Cerca nel blog

Caricamento in corso...

lunedì 24 marzo 2014

Piove sulle mie soglie (La mia pelle è permeata)

Trovarsi sotto la pioggia scrosciante
Correndo forte attenti anche a non scivolare
E il piede si infanga in una pozza
Con le sabbie mobili bollendo catrame
Quattrocento bpm sulla gamba
Quella scossa di terrore che risale nelle vene
riaffiora poi negli occhi sbarrati.
Vedi, io qui mi spezzo le dita
Mi si tappa la pupilla, cuciono le labbra
Come fai a non sentirmi urlare?
Che il succhiato sbrodolìo da cannuccia
di sorbetto al limone rimbombando ti stordisca?
Ogni tanto sento urtare non il
vento ma le onde.
Le tue onde sono fili
Microcosmi incastonati
I binari paralleli.
Le mie onde son catene
perché voglio attraversare i campi
particella di una scarica.
Perciò tiro quei pistoni agganciati alle mie braccia
e vi trovo all'altro capo un altro
me, impassibile, che le tira e che sghignazza, e
che mi regge in equilibrio quando cedo il corpo lasso.
Gli offro un lavoro nella mia orchestra
nei concerti io gli dirigo le mani.
E invece noi ci geometrizziamo
Pratichiamo la sintassi per erigere i palazzi
Colonizzando le province
Ci chiamiamo per nome come dentro un romanzo.
Non mi credo una persona vera,
discendo da un albero, idrogeno ed elio.
Mi credo più un posto, una parte di spazio
Una sala da biliardo per tornei professionali
Autostrada trafficata da fenomeni balistici
Laboratorio. Accademia. Centro di Produzione.
Magazzino d'atomi vuoti e nebulosi
cui ho in custodia la chiave,
quotidiana lezione di metafisica a liceo.

venerdì 28 febbraio 2014

Crash!

L'esposizione a urti non usuali
sposta le cellule di posizione.
La carne protende in traiettoria stabile
spinge la pelle nel lato interessato
e sporge in fuori di colpo, violento.
Per un fulmineo istante è ferma, immobile,
lì si ammassa e si confonde.

Torna a rinculo
quella carne che si strappa
- contro-esodo di fine stagione:
E le macchine in autostrada
scorre il traffico a pressione
ci si suona se c'è intoppo
i sorpassi mischiano i colori

Hai voglia a bestemmiare!

"Mi sia la forma ridata intatta!"
Quello là non sa che fare.

Lo si ripaghi in modo equo:
gli si aggiusti i connotati
adesso chiede ma gli umani
sono fuori del suo mondo.
Sembra un incubo mamma santa
e non cambia/non si sveglia
mamma mia santa mamma santissima
e non cambia/non si sveglia!

CRASH! SHTUM!

Io correvo a cento all'ora!

Negando i presupposti.
La tua voce irritata che complotta la balistica con la folla che vi assiste.
Un cancello che si sbatte sul mio naso con vigore. Soluzione non prevista. Allarme neve a ferragosto.
Che vuoi fare con quegli occhi? (CRASH! SHTUM!)
(Son rimasto sfigurato e basta un'assicurazione?)

mercoledì 19 febbraio 2014

Gnè

"Ah ciao amore, finalmente sei tornata."

"Ahbbuahaeebbbbbgg"

"No, davvero, mi hai detto che andavi in palestra, ma sono venuto a cercarti e mi ha detto Gianni che non ci sei andata proprio."

"Mmmnnedieiri!!"

"Ah sei andata a scopare con quel tizio di ieri."

"Uhehbehmmmsi"

"Non ne avevo dubbi, ci hai messo cinque ore!

"Ehchevvuoitugngngngn"

"Eh? No non lo dico per starti addosso, però ti stavo aspettando."

"Ahtuvuoisolommnneppoimmne..."

"Allora guarda: mi sono strappato le unghie dalle dita delle mani, poi ho rovesciato la pelle lungo il dito ed ho fatto uscire l'ossicino come mi hai chiesto. Va bene così?"

