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venerdì 19 giugno 2015

Salvini is Brutal Death



Il piano malefico segreto della setta della lega ha inizio.
Gli studiosi segnalano che il versamento di sangue del leader della setta era stato già profetizzato in un antico manoscritto lombardo scritto da Bossi in preda a una trance di auto-erotismo e megalomania.
Secondo l'antica leggenda leghista "quando il sangue del sacerdote sarà versato, chi ne berrà riceverà stronzaggine eterna: la virtù di obiettare in maniera molesta qualunque cosa accada. In omaggio, la tessera del partito.".
Insomma, se bevi il sangue di Salwini diwenti Salwini anche tu.

Alle 20:00: Rinfresco. Portate calici da sangue
Alle 21:00 Concerto Brutal Death Metal con i NILE

venerdì 12 giugno 2015

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La lingua è strumento
del corpo umano per dire
vacuità. Tutto il dicibile
è ornamento a una vita ch'è
inopinabile fatto di per sé
e non una vera necessità.
Il dicibile allega
Il dicibile slega
i nodi alla matassa
ch'è sinonimi e contrari
distinguibili solo mediante
dimostrazioni complicate,
retoriche lunghissime
e non viene naturale.

Ma lo abbiamo sviluppato.
Noi vogliamo l'ornamento.
Il diritto di parlare.
Che è quello di ovunque
metter bocca insana.
Lingua oggetto - Lingua meraviglia.
I contrari insieme e smentiti
che tuttavia rimangono (vivi?)

martedì 31 marzo 2015

Risata universale di fondo

Tutto lo spazio profondo
che si apre infinito e che corre nel vuoto
e tutta la gente del mondo presente
e passata con tutte le storie
di tutti i tempi di tutte le ore
le onde del mare, il moto terrestre
la vita nei brividi e dentro al solletico
le parole che dici e quelle che pensi
il volo dell'aquila, la pesca dell'orso
la forza cinetica ed anche meccanica
la città eterna che ora è sepolta
i neologismi, la morte più nera
il male che scoppia e che si ritira
permane latente ai lati del carro.
Tutto il mondo, e tutte le stelle
il nostro amore e le incomprensioni
tutto procede indifferente sopra una
onda fatta di suoni.
Ed è una risata
Io non ci credo
E' una risata di sotto che corre in eterno
e grazie a lei rimane il mondo.

sabato 10 gennaio 2015

Album buoni buttati a casaccio

Trovare un intero album fatto coi controcoglioni è motivo di stupore poiché capita poche volte nella vita. (Conosci qualcuno degli album qui pubblicati? Allora prova anche tutti gli altri!)

