domenica 15 gennaio 2017

Best noise math jazzcore albums in 2016

Very few albums to indicate:


  •  Morkobot - Gorgo


  •  Barberos - Barberos


Congratulations to the winners!

martedì 10 gennaio 2017

La mia poesia nasce dallo scontro tra me e l'esterno, mai pacifico, mai equilibrato. L'Umanità recentemente ha scoperto che il mondo non è come quello che appare al nostro organismo: noi lo elaboriamo, lo distorciamo in base alle nostre diverse personalità. La materia poi, eternamente cangiante, non è solida come pensavano gli antichi, né autonoma e indipendente (bisogna che per ogni atomo esista un "contro"-atomo di materia oscura). Anche la luce non è di per sé "luminosa", la luce è indice di calore e movimento, dunque le immagini non appartengono al mondo, ma al cervello. Così i suoni/rumori, non nascono così come li avvertiamo noi, noi per elaborarli dobbiamo ridurli a quel suono che avvertiamo. I suoni indicano che nell'ambiente almeno due entità sono entrate in contatto tra loro, producendo attrito, da cui le onde sonore. Ma per alcuni sono sinonimo di rimprovero, o di gioia o di vita. E il tatto? E l'olfatto? Il colore? Noi nasciamo come esseri viventi, predisposti all'evoluzione, in funzione adattiva all'ambiente; ma molte esperienze sono oggi - dopo l'età moderna - negate a chi come noi cerca nuovi usi della mente. Ci viene detto con perentorietà cosa si può e si deve fare, e cos'altro no: ci viene insegnato a cosa credere e quali stimoli sensoriali avvertire. Da qui il bisogno di una rilettura "filologica" (in senso ampio e non tecnico) della Storia degli usi mentali. La mia poesia nasce dal modo di interpretare la Fisica, ed esplora quel mondo con cui veniamo ogni momento in contatto, ma del quale non possiamo fare esperienza, se non molto limitata, filtrata e depurata di quelle caratteristiche che il corpo non può elaborare. Il contatto tra la Poesia e quel mondo "buio" e "nero" perché senza luce - e quindi immagini - senza rumori e fatto di materia cieca, è un legame molto produttivo, tanto da permettermi di esplorare la realtà con occhi diversi, e ricreare il mondo grazie alle parole portatemi dal dettato interiore-mentale. Così come hanno fatto molti prima di me, in altri modi. Ad ogni punto di arrivo, o teoria-scoperta, il mio animo può reagire con stupore, o paura e sbigottimento, o - raramente - con piena padronanza e sicurezza di sé. Infatti da un lato c'è l'angosciante evidenza del Nulla, dall'altra la consolante potenza della poiesis (=creazione). L'utilizzo dei personaggi letterari, della prima e terza persona poetiche, permette un'investigazione senza paura: "disinteressata" (cioè non tesa a dimostrare o affermare un mio pregiudizio o ideologia) perché sia più efficace e rivelatrice, e meno personalistica e autistica. Una ricerca personale, piena di spunti da approfondire per negare o confermare le mie teorie è la mia Poesia, che tenta di appianare i tormenti e adattarmi all'ambiente.

domenica 8 gennaio 2017

Senza più finestre aperte
io ti so portone grande
riempire largo i cieli.
E non serve un indirizzo
per sapere dove è
l'importante è l'orologio.
Grande fresca ottusa aria
va' e accedi alle sue soglie
strofina avvolgi le sue spalle.
Brevi e fragili parole
fluite a cresta d'onda,
senza canto tutto muore.