"Machecczzèguacheiognemn..."

"Non c'è problema, le ossa più interne le tiro fuori tra poco."

"Mnamnamnamna"

"Ma come non ti interessa più? Me l'hai chiesto tu di farlo!"

"Ehmaiononècheeppoituno"

"Ma no, chissenefrega se rimangono così, però mi hai chiesto tu di farmi uscire le ossa dalle dita perché ti piace tanto e adesso non le vuoi neanche vedere?"

"Gnè"

"Beh almeno guarda il dente. Va bene? Dopo qualche ora di lavoro sono riuscito a segarmelo a metà. Guarda!"

"Mannriescimancacazztu!"

"Canino? ...mi avevi chiesto l'incisivo superiore, no? E poi come faccio a segarmi un canino? E' tutto a punta, amore."

"Nomaiomneaono"

"E vabbè, prendilo almeno come dente omaggio! Così... tieni, te lo regalo, poi ti giuro che mi taglio il canino. Me la dai una sigaretta?"

"Fancuhuhuh"

"Ah, ok tienile se ti serviranno per stasera. Cosa farai?"

"Mmmehehuh"

"Ma sempre quello di ieri?

"Eh!"

"Non è che mi devo ingelosire?"

"Macomecazztprmetughug!!"

"No no amore scherzavo, scherzavo!"

"Echetupnonfalecschtodettmavattinnvacazzdcristngrò!!"

"Scusa non è che potresti un attimo starti zitta?"

"Ehntprmettcaparlamminquestomodohemnnnoehuhuhuhemmomscoccbastmnvoc!"

"Certo, scusa, va' pure e divertiti, io sono qui che continuo."

sabato 8 febbraio 2014

Matrimoni


Ti vedo eterno perituro
e qui fisso davanti agli occhi

come faccio a sollevarti?


giovedì 30 gennaio 2014

Free Pangea!/Fronte Liberazione Ecumene

E' giusto che ognuno ricordi sempre cos'è successo in Francia nel 279
o in Eurasia milioni d'anni fa(*) . Come poter dimenticare?
Non continueremo mica a ignorare, è il momento di metter fine!
Sono secoli che ho perso il sonno, e provando a dormire
tanto mi assale l'urto degli eventi che non mi posso addormentare.


(*) in Francia nel 279 e in Eurasia milioni di anni fa non so cosa sia potuto succedere. Torno a letto.

sabato 25 gennaio 2014

Dio è pornostar (Quel gran figlio di Bosone)


Dio è pornostar
peggio di Siffredi
te lo sbatte sopra
sotto
dentro

E anche fuori.
Dio tromba come
tromberesti tu se fossi Dio.

Sempre addosso come uno stalker
è un maniaco, un pervertito
che trapassa e attraversa
e che si lascia penetrare.
Che gran troia!
E' uno stupro!
continuo,
mondiale!

E' senza pudore:
assistiamo tutti
e se ne vanta con gli altri.

Una denuncia si beccherebbe
alla polizia degli dei
ma non ci lascia parlare!
La vita è un film porno?
Il mondo lo scenario! (Lo condividerà su facebook?)
Dobbiamo fargli causa
o mi sento violentato...

...Però, dobbiamo ammettere,
Dio sì, ci sa fare
quando corteggia e quando allaccia
una relazione con te
che tu neanche te n'accorgi
o forse che lo lasci fare.