Pneu - Highway to health (2011) math/noise/jazzcore/punk
Magma - Attahk (1977) zehul/progressive/funky
Calibro 35 - Calibro 35 (2008) spaghetti funk
Zu - Carboniferous (2009) metal/jazzcore
Verdena - Requiem (2007) grunge/art-pop
Meat Puppets - II (1994) grunge/art-pop
Morkobot - Morbo (2013) metal/jazzcore
NoMeansNo - Wrong post-hardcore/art-punk/jazzcore
Jesus Lizard - Head e Goat post-hardcore
Barkmarket - Vegan Throat post-hardcore/grunge
Perigeo - La Valle Dei Templi progressive/funky/zehul
Microwave With Marge - Cow Licks Cow (2008) post-hardcore/noise/punk
Boys On Dolls - Ruined Youth (demo) (2008) punk hardcore/grunge/metal
Omar Rodriguez Lopez - Old Money math/noise/art-pop
Osanna - Milano Calibro 9 spaghetti funk
Jimi Hendrix - Electric Ladyland art-pop
Nirvana - Incesticide (1993) e In Utero (1994) grunge/pop-punk
Air - Premiere Symptomes progressive/art-pop
Alterjinga Lepers - Ghost Friends noise/art-pop
Bastro - Sing The Trouble Beast e Diablo Guapo grunge/post-hardcore
Bitch Magnet - Ben Hur grunge/post-hardcore
Guapo - Five Suns progressive/metal
Splatterpink - Industrie Jazzcore e #3 metal/jazzcore
Le Singe Blanc - Bai Ho (2008) regressive rock
Qui - Love's Miracle grunge/post-hardcore
Gong - Angel's Egg progressive/canterbury
Red Hot Chili Peppers - Mother's Milk funk
Rage Against the Machine - Evil's Empire funk
Sloy - Plug e Planet of Tubes post-hardcore/punk
Helmet - Strap It On e Meantime metal/post-hardcore
Edible Woman - Spare me/calf math/post-hardcore
Skiantos - MonoTono (1978) art-punk
Zeus! - Zeus! (2012) metal/math/jazzcore
Turing Machine - Zwei math/noise/art-pop
Maserati - Inventions For The New Season math/art-pop
Yawning Man - Rock formations math/art-pop
Minutemen - Double Nickels on The Dime post-punk/art-punk
John Zorn and Bar Kokhba Sextet - Lucifer, The Book of Angels vol.10 (2010) progressive/zehul
John Zorn - The Gnostic Prelude (2012) e The Mysteries (2013) progressive/zehul
Egle Sommacal - Legno (2007) acoustic/art-pop
Stereolab - Dots and Loops (1997) pop
Jannick Top - Soleil D'Ork progressive/funk
Tied and Tickled Trio - Observing System (2004) art-pop
The Lounge Lizards - Big Heart, Live in Tokyo (1991) progressive/art-pop
Pantera - Cowboys From Hell (1990) trash metal
Musica Per Bambini - Dio contro diavolo (2008) art-pop
Area - Maudits (1976) progressive/funky
Bombino - Nomad (2013) art-pop
Picchio dal Pozzo - s/t (1976) progressive/canterbury
Eterea Post Bong Band - Bios (2013) art-pop
Barberos - OOO (2012) math/noise/jazzcore
Brainiac - Bonsai Superstar art pop/punk
Frank Zappa - Sleep Dirt (1979)
Getatchew Mekurya and The Ex - Moa Anbessa jazzcore
Lebowski - The best love songs for the love... art-pop
Pull my daisy - E.P. (2008) grunge/art-pop
Reevoluto - Reevoluto jazzcore/pop
Tom Waits - Rain Dogs (1985) art-pop
Traffic - Mr. Fantasy progressive/canterbury/art-pop
Squadra Omega - Le nozze chimiche (2011) progressive/math/noise
Surgical Beat Bros - S.B.B. (2014) post-hardcore
Caboto - Nauta (2001) progressive
Lleroy - Juice of Bimbo (2009) metal/post-hardcore
Old Time Relijun - Witchcraft Rebellion pop
Beastie Boys - Licensed to Ill (1986) rap/pop/punk
Hüsker Dü - Zen Arcade (1984) post-hardcore
Tougsbozuka & La Confraternita del Purgatorio - split (2015) jazzcore/post-hardcore

Avete album buoni da buttare a casaccio?
Scrivete i loro titoli nei commenti, verranno giudicati da un'apposita commissione d'inchiesta e, su discrezione di quest'ultima, buttati qua (a casaccio) se ritenuti meritevoli.

P.S. La commissione d'inchiesta non indagherà nei vostri crimini privati.
Quelli potete confessarli qui: http://www.servizisegreti.com/

venerdì 9 gennaio 2015

La casa sacra

E' il Ventunesimo Secolo e le macchine hanno più Ragione delle cose divine. Il mondo è piatto e grigio uguale, è orizzontale o collassa in un punto; tutto ma mai si allunga in verticale.

L'appartamento è un cubetto ricavato da un parallelepipedo. Parallelepipedi standard, copiati e incollati in aree tra loro contigue. E tu ci puoi sfilare affianco senza neanche guardarli: meglio anzi non guardarli - ultimamente.

Le regioni italiane le riconosci dallo stile diverso in cui i cubetti si presentano all'esterno. Ma sai che l'interno dei cubetti di tutta Italia è perfettamente identico: due - al massimo tre - stanze da letto, uno - massimo due - bagni, cucina e a volte salotto; strategia applicata a tutti gli appartamenti, da centinaia di anni, tutti uguali.

E allora perché solo alcuni di essi mi perturbano in maniera strana? Perché solo alcuni cubetti grigi si distaccano da tutti gli altri, differenziandosi, eppure rimanendo perfettamente uguali agli altri, e sempre all'interno di parallelepipedi che di quegli appartamenti ne conterranno a centinaia?