lunedì 26 dicembre 2016

Cute: definizione

Avrei voluto anche sentirmi un minerale
disciolto in acque sporche da filtrare al setaccio
o chiuso in volumi plastici lì nascosto su tovaglie
origliare discorsi senza chiedermi i pareri
lasciarmi dislocare insieme a tutta la materia
diffondermi nello spazio e sotto terra e dentro i fiumi
sciogliermi in scariche elettriche per attraversar galassie
girare intorno al nucleo, stare fermo dentro al nucleo
avrei. Avrei anche voluto espandere
un punto a dimensioni tali
da metterci dentro un pacco
nel pacco una casa
mettere nella casa la luna.
Avrei voluto perdermi in divagazioni inutili
e tirare i bordi o limiti in eterno
per essere ovunque presente, sempre esteso
partecipato e usato in comune
e discusso progettato migliorato da un meccanico
dando luogo a numerose aziende
opere pubbliche di risanamento ciclicamente
quelle stelle alla fine delle cantiche
avrei voluto uscire dagli strati della cute
luogo di reazione, di fenomeno osservabile
cute atmosfera di pianeta nebuloso
dove le pietre bruciano lasciando una coda
restando imprigionate, non visibili all'esterno.
Io pure imprigionato. Buco nero? Gravità?
Come avrei voluto farlo? I salti nel cielo
sono parabole e le parabole insegnano sempre.
Avrei voluto mandare segnali di luce
ma a cosa serve se gli altri pianeti
son chiusi da miliardi di chilometri d'atmosfere?
Fagocitano i segni, non ne mandano altri.
Soltanto il sole splende da noi
e copre le luci con i suoi raggi.
Basta "avrei"! basta coi salti!
qui c'è un lavoro incessante
di cui sono
l'unico addetto.


LEGGI ANCHE:

mercoledì 30 novembre 2016

Special edition! Free forever!

Festeggiamo la bozza numero 300 di Mostroblog! Questa.

Traguardo tondo tondo e senza approssimazione: numeri interi e reali, signori!
Il blog è nato da quando studio Lettere (e poi Italianistica) a Bologna, sotto la guida dei più importanti autori contemporanei italiani, professori ispirati dalla loro gioventù irrequieta o da voci più lontane. E così hanno iniziato ad interessarmi: Leopardi, Dostoievski, Kafka, Svevo, Pirandello, Michelstaedter, Saba, Montale, Gadda, Longhi, Anceschi, Vetri, Barilli, Hesse, Kerouac, Ginsberg, Burroughs, Bukowski, Roversi, Pasolini, Buzzati, Cavazzoni, Benati, Celati, Calvino, Perec, Magrelli, Damiani, Govoni, Ariosto, Boccaccio, Petrarca, Adams, Apuleio, Ovidio, Virgilio, Dante, Gramsci, Freak Antoni, MusicaPerBambini, Kurt Cobain, Meat Puppets, Nomeansno, Fellini, Monicelli, Risi, Magris, Severino, Nietszche, antica Roma, Medioevo e Rinascimento, Cinquecento, Barocco, Illuminismo, Novecento, i giorni d'oggi, eccetera ecceterone (come dice Longhi). Niente da fare, se volete sapere la Letteratura, dovete studiarla a Bologna. Se invece volete farla, basta aprire un blog gratis.

Fatto sta che di ispirazioni ne ho avute veramente tante, ma sfrutto quest'occasione datami dalla tecnologia di aggiustarmi un mio stile, cercare un mio modo di dire le cose che vivo come le vivo, in tutti i loro intricati rapporti col sistema-universo o natura. Naturalmente non tutte le cose che scrivo vengono pubblicate, Mostro in persona seleziona le sue migliori liriche in linguaggio umano, scrittura italiana, metrica tradizionale salvo rare eccezioni; le storie NON migliori ma terminate; i trip più pregni di significati; la lista aggiornata periodicamente dei migliori album musicali e dei migliori film in circolazione, che vi consiglio tanto tanto; più una breve ma pregnante galleria d'arte contemporanea. C'è QUASI tutto insomma, dalle prime storielle disincantate ma inquietanti sotto la nuova etichetta di divertimenti "Nugae", alle ultime poesie di ricerca e alla nuova sezione di enigmi più calzanti con la questione.

Che questione? Non riguarda soltanto me. È una questione che mi riproponete da anni tutti voi. È una voce che mi mandate ininterrottamente da anni. Grazie di questo. Ma i problemi me li avete creati voi!