lunedì 13 gennaio 2014

La scatola

Silenzio per favore signori, io non sono venuto qui da solo. Vedete la scatola affianco a me? E' bella eh?
Grande, colorata, cubica. Già la vista di una scatola così bella vi soddisfa tanto da non chiedervi cosa una scatola così bella come quella che vi trovate qui davanti contenga. Vi piace la scatola eh? E' grande, colorata, tutta così...cubica.
Fa simpatia una scatola tanto grande, tanto colorata e tanto cubica; non ho mai visto un cubo così cubico come il cubo che questa scatola è, tanto da lasciarmi dubitare se la sua vera natura sia quella di scatola o di cubo.
Soffermiamoci sulla sua superficie, signori. Questa faccia della scatola che è un cubo colorato è tutta color rosso. Vi piace il color rosso così rosso? Eh sì, non potete fare a meno di guardarlo questo rosso. Penserete "Oh che rosso! Giuro che un rosso così rosso non l'ho mai visto; avendone adesso per la prima volta l'opportunità mi accingo a fissare questo rosso così rosso almeno per le prossime due ore, quando mai mi ricapiterà? Che poi adesso a ripensarci un rosso così rosso è un pò più rosso del rosso così come io intendo il rosso. Al posto del rosso ci avrei messo ad esempio un paio di tettone. E poi tutta questa scatola è così cubica che proprio non ho mai visto niente di più cubico di questo cubo con la caratteristica accentuata, estremizzata ed esasperata della cubicità.
Ma chi l'ha fatta? Ma una scatola viene progettata da un geometra o da un pittore cubista?
Esisterà un esperto di cubi che detta le regole della cubicità e che scrive regolarmente sulla sua rivista che parla di cubi dalla prima alla centonovantesima pagina, con tutte le ultime novità sui parametri cubici a cui un cubo in quanto cubo deve adeguarsi per essere ancora considerato da tutti un cubo e non, che so io, un aborto geometrico deforme; lo prenderebbero tutti in giro senza neanche riuscire ad accorgersi che effettivamente è un cubo; e se il geometra che progetta i cubi rilasciasse un postulato in base al quale un cubo non può essere considerato tale senza che almeno una delle sue facce sia rossa? ci sarebbe dunque da informarsi con esaustività sul tema del rosso in tutte le sue manifestazioni acquistando una quantità esagerata di riviste che si occupino di color rosso dalla prima alla settecentesima pagina".
Signori, avete qui davanti una vera e propria scatola all'avanguardia, progettata secondo le ultime tendenze della scienza della geometria. Guardate la scatola, signori, guardatela!
E' cubica fino all'esasperazione, è più rossa di quanto aveste mai pensato.
E' grande signori! E' grande! E' bella! Ma perchè è così bella? Ma perchè così cubica? Così rossa? E quel fiocco in cima? Ah, bel nodo per davvero quello. Non lo fanno mica per strada un nodo così. Ma neanche un marinaio boy scout ti fa un nodo così "statico" come quello in cima alla scatola che avete qui davanti agli occhi, signori. Ma perchè è così grande? Ah, io non lo so, non me lo sono mai chiesto in realtà signori. Ma se è grande così com'è grande la scatola che ho io affianco...beh allora è proprio bella grande. Penserete "Oh che grande questa scatola! Giuro che un grande così grande non l'ho mai visto; avendone adesso per la prima volta l'opportunità mi accingo a fissare questo grande così grande almeno per le prossime due ore, quando mai mi ricapiterà? Già la vista di una scatola grande così grande, rossa e cubica mi soddisfa tanto da non chiedermi neanche cosa una scatola così cubica, rossa e grande come quella che mi trovo qui davanti che ha le caratteristiche della cubicità, rossezza e grandezza accentuate fino all'esasperazione contenga.
Ma... se la scatola è fatta da ingegneri esperti nel campo dei cubi, del rosso e del grande, ognuno dei quali ha contribuito dando a questa scatola il massimo della perfezione per ognuna della caratteristiche salienti che questa stessa scatola ha...chissà, chissà chi è stato a progettare il suo interno che non posso neanche vedere. Chissà, ci sarà qualcosa di meraviglioso?
I segni esteriori lasciano presagire una chiara esattezza scientifica nella composizione e disposizione delle forme e delle caratteristiche.
Ma le sue caratteristiche esteriori rimarranno estremizzate tanto che la caratteristica di questa scatola rimane quella di essere una scatola estremizzata? Una scatola estremizzata all'esasperazione ha dentro di sé qualcosa che mi è sempre piaciuto da morire. Ci sarà il mio giocattolo preferito lì, dentro a tanta ingegneria della forma? Me lo farà usare o ci giocherà solo lui? Oh ma quand'è che la apre sta scatola?" starete pensando voi, signori.