La differenza che mi perturba.

Case di eroi. Case di morti. Case di santi.
Case di vittime dell'ingiustizia e case di amanti eponimi.
Case di autori e di poeti. Di Torquato Tasso per Leopardi.
L'autostrada di Kerouac e Tondelli, il castello di Atlante.
Casa delle Vestali. Casa dei Mani. Del nostro passato.
Tu non lo vedi, e però te ne accorgi del sacro mistero che questi cubi, ormai in cemento, emanano spontaneamente.
Ed altrettanto spontaneamente tu ci tieni a dimostrar rispetto verso uno spazio compreso entro il perimetro delle mura, temendo che questo ti possa giudicare non degno di esservi dentro.

lunedì 22 dicembre 2014

Riflessione intorno al cadavere dell'insetto Enea

Possibile vivere un giorno e poi niente?
Nato da madre che non nutre affetto
cresciuto nel vento soddisfi le voglie.
Saresti stato il re degli insetti e avresti
potuto dominare i campi. Forse l'hai fatto
si sparse la voce se gl'insetti la hanno
ubicasti i ponti e le infrastrutture
togliesti il taglione e scavasti le buche
per poveri insetti che muoion di fame,
pur di salvare la loro regina
regina che amasti, che rinnegasti
dopo il connubio nel bosco coperto
mentre fuori il temporale fece
fuggire ogn'altro animale.
E lei si concesse per farti poi re
ma scappasti ammonito da un dio
dovendo fondare l'intero avvenire
per il tuo popolo di basse misure.
E tutto in un giorno per te successe
almeno spero, o almeno credo
- possibile anche il fatto che poi
tu non l'abbia fatto,
ma che io dovrei. -

domenica 23 novembre 2014

Le scritte sui muri

Mi è stato criticato un fatto di stile: mi si rimprovera di non essere chiaro e di non farmi capire. Può essere. Ma rileggendo tutto penso di essere stato molto più chiaro di quanto volessi. Mi dispiace ovviamente che non sia compreso, e mi dispiace per voi lettori, che nelle mie poesie non ci troverete niente o poco di sentimentale o di romantico: io parlo di qualcos'altro, sintetizzabile come "il mio vero modo di vivere e capire la vita, se a qualcuno può interessare", cosa che probabilmente comprende anche - non solo - i miei stupidi sentimenti; ma li oltrepassa quasi immediatamente e tende a zittirli. Cerco di migliorarmi immaginando di essere quello che non potrò mai essere da vivo. Perciò, come soggetto c'è sempre un io, ma il protagonista, o la cosa di cui parlo, non è mai quell'io, verso cui non provo neanche il minimo interesse, ma il suo significato, ricavato anche a contrasto con tutto ciò che l'io non è. Nonostante la critica sia stata mossa da un mio lettore, perciò, lo invito ad allargare le sue letture integrandole con l'aggiunta dei classici della letteratura, perché le scuole hanno la colpa di non insegnare più l'arte della Poesia. Vedi, caro lettore, in Poesia, come nel Cinema, nella Musica e in tutta la realtà fisica nulla è dato per scontato, neanche il nulla: capire il motivo per cui sia stato scelto un termine invece che un altro (anche sinonimo) è una delle migliori chiavi di interpretazione di qualunque testo/dialogo/pensiero non solo letterario, che io abbia trovato, chiave che non ha bisogno di ulteriori parafrasi o note al testo, perché verrebbe meno il piacere insito. E ti costa solo dieci secondi di lettura in più, perché hai tutti gli strumenti necessari per apprezzarlo. Il mondo è una parola che lo comprende? Dio è una parola? Beh... la Poesia è l'Arte di scegliere le parole mantenendo la loro armonia, cosa che può corrispondere al principio della Buona Forma (Psicologia della Gestalt), e il Leggere-la-Poesia è lasciarsi andare al piacere, alla fantasticheria.

Approfitto di questa precisazione poiché noto che calza perfettamente con il tema della mia ultima composizione, ispirata dalla recente pulizia dei muri dell'Università in via Zamboni a Bologna. (In realtà la cronaca di via Zamboni è stata aggiunta in seguito, l'idea originaria - il girare intorno a parole "fisiche" - è nella prima e nell'ultima strofa).