Festeggiamo ancora: questo post è il QUARANTESIMO del 2016, mica poco... Uuuuiiiiii!!!


Mostro.

lunedì 28 novembre 2016

La scelta: matematica del destino

Dei rumori nella stanza scura
lontani. Indefinibili voci e chiavi tintillano
sbattono sui ferri poggiati sopra i marmi
lucidi. Venisse un re.
Scegliesse noi.
Scatole in fila di un supermercato:
le luci si accendono. Guarda! Che grande
la stanza a perdita d'occhio corsie di rimedi
le disposizioni più accattivanti ad intermittenza.
La pace, la regolarità
il sistema di vita, la miglior società
garantisce dall'alto un motivo di esserci
siam competitivi e ci scavalchiamo
per i posti migliori degli scaffali.
Eccone un altro ch'è tale e quale
a me, a loro, agli altri e ai venturi
fuori truccati da grandi signori
ma pieni di merda e di fregature.
Tutti precisi perfetti uguali
dietro i marchi impressi a caratteri
già assimilati, un'altra etichetta
abbiamo tutti quello strato di cartone
che vorremmo la gente notasse
per utilizzarci, per essere scelti.
Nelle voci mattutine
una di donna si avvicina
mentre parla al cellulare,
passa e con la man mi afferra,
senza neppur guardare.

martedì 22 novembre 2016

Popolo sommerso, o La memoria del futuro

Eppure siam tanti nel popolo sommerso
da quintali d'atmosfere. Penso a tutti quelli soli
coscienti dei lacci, se si tagliano li stacchi
è solo un'ora, non sempre è viva
la memoria del futuro. In certi è nitida
in altri fluida e spegne il cuore.
Forse siamo i paradigmi equivalenti
nei sintagmi slegati di autistiche sentenze.
E respiriamo la stessa antica aria.
Mastichiamo la secca sabbia desertica.
Vedi siamo proprio tanti, ma
non ci piaceremo mai.

domenica 6 novembre 2016

Americani! (Dialogo per film)

[Inizio film: effettoni speciali. Colpo di scena! (troppo presto, sprecato)]

SCENA 1:

Un americano: "Americani?"
Due americani: "Oh my god!"

[Tutti si stupiscono!]

SCENA 2:

Due americani: "Americani!"
Tre americani: "Oh my god!"

[Scena drammatica]

SCENA 3:

Tre americani: "Americani? Americani!"
Quattro americani: "Oh my god!"

[Si risolve bene]

SCENA 4:

Quattro americani: "Ehi! Americani?"
Cinque americani: "Oh my god!"

[Tutti sulle spine!]

SCENA 5:

Cinque americani: "Ehi Americane! Americani?"
Sei americane: "Oh my god!"

[Scena sesso]

SCENA 6:

Sei americane: "Aaaameeeeeriiiiiiicani!"
Sette americani: "Oh my god!"

[Ridono]

SCENA 7:

Sette americani: "Americaniamericaniamericani?"
Otto americani: "Oh my god!"

[Non se l'aspettavano]

SCENA 8:

Tutti gli americani: "Americani!"

[Fine film]



LEGGI ANCHE:
Altre Nugae

giovedì 3 novembre 2016

Poesia jazzcore

E' musica contemporanea, ciò che la musica da sempre esprime è un dubbio in forma di domanda, laddove oggi si intenda una macchina di risposte standard. Come se il sentimento avesse già il suo vestito a misure regolari 1-2-1 e tutto pari. Che l'esperienza vitale si risolva in un'onda di esperienza estetica da cui trarre lezioni per influenzare l'immaginario mette i brividi dall'entusiasmo. E' bene esplorarle.