________________________________________________


Ma signori! Signori perché l'avete chiesto signori? Guardate cos'è successo, è tutto diverso. Perchè vi siete arrischiati a tanto, signori? Non avete pensato che dentro potesse esserci qualcosa di brutto, di cattivo? O qualcosa di scontato e deludente? O qualcosa di irraggiungibile e inesistente?
No...questo è terribile! La scatola! La scatola ha perso la sua perfezione! L'interno delle scatole non viene progettato mai dai costruttori di scatole, che in quanto tali non si occupano di certo del loro interno dove invece non c'è regola, nessuna esattezza geometrica, armonia, equilibrio. Ci potrebbe essere un cadavere, che ne sapete? O un ammasso di spazzatura decomposta puzzolente, un coccodrillo, una bomba, vostra zia vecchiaccia che vi bacia le guance, compost, raccolta di vomito, la Morte, l'annientamento, la Morte, l'annientamento. L'annientamento!
Oh, Signori, credevo vi intendeste di scatole, credevo sapeste cosa di una scatola si deve apprezzare e cosa no!
Ma perché della scatola desiderate il suo contenuto interno, se il compito di un contenuto è solo quello di essere avvolto dall'esterno?
Di una scatola vi piace proprio tutto ciò che scatola non è!
E' pericoloso signori, meglio lasciarla qui, devo trovarne subito un'altra!


domenica 5 gennaio 2014

Indovinello

Continuamente
mantiene possibile
ogni relazione possibile
ed impossibile
ogni relazione impossibile.

Che diavolo è?

mercoledì 1 gennaio 2014

Se ti amo così tanto è perché in te riconosco elementi naturali mischiati con così tanta grazia da lasciarmi dedurre il tuo uso corretto di ciascuno di essi. 

mercoledì 18 dicembre 2013

Fuori la città non c'è più niente; la luce scompare in un fascio di nulla e tutta la vita risulta anormale.

domenica 15 dicembre 2013

Cielo nero

Alto il pino, forte il vento alza foglie che toccano fango. Un cielo nero non s'era mai visto!
ammutolisci e riprendi il tuo andamento sciancato in scarpe troppo grosse calze bucate
trasportando lui pesante in abbandono sulle spalle, con sopra i tuoi ricci
passati tra dita esploratrici ambasceria del suo cielo più scuro
diceva conoscerti non spaventa. Le sue dita troppo ossute i suoi occhi prosciugati
li ritroveranno tempo dopo in un fosso scavato lì dentro il tuo addome.
La tua chirurgia alchemica al buio di notte non lascia cicatrici rimarrà all'oscuro
e forse te ne scorderai perdendo l'arte.

Adesso
La sua testa è il tuo stomaco. Adesso il suo cuore è il tuo polmone.
Il suo pene proprio sotto il tuo cuore. Lui muore. Lui muore. Lui muore.
Lui muore e tu hai fame! L'importante nel delitto è che la traccia poi scompare.

venerdì 29 novembre 2013

Un uccello cantava sul ramo del pino


Un uccello cantava sul ramo del pino
voltava la testa veloce e volava
girava nel blu, poi scendeva in picchiata.
Ti ammazzo uccellino! che cazzo ti canti?
scendi dal ramo che ti spenno la vita!
Salito sul pino correndo impacciato
azzannandole, fini, mordendole forte
le alette a lui vivo con gioia ho strappato
urlava pietà in modo ridicolo e gli occhi
li aveva gonfi di lacrime.

