Che prego

Affido preghiere alle statue
a pezzi di spazio da cui vedo il cielo
fatto di niente percorso da luce
e chiedo consigli alle pietre,
chiedo alla fisica di intervenire,
le forze dell'acqua, del fuoco, dell'atomo
prender coscienza, agire
uscendo un po' dal torpore passivo
di chi lascia fare senza esporsi
a cui assistiamo da anni
mille? milioni? chi l'ha vista muoversi
l'ingenua Natura che non può capirci
ma è detta capace di farlo benissimo?
Torna indietro, cancella il presente
ripara i suoi errori, non farne abitudini
abominevoli che nel futuro
verranno pagate... che già paghiamo.
Resetta allo stato di fabbrica l'ordine
rotto dal male dell'esperienza
che conveniva non fare.
Padre nostro, riesci a capire?
Se il tuo regno è lo stato ottimale
fai la tua volontà non la nostra
e allora che cosa preghiamo a fare?
Mi accontenta sapere che niente
fosse imprevisto e irreparabile
come uno sfregio alla tua autorità
che fa da silenzio alla base dei suoni,
dei tuoni riverbero d'umidità.

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