Pronto ho una spina in mezzo ai denti
Aspetti! Ritratto la mia ultima affermazione
Occo acco occasionaleeeeeeeeeeeeeee
Wow che dolore! Nei nervi!
Ospito un gruppo di ammutinanti
So che soccomberò soccorsooooo
è arrivato il dottore: "ambasce" fu il responso
qua la pedina nel labirinto l'uscita là
come si giunge da A alla B senza incorrere ancora una volta nell'uso dei numeri irreali
?
.
Segno di autostima
Non è surreale se sorretto da un discorso
E fila come fonde
come fosse di formaggio il mio discorso
Pronto? Aspetti che le passo
il capo del filo ritorto del discorso mil_
_le_
_na_
_rio
Oppure è solo una scia d'aria e fotoni
un caso raro di contaminazione interplanetaria
interpretante che agli uccelli fa dir "Oibò"
non c'è più una steeeeeeeeeeeeeeella
amor contessa hai mani dentro agli occhi (verso stilnovista)
occaesi martyrii oculi leniter micanti (classicismo SPINTO)
Il libro perduto sugli alluci valghi di Laura di Petrarca
è stata un'ipotesi fatta dai filologi che pensano "cioè" ogni sei minuti
Si ritira veloce nei tubi l'acqua a pressione
che sembra un organismo compatto
ho la sensazione che mi berrà vivo
e me ne compiaccio! Che non so che fare
Pensai d'essere un pezzo duro e mi si sciolsero i fluidi.
Santa Maria prega per Noi. Santa Maria prega per Lui.
Avremo modo di ritrovare
noi nascosti in una buca
i papiri degli antichi
e le foto dei tuoi nonni
i giocattoli dei bambini
son sepolte sotto i piedi
fan rumore i fondi dei pozzi
coi relitti naufragati
o i remi dispersi.
Oh hai visto ombre
comparire fra nuvole e cielo
che si vedono di notte
se si han gli occhi bene attenti
e non si vede più il terreno.
Ne parlavano sciamani e tutto il popolo sentiva.
Ne cantavano poeti e il popolo si commuoveva.
Ne facevano teatri e luoghi di ritrovo
Ricette profumate, novelle, regali
Ogni cosa, dalla stessa pasta madre di crema.

domenica 23 ottobre 2016

Lasciassi scorrere

Lasciassi scorrere.

Io non posso che amare la parte di me
che vede soli nuovi ogni giorno
e quella patina esterna che sono
la lascio scorrere quotidianamente
sotto la doccia serale. Eppure ricordo
di esser stato spesso superficiale
e di essermi sempre lasciato andare
nel tempo che vedo gli altri lasciassero
a me per non esser disturbato
come se non mi importasse niente.
La sera immemori usciamo in gruppo
come se niente fosse vero e mai
altri uscirono prima di noi,
il passato intorno dimenticato
a cercare che c'è di nuovo
se una svolta nel mondo si è avuta
nuove ragazze
altri litri di vino
altri panini
un'altra sigaretta ancora
ancora discorsi...
Il mattino dopo dimenticati
e forse è un dono la dimenticanza
cinica e spensierata e l'attesa del nuovo.
Bisogna bruciare i vecchi cataloghi
tagliandone prima le fotografie
e poi adattarle in altri collage.
Non c'è la colla, niente rimane
solo una canzone che parla di noi
che nessuno ha più suonato.

giovedì 13 ottobre 2016

Paradosso del giovane vecchio

E' diffusa l'opinione che il nuovo sia qualcosa di più vicino rispetto al vecchio.
Questo è vero, finché a pensarlo non è un vecchio.
La vecchiaia è la fase della vita a cui tutti andiamo incontro, quindi il suo punto di vista ci riguarda un po' tutti. Sentite allora cosa ne pensa il vecchio rimbambito all'angolo della strada di casa: secondo lui, i bambini sono la cosa più vecchia del mondo, è solo l'inizio, la prima fase di una vita. Si è un bambino come tanti altri, tutti hanno avuto più o meno la stessa infanzia, e la ripetono ciclicamente. Lui da vecchio, a confronto, è molto più nuovo, ed è qualcosa che nell'esistenza si è trasformato, è il punto di arrivo di un processo complesso e di lunghissima durata. In confronto a lui, un bambino è una cosa vecchissima, e il sé neonato è la cosa più antica che possa conoscere; così, crescendo è diventato sempre più giovane.
Non sapendo come contraddirlo, riconobbi che quell'uomo era il vecchio più nuovo del mondo.

giovedì 6 ottobre 2016

Sofisti, Eraclito, Socrate, Platone, Leopardi

Perché dopo le più grandi vette del dubbio filosofico tornano le "verità" dal mondo illusorio?