Torno nello sfondo,

Mostro.

Le Scritte Sui Muri

Girando la città vedevo parole
ergersi sul piano dell'orizzonte
in prospettiva multi-spaziale
Girandoci intorno ad una parola
la città è di campi semantici
il cittadino non se ne accorge.

Ma come ogni anno, venne deciso
che era giusto cancellare dai muri
le scritte, e tutte le storie infinite.
Allora è questo il motivo per cui
le parole a volte cambiano
e poi si dimenticano. Sono antiestetiche
non è razionale, le parole - sentenzia il sindaco -
da noi vengono soltanto dette.

Ti dico che l'Uomo può essere molto
di più di macchina cieca lettrice di codici a barre
ogni volta diversi, sempre sfuggenti
cui rivolgersi sempre di spalle:
perché può volare chilometri in alto
essere presente dentro al passato
in "ogni volta", in ogni momento
e in ogni minuscolo punto
in cui non può entrare. Uno strumento.

Quando mi parli, quando ti parlo,
voglio altresì che mi guardi con quello
sguardo architettonico mentre ti parlo
apri gli occhi e corruccia all'ingiù
le sopracciglia. Voglio che guardi quello che
sgorga dentro al silenzio di tutti i miei gesti
a tanti elementi di paralinguistica.
Sono anch'io città, io sono le strade;
Perché non mi ascolti e continui a parlare?

sabato 22 novembre 2014

Se fossi piccolo, vivessi su un atomo
troverei strade e insenature
con rifugi e nascondigli
delle case e poi persone
come sulla mia Terra?
Che si muovono veloci, e
che vivono e poi invecchiano in un solo istante
dorato, intenso, espanso.

Ma son così grande che ne calpesto a flotte
rischiando le rovine di civiltà migliori.

E se fossi molto grande, calpestassi gli universi
e parlassi con più grandi entità celesti
mettendoci miliardi d'anni per muovermi,
e scoprissi sulla Terra pieghe nel suolo
e forme viventi; mi spaventerei?
come fossero insetti dentro una tana
avvierei io il processo di disinfestazione?

Ma son tanto piccolo che neanche ci penso
eppure, intanto esiste quel tempo.

sabato 18 ottobre 2014

Nella fessura della finestra
vive una vespa vive una vespa
che a volte mette all'infuori la testa
mi vede e rientra così non è vista

come riesca come riesca
a vivere in un buco nella finestra
se con il mio mignolo neanche ci passo
se il mondo è vasto
io non la capisco e la colpisco
quando tira all'infuori la testa.

Poi mi ci metto anche dentro ai suoi panni
se vivessi in un buco dentro al cemento
di giorno lavoro, la notte non esco
- il tempo e lo spazio sacrificati -
e morire per colpa di altri sfigati.

lunedì 14 luglio 2014

La vita paradigmatica

Sono tra gli spettatori e
tu sei la vita paradigmatica
che mi balli davanti agli occhi sereni
ed io mi chiedo che cosa significhi.

Ecco, tu balli ora e poi, tu non ballerai.

Che io sia il testimone
delle cose perse
di persone disperse
delle frasi dette
e delle danze terminate
dentro un anfiteatro?

Il tuo gesto allora si sdoppia:
a) dalla contingenza del sintagma che finisce dentro il suo periodo
che puoi scrivere anche in una frase;
b) all'eterno coordinarsi di proposizioni nel sovratesto infinito
che puoi dirlo solo a voce
perché scorre e sta scorrendo.

sabato 12 luglio 2014

Vedi,
mi fingo un evaso dal carcere,
mi sento libero se sono in prigione.
Non è il ciclo continuo? Non è incarnazione?

Quella teoria del linguaggio per segni
che dice sia solo una tua convenzione
che non esiste parola per tutto
è calda e avvincente così tanto che
non posso più usarne e io ne sono fuori
- mi fidavo una volta di lingua e parole.

lunedì 12 maggio 2014

Canonica cofonica

Che tu pieghi i tuoi strumenti a creare impalcature sospese nel vuoto.
Artificiosi arabeschi vuoti come te e fondamenta di società organizzate.
Che canonizzi le figure nuove e quelle forme stravolgenti ed incredibili,
reincarni un primitivo che non riesce a parlare e costruisce invece un dolmen
la sua scoperta che è più importante in parole di pietra l'espone. (O con chi sta parlando?)

