domenica 19 febbraio 2017

Poeti cessi

Ho visto poeti guardarsi attorno per sapere di non essere guardati, entrare nel retro di un gran supermercato. Si toglievano i vestiti nelle agenzie dei pubblicitari, facce lesse scolorite corpi magri e debolucci, si lasciavano immobili mettere abiti nuovi dagli agenti. Quei gran cessi d'incapaci a vestirsi dalle strade, dalla vita quotidiana, in fila indiana a lasciarsi indottrinare. File di traditori e ciarlatani, di buffoni in scalata sociale, parassiti dei benefattori! Usciva questa fila dall'ingresso principale con sguardo da scrutatore, profondo e affabulatore, di uno che non sente neanche se dieci tenori lo stordissero. Che differenza c'è tra loro - forse il moto? - e le scatole di cibi chimici del supermercato? E quale dai pisciatoi di un aeroporto? Da chi ama in cambio di soldi? Da chi ammazza per un suo sogno?
Anche voi! No!
Insomma non ci sente nessuno quando il peso che ci opprime e la noia dell'inefficienza continuano a sprecare il nostro tempo di vita? A chi daremo i nostri conati, i rantoli riflessi incondizionati della morale, dell'umanità?? Ancora ai subdoli del super - mercato, per giocare coi bisogni?
Spero che in passato gli autori non fossero stati come voi.
O perderei l'ultimo appiglio che mi resta con quel mondo di autenticità che ho nella testa - e che mi serviva quando dovevo decidere in maniera libera; finita questa epoca, non voglio credere sia inutile. Spero che voi siate tra pochi che tradiscono e si arrabattano su bubbole, spero che la tradizione letteraria sia autentica, non una cazzata.

Compratevi il vostro Andri Snær Magnason e andate in silenzio a fare in culo.

venerdì 17 febbraio 2017

Corpo: definizione (Breve Storia della Voce Mentale)

Dove è che la mattina
ogni mattina mi trovo?
Questa casa mi è familiare
e una voce sgraziata
che conosco
dispone altoparlanti
dietro i timpani
interrompe il sogno
con un vivace jingle
è sicuro leitmotiv
di compositori moderni
minori o sconosciuti
pressoché sconosciuti.
Nello stesso istante
sento sul corpo calore
penetra luce pupilla
viene? io la sento
sento? lei è che viene
ci parliamo l'uno sull'altra
non ci siamo capiti mai.

Ricordo che ieri pensai
scomparsa la luce:
"Stasera io muoio"
ma mi sono soltanto perso
come succede ogni notte
tra sera e mattina
tra vuoti e pilastri in cemento
tra infiniti sconosciuti
che si litigano i panni
come me per travestirsi.
In segreto mi tolgo i vestiti
e tutto è come avevo lasciato:
stanza buia e nera
comoda, discreta, silenziosa
tengo il corpo
sotto i piedi
come tavola da surf.
Che si cela
sotto la pelle quando
il giorno passeggiando
il corpo, travestito, 
emette i suoi segnali?
Si gioca i ruoli d'una vita
le posizioni simboliche negli altri
costruisce relazioni
che la notte poi canti
con le lacrime
dai rimorsi o dai piaceri.

Un giorno ho letto un verso
lunghissimo diceva:
le vite sono come
un corpo unico disintegrato
che sopravvive in ogni istante
cambiando le cellule-individui
che siamo e si serve di noi
per "stare al passo":
è tua la voce degli altoparlanti?
Ma allora non smetti mai,
vivi e parli da miliardi
di miliardi di anni, miliardi
di piccoli piccoli istanti
e te ne vai in giro per la materia
vestendoti di noi
elogiandoti in versi.
Ti venissi a presentare!
Ci mettessimo a parlare
senza impedimenti
o con chiarezza
mi provassi a spiegare.
No? Niente?
allora dammi un giorno

giovedì 16 febbraio 2017

Nirvana - Nirvana (2002)

A pensarci sono 15 anni che è uscito NIRVANA, il primo cd non truzzo che comprai, uscì nel 2002, in piena epoca hit mania dance.