Scaraventato per terra lui non volava
pennuto spennato senz'ali né macchia
venuto a mostrarmi il dono della grazia!
Lo raggiunsi veloce con gli occhi del pazzo
Lui correva intorno non potendo volare
Strillava il suo becco da ingenuo pagliaccio
mangia vermi vivi e poi rutta fischiando
Pascoli amava le testoline ruttare
(io no) e mentre ancora gli si muove
la spappolo sotto il peso del mio grosso stivale
lo calpesto una volta, due volte, altre cento
lo lascio per terra. Così mi è uguale.

lunedì 28 ottobre 2013

Tempi morti

Catapultato in un'altra dimensione
giuro che non vedo il tempo passare
così sognano tanti poeti romantici ma
a ben guardare qui c'è solo male.
Le membra strette da pressioni atmosferiche
è buio rigido tanto pesto che ti schiaccia
cui dentro niente regge.
Fu quando sbloccarono le porte del tempo ed enormi
moli di passato presente futuro, intermezzi
si riattaccarono degenerando nel puntino originario.
E' il collasso del tempo e mi ci ritrovo fuori!
qui chi mi verrà a cercare?

Avessi muscoli addominali adeguati
una corazza, un elmo, una spada!
combatterei sto tempo anormale.

Ma oggi è ancora ieri.
E ieri oggi ormai da anni.
Quest'istante non passerà mai.
L'eternità, se hai un corpo, fa male ai reni
E morire da vivi non ci si addice.

mercoledì 16 ottobre 2013

Messaggio al Mondo

E te, sconosciuto abitante del mondo
con le tue nobili virtù e il tuo animo buono;
un innocente catturato nel mondo dei pazzi
costretto inerme a guardarsi sparire
divorato dal tempo per come sei digeribile.
Te, nascosto ottimista e sabotatore feroce d'intenzioni,
te, bianco e nero, o male e bene:
non ti conosco, ma ti voglio bene.
E se ti conosco, chiamami ogni tanto
una birra con te è sempre un piacere.
Che tu stia sentendo o no la mia voce
che tu mi abbia visto o non mi abbia mai visto
che tu parli o no la mia lingua
che tu sia già nato, ancora no o anche morto
che tu sia lo stronzo che tu sia la vittima
Che tu lo voglia o non lo voglia, beh,
Io a te penso. Io ti saluto. E da lontano,
Io ti mando a fare in culo

domenica 22 settembre 2013

Gonne verdi molto corte ["Rivelazione" per "Manifestazione"]

Ahahah! Che bella serata!
eravamo usciti sapendo di non esserci
e che quelli lì non eravamo noi
ma facevamo lo stesso finta di esserlo.
(Scoppiettio di suole sul mattone)
- Oggi troppi individui tutti insieme ammassati qui
- Vuoi dire gente?
(Gonne verdi molto corte. Seni sporgenti a prendere fresco)
- Domani ce ne dimenticheremo.
- Fra uno, cento, mille anni sarà peggio
(Sassolino brillante sotto il sole. A te non ti leva mai nessuno davanti)
E chi sapeva di esserci? Tu?
- Io c'ero ne sono certo.
Ma allora... ci saremo anche incontrati
- Io proprio non ricordo
(Angolo di bocca alzato)
- Bene, allora è deciso, l'evento è prestabilito.
- Il progetto è prestabilito, l'evento necessita!
- Io so quello che devo fare. Andrà tutto come previsto.
(Dita)


Aspetta. Ripeti daccapo.


La sera più brutta della mia vita
ognuno era solo ed io più di tutti.
E tu chiunque sia non c'eri
nessuno c'era. Nessuno.
Per strada.
Nei bar.
A casa.
Tutto quello che potevo era
fumare migliaia di sigarette;
guardare il fumo. Fumo! fumo! Lo vediamo sperdersi in cielo
Il fumo è la morte del tabacco che brucia!
Il fumo è il fuoco che muore! Vedere il fumo è vedere la morte!
Guarda il fumo che meraviglia! E' fuoco morto che ancora si vede
è la coda di una lucertola, è l'anima incarnata!
Cosa diavolo sto guardando ora?
Cos'è? Uno scherzo?


Aspetta. Ripeti daccapo.


Il momento in cui cadono le maschere e ti scopri fumo
che da qualche fuoco pur verrà e in qualche cielo poi sparisce
arrivo a negare l'esistenza mia e delle cose sussistenti
ogni evento e relazione è la sua stessa morte lenta
il suo processo di degradazione che brucia energia.
Fossi qui, persona vera, a dirmi che è una falsità.
E, abbracciandomi, mostrarmi la specificità di ogni fuoco
che non brucia e non muore, non fa fumo
non si vede.