Platone cattivo discepolo quand'è che imparerai a sentire i maestri?

Si poteva diventare famosi scrivendo cose rassicuranti per tutti, per sempre. Cose soltanto immaginabili, che dichiaratamente non esistono nel nostro mondo, non si presentano o non avvengono. Una truffa dichiarata, frutto di elaborazioni sofisticate e progettazioni. Il paradiso cristiano inventato da Platone è stato inventato da Platone di sana pianta; nessuna rivelazione agli umani. Non abbiamo mai avuto occasione di venire a contatto col paradiso ultraterreno, perché nel mondo terreno non può essere realizzato. Il paradiso non può esistere perché tutto ciò che esiste, esiste qui e ora. I concetti di Bene e di Male (equivalenti al Buono e al Cattivo) non ci sono stati imposti da nessuna voce, né suggeriti da visioni celesti, derivano dal modo di vivere ultramillenario dell'Uomo: dalla conformazione del suo sistema nervoso. Sono i risultati di un processo costante di adattamento e NON la medesima voce di eterni modelli ultraterreni in base ai quali i viventi sono formati ed è organizzata la vita.
L'esistenza non è eternamente realizzata: eterna è la possibilità che essa si manifesti. Non è qualcosa di assolutamente ed universalmente necessario. Niente e nessuno potrà confermarci la sua estensione infinita, possiamo solo desiderarlo, perché l'Umanità ha bisogno di desiderarlo. Per fortuna l'eternità non è realizzata, né l'infinito: coinciderebbero con una specie di morte del mondo ed un fermarsi della materia, aumentata e soddisfatta, immobile.
Tutto cambia e scorre in eterno, ovunque.
E con l'esistenza, muta anche il mondo illusorio ultraterreno.
Muta il paradiso! Mutano i sogni. Mutano il Bene e il Male. Non solo nel tempo, basta anche spostarsi nello spazio.
Avremmo potuto essere chiunque...
Se viviamo allora il mondo cambia: in esso sia l'esistenza che la non-esistenza.

Che strada avrebbe preso l'Occidente se non fosse stato solleticato dalle parole dolci di Platone?