Amore, amore, io a te ti lecco la forma organica che espliciti sulla tua pelle
ti strizzo la polpa che pulsa magnifica e dignitosa che hai dentro la buccia
fai capoluogo di provincia e invii modeste ambasciate rumorose
le accoglierò disposto, sulla pasta aggiungo sempre del formaggio saporoso.
E se ti tagli le unghie, le vedrò cadere come un falco colpito in volo
e aspetto che esse cadano stringendo i pugni al cuore. Oh, io amo il tuo principio!
E di frequente io leggo il tuo libro, lo scopro sempre divertente.
Non come anni fa, è uscito un volume inedito
e mi hai detto che prepari un altro seguito con finale inconcludente.

sabato 10 maggio 2014

Metaphysic adventures

Mi si rompe la tibia con cui allietare gli invitati, più spesso senatori, nei pranzi in villa fuori l'urbe, e stasera c'è l'esposizione d'arte al circolo sociale ex-operai; non posso permettermi ancora una volta di venir preso di mira dalle invettive della Santa Inquisizione e dallo sdegno dei miei antenati, sempre intorno a guardarmi e sdegnarsi. Il fatto è che loro non ascoltano musica elettronica e quindi non la sanno apprezzare: molti di loro sono del 1500, i miei preferiti del 950 e quelli più antipatici del 1950. Un millennio cambia di molto le persone. Oh, a nessuno di loro piace l'elettronica, e stanno sempre a sentirsi quei cazzo di tamburellini in pelle o mandolini in legno, e ogni volta che io suono la mia tibia col delay e compressore loro si infuriano e mi insultano, e io me ne vado. Spengo le candele, alzo la trave in legno massiccio della porta, richiudo la mia porta che fa un tonfo. Chiamo l'ascensore ed esco dal mio grattacielo dai comignoli fumanti. La catapecchia del liutaio è nella zona antica, dall'altra parte dell'urbe. In quella zona c'è la peste e ciò che mi infastidisce è che la gente svuoti i suoi vasi da notte dalle finestre: non conviene parcheggiare lì sotto. Invece della moto prendo il cavallo; e così, in due ci incamminiamo. C'è da cambiare valuta ogni volta: dall'euro passo al fiorino. Ne cambio 30, che basteranno per pagare il liutaio, deve solo spalmare del mastice per riparare la crepa sulla mia tuba. Il liutaio fuma una sigaretta elettronica dietro il bancone cosparso di neon. Ci mette poco a riparare, e dice che entro stasera il mastice sarà secco, e la mia tibia pronta. All'esposizione partecipa un'ambasciata dalla preistoria di ominidi primitivi che mostrano come sbucciare le nocelline. Certo, c'è sempre da fare attenzione ai dinosauri: se ti mangiano incasini tutto il corso dell'evoluzione; e poi vai a rifare tutto daccapo! Gli ominidi primitivi sono un gruppo di scimmioni che vanno in giro per il mondo in branco e fondano le basi. Basi per cosa? E' quello il problema: le basi per tutto! Dunque si credono despoti moralisti e dicono a tutti come dover comportarsi, o come sbucciare le nocelle. Vanno spesso a teatro a guardare la saga di Edipo ed apprezzano molto la chiave di lettura freudiana. Molte volte creano dispute di carattere giusnaturalistico con Cicerone e Machiavelli, e spesso vengono censurati o condannati dal presidente Obama e dalla sempre presente Santa Inquisizione.
Sempre presente, poi, che significa?

giovedì 24 aprile 2014

Siamo Nati Per Lottare


Ora che io son fatto
di una serie di equilibri
e che rintuzzano e combattono
mi sciolgo dentro una tazzina
di (forse) caffè (oppure fango e c'è del magma)
Mi sciolgo come il nucleo fonde sotto terra
e dentro una stella e in una filastrocca
e ancora parlo, ma senza una forma.
Mi scopro un campo di esempi possibili
- agirò in me tappando la bocca
divento un tutt'uno col vivo e col morto. -
Ritorno planando dentro una casa che si dà
a mostrare
brevemente
nel mondo del coeso e mi rapprendo
per portarmi quel nulla a lavoro e dentro le scuole.
Sono un evento diceva mia madre
una stella cadente, uno straniero
di terre lontane fissato dai vecchi
del mio paese
parleranno a lungo dei suoi vestiti
dentro a una bettola a tutti gli amici
che non crederanno a tutti i racconti
eppure l'han visto, e poi è partito.