Aspetta...

martedì 16 luglio 2013

La stanza vuota

Quando aprii la porta della stanza la trovai vuota, senza più i miei mobili, senza i miei libri e la mia chitarra. Aprii la finestra, e alzai le tapparelle, ma la finestra era stata murata. Perché mi hanno murato la stanza? Avevo la vista migliore della città, con i tetti in tegole marroni e le torri delle chiese illuminate di notte, i colli verdi in lontananza che si alzavano fino al cielo. Era ancora casa mia? Potrei sempre aver sbagliato casa... Ma girandomi, notai che non c'era più la porta, al suo posto solo il bianco della parete ora senza più poster e fotografie appese. Una stanza completamente vuota, non come me la ricordavo io, piena di gente, di miei amici, i miei parenti, i miei fratelli, i conoscenti e quelli mai visti prima in vita mia; ora c'è chi di loro è morto, e chi è ancora vivo, sparso per il mondo come del resto anche quelli morti; non so dove fossero andati, festeggiavamo e credevo che la festa andasse bene. Avevo visto tutti divertirsi e fare le cose che veramente sentivano di voler fare, e tutti erano allegri; davvero una gran bella festa. C'era anche lei, l'ho rivista, non ricordo di averla invitata, e non so gli altri da chi fossero stati invitati ma erano tutti i benvenuti, e anche lei lo era. Mi parlava in maniera dolce, serena e tranquilla sorridendomi, come non fa più da troppo tempo. Io l'abbracciavo, l'ascoltavo e le parlavo e poi la portavo a ballare in mezzo a quegli alberi. Lei volteggiava e lasciava ondeggiare i suoi veli rossi, che rimanevano in aria sospesi senza il peso né la gravita. "Sei ancora importante per me" mi diceva, "torniamo dagli altri, tua madre sta per stappare lo spumante". Io non ci avrei mai creduto, ma mia madre stava davvero stappando una bottiglia da cui uscirono bollicine, e c'era mia nonna che avvicinava il suo bicchiere prima degli altri invitati e se lo faceva riempire guardandoli col sorriso sulle labbra, contenta, e brindava alla salute di tutti. Se era contenta era perché era tornato mio nonno, morto già da quattro anni, che le mancava terribilmente. Lei ha pianto per lui ogni singolo giorno da quando successe, ma adesso erano di nuovo insieme, abbracciati e felici, e anche mia madre e mio padre li abbracciavano e anche i suoi fratelli, con i miei cugini tutti stretti ad abbracciarsi, e guardavano sorridendo me e lei che passavamo davanti a loro. Ci salutarono, e noi ricambiammo. Nel sentiero che io e lei percorrevamo insieme mano nella mano incontrammo Francesca e Davide che erano nudi e correvano verso di noi con il vino in mano cantando ritornelli popolari, e a vederli, lei lasciò la mia mano guardandomi con un'espressione di compassione, di pietà, e io non riuscivo a capire se fosse lei a darmi la sua pietà o se cercasse la mia; ma risposi con un'espressione uguale alla sua, dando e ricevendo entrambi pietà. Lei si girò di spalle e si spogliò, lasciandomi rivedere per l'ultima volta le sue forme tonde e morbide che tanto avevo amato e desiderato, voltò la testa verso di me e mi soffiò un bacio in aria, poi si unì a Francesca e Davide e andò via cantando con loro. A questo punto mi ritrovai solo, ed ebbi l'occasione di cercare la persona che più desideravo incontrare, che non capisco come mai non fossi ancora riuscito a vedere. Quel giardino notturno era pieno di persone, ma lui ancora non l'avevo incontrato. "Strano" pensai, "che non sia venuto neanche questa volta? Eppure c'è tutto quello che gli piace: uno stranissimo gruppo hardcore anni '80, tante bottiglie misteriose da bere, tantissime ragazze da lasciarti senza fiato..." e continuai a cercarlo affannosamente tra gli invitati senza però riuscire a trovarlo.