il suo testo avrebbero sorriso ma anche pensato che qualcosa di vero utile e sensato c'è perfino lì.
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