Adesso, qui io sono in trincea. Muovendo le
guerre a vili impostori, le onde telluriche
che tengo alle redini
calpesto all'unisono
e danzo! Danzo brandendo un'ascia o una spada
i barbari qui irrompono in massa!
Faranno un bottino di beni preziosi
e di farina dei panettieri.
Invoco mia madre, invoco i miei avi
invoco la vita e invoco la morte
nell'urlo di guerra, lo sguardo severo
difendo i miei padri anche in questa sommossa.

lunedì 24 marzo 2014

Piove sulle mie soglie (La mia pelle è permeata)

Trovarsi sotto la pioggia scrosciante
Correndo forte attenti anche a non scivolare
E il piede si infanga in una pozza
Con le sabbie mobili bollendo catrame
Quattrocento bpm sulla gamba
Quella scossa di terrore che risale nelle vene
riaffiora poi negli occhi sbarrati.
Vedi, io qui mi spezzo le dita
Mi si tappa la pupilla, cuciono le labbra
Come fai a non sentirmi urlare?
Che il succhiato sbrodolìo da cannuccia
di sorbetto al limone rimbombando ti stordisca?
Ogni tanto sento urtare non il
vento ma le onde.
Le tue onde sono fili
Microcosmi incastonati
I binari paralleli.
Le mie onde son catene
perché voglio attraversare i campi
particella in una scarica.
Perciò tiro quei pistoni agganciati alle mie braccia
e vi trovo all'altro capo un altro
me, impassibile, che le tira e che sghignazza, e
che mi regge in equilibrio quando cedo il corpo lasso.
Gli offro un lavoro nella mia orchestra
nei concerti io gli dirigo le mani.
E invece noi ci geometrizziamo.
Pratichiamo la sintassi per erigere i palazzi
Colonizzando le province
Ci chiamiamo per nome come dentro un romanzo.
Non mi credo una persona vera,
discendo da un albero, idrogeno ed elio.
Mi credo più un posto, una parte di spazio
Una sala da biliardo per tornei professionali
Autostrada trafficata da fenomeni balistici
Laboratorio. Accademia. Centro di Produzione.
Magazzino d'atomi vuoti e nebulosi
cui ho in custodia la chiave,
lezione quotidiana di metafisica a liceo.

venerdì 28 febbraio 2014

Crash!

L'esposizione a urti non usuali
sposta le cellule di posizione.
La carne protende in traiettoria stabile
spinge la pelle nel lato interessato
e sporge in fuori di colpo, violenta.
Per un fulmineo istante è ferma, immobile,
lì si ammassa e si confonde.

Torna a rinculo
quella carne che si strappa
- contro-esodo di fine stagione:
E le macchine in autostrada
scorre il traffico a pressione
ci si suona se c'è intoppo
i sorpassi mischiano i colori

Hai voglia a bestemmiare!

"Mi sia la forma ridata intatta!"
Quello là non sa che fare.

Lo si ripaghi in modo equo:
gli si aggiusti i connotati
adesso chiede ma gli umani
sono fuori del suo mondo.
Sembra un incubo mamma santa
e non cambia/non si sveglia
mamma mia santa mamma santissima
e non cambia/non si sveglia!

CRASH! SHTUM!

"Io correvo a cento all'ora!"

Negando i presupposti.
La tua voce irritata che complotta la balistica con la folla che vi assiste.
Un cancello che si sbatte sul mio naso con vigore. Soluzione non prevista. Allarme neve a ferragosto.
Che vuoi fare con quegli occhi? (CRASH! SHTUM!)
(Son rimasto sfigurato.
Basta un'assicurazione?)