L'evoluzione del pensiero e dell'Umanità fino all'età moderna non è avvenuta in modo del tutto lineare: i filosofi greci prima dell'iperuranio di Platone e del paradiso cristiano, ci appaiono sorprendentemente contemporanei. Le loro convinzioni e i modi di vita erano già totalmente distaccati da quello che generalmente viene etichettato come "pensiero antico". Entrarono nella storia della filosofia proprio per il loro carattere disincantato con cui stupivano i loro contemporanei, mostrandogli con poche frasi quanto in realtà fosse grande il mondo in confronto al piccolo angolo che i luoghi comuni tradizionali lasciano vedere. Che entusiasmo hanno avuto questi uomini per maturare un'ottica così dissacratoria, così empirica e scientifica? La loro convinzione la possiamo capire se pensiamo a quanto allora fosse utile alla stessa sopravvivenza il bagaglio culturale sedimentato nei luoghi comuni. Oggi i funzionalisti, ricorrendo alla teoria darwiniana dell'evoluzione, li spiegano come prodotto di un processo di adattamento. Nell'uomo antico erano dunque quasi leggi di vita, e dubitarne, per la maggior parte, era impensabile. Alcuni filosofi vissuti prima di Platone possedevano già la chiave con cui i grandi uomini moderni hanno scoperto l'eliocentrismo, la Relatività, la differenza tra fenomeno e noumeno. L'Umanità intera ci sarebbe arrivata due millenni prima forse, sarebbe maturata più in fretta, e più completamente. Con Platone si ritornano ad inneggiare i pregiudizi preistorici, l'antropocentrismo, la convinzione orgogliosa che tutto risponda al nostro desiderio di infinito. E' la radice del male sulla Terra, è la giustificazione alla dittatura, alle azioni dissolute, disumane, malvagie. E' non pentirsi per il male che si compie, e poi alienazione, soggezione al potere e all'ordine, alle istituzioni. E' qualcosa che blocca l'evoluzione naturale, il nostro procedere verso il Bene comune, il mutare del mondo, come se la forma di una società fosse eterna. I rapporti personali già pre-impostati, già previsti, sappiamo cosa aspettarci di ricevere da chiunque, sappiamo cosa l'altro si aspetta di ricevere da noi. Non si vive la vita che la Natura ci aveva progettato perché presi da un senso di colpa e di scompenso nei confronti dell'autorità, di altri modelli. Non si può essere convinti di essere pienamente sé stessi, si sarà intimamente insoddisfatti e ci si crederà esseri in difetto, macchie dell'esistenza non previste in Natura, perché non ci si sente conformi al modello imposto dalle società. Intimamente disadattati, pubblicamente convintissimi di noi e del nostro stare insieme. Ognuno oggi nel suo intimo vive il disagio causato dall'arbitrarietà platonica perché non conforme al modello. Il modello non esiste da nessuna parte, l'hanno inventato gli antichi quando le possibilità erano tutte aperte ed equivalenti.

Oggi non saremmo governati dal mercato, voce ultraterrena e modello di comportamento.

Saremmo bene informati sulle scelte e sulle nostre responsabilità.

Rivolgeremmo l'attenzione e gli sforzi ad un miglioramento delle condizioni di vita. Avremmo idoli virtuosi da imitare e modelli negativi da evitare.

Non demonizzeremmo in nome di un ordine eterno gli sforzi per migliorare le condizioni di vita.

sabato 1 ottobre 2016

What you want to hear when eaten by hounds

Non fuggire subito in altre direzioni
dammi una mano, dammi ragioni
di essere almeno un soggetto pensante
fammi sapere di esser presente
dentro il mio branco, d'essere amato
anche se (notte) dormo appartato
forse vorrei non essere solo
verrei con te se mi alzassi in volo.
Odi i discorsi che alzano polvere
intima e che poi non so raccogliere
consolalo quando è in tempesta
l'animo che pure vuol la sua festa.
Se sto lontano mi perdo nel bosco
seguendo sentieri che io non conosco.
Apri parole che non hanno fine
per scavalcare il mio alto confine.

venerdì 30 settembre 2016

Dove parlo di un amico

Vidi solamente che suonavano le trombe
emanarono nel mondo un'ondata di silenzio
è tutto vero, l'amore brucia e lacera
talmente da fermarlo in un momento.
Tutto dissolto, lei lasciata in piedi
solo in casa vuota e vuoto è anche fuori
malgrado la festa, tutto immobile.
Gli altri persi, sordi. Vuoti. Soli
e qui a sollevarmi
nell'assolo di ombre scure
grida di massi
tamburi di morte
una voce squilla, di bambina.

sabato 24 settembre 2016

Corrado Govoni - Il riso (da "Gli aborti", 1907)

Grottesca maschera della pazzia,
Riso, stecchito piccolo folletto,
penna e ossa come il cuculo, belletto
dell' anima rugosa. Frenesia.
Giano Bifronte. Ghigno d'agonia.
Inverecondo gnomo. Maledetto
Cerbero dalla bocca d'irto aspetto,
e Mefistofele dell' ironia.
Antipodo del pianto, paradiso
dell'anima, ridicolo pagliaccio
ventriloquo, serpente sibilante.
Tirso sonoro della gioia, riso;
cachinno, orrendo idropico rospaccio
nello stagno del cuore singhiozzante.