15 anni fa, a 12 anni feci una scelta. Mi trovavo davanti a un banchetto di cd masterizzati. Hit mania secondo me aveva perso originalità tra l'Hit mania dance autunno 2001 e l'hit mania dance inverno e estate 2002, e avevo letto articoli molto buoni su due album appena usciti. Che sarebbe successo se avessi comprato la ristampa di Dark side of the moon? Mi sono perso una vita in cui forse mi sarei lavato e mi sarei tagliato i capelli un po' più spesso, e i jeans si sarebbero strappati da soli col passare del tempo secondo il loro naturale ciclo vitale? O sarebbe stato esattamente lo stesso? Fatto sta che comunque non mi faccio una doccia da 15 anni (senza ascoltare quest'album), mi sono appassionato sempre di più agli anni 90 e a quell'ambiente convinto che fosse proprio quello che faceva per me, ho preso la chitarra elettrica, ho fatto schifo. Ma oggi (che i Pink Floyd li posso scaricare quando c. mi pare, e conoscere) posso dire ancora che mai mai mai mi è scaduto, e che ho fatto proprio bene e, se avessi potuto, avrei dovuto comprarlo qualche anno prima.



domenica 12 febbraio 2017

Ma com'era essere umani ai tempi pre-moderni? (A me piace come dice Leopardi)

Ma com'era essere umani ai tempi pre-moderni? (A me piace come dice Leopardi)
Qualcosa di non artificiale è rimasto? O ci hanno lavato il cervello e non siamo più animali?
Troppe distinzioni portano nel nostro sguardo troppe differenze, e vediamo nei nostri giorni quanto questo crei violenza, rabbia, come se nessuno possa essere inquadrato. Forse scopriamo che le leggi fatte apposta per gruppi specifici ci ammazzano. Ammazzano i più deboli. Forse scopriamo che la "massa" è qualcosa che esiste, e viene scritta la loro storia, non di quella dei pochi (dei reali), che perdono.
No. Forse essere umani deve essere qualcos'altro, non il progresso della civiltà.
La civilizzazione non sostiene più la civiltà com'è ancora concepita.
Forse noi tutti siamo un branco. Come ogni specie, abbiamo bisogno di un branco, e ci uniamo spontaneamente. Forse stare nelle caverne è essere umani, stare col branco intorno al fuoco a raccontare storie incredibili - tutte divenute realtà - e non dividerci in pareti.
Ho visto grotte nel mio paese dove gente come noi abitava in gruppo. Venti trenta persone? Le grotte sono strette una affianco all'altra, tutte addosso per farsi coraggio e proteggersi dal bosco intorno, in superficie. Loro, lì dentro, sono sopravvissuti.
Oggi si fa un gran parlare della tecnologia, che ci avrebbe reso tutti in contatto.
Vi pare? In superficie!
La tecnologia ci dà un focoso abbaglio che ci coglie in furore perché ci mette nelle mani una piccola fetta del potere, ma non ci serve a niente per migliorare qualitativamente le nostre condizioni di vita. Il modo di affrontare la vita è sempre lo stesso da milioni di anni, e perciò lo sarà in fondo sempre, misterioso e insensato ma incessante. Il livello della quantità di strumenti in questo periodo non coincide con quello scarsissimo della loro qualità: non solo spesso, dietro grandi nomi o marchi, acquistiamo fregature, ma, indipendentemente da noi, i prodotti ideati, progettati e realizzati, anche se funzionanti, poi non sono in grado di offrire tutte quelle performance che la pubblicità raccontava (anche solo "l'immagine", il simbolo che fa lo status) non ci servono a molto se non allo svago. Basti ricordare questo, per innescare un desiderio di tecnologia fatto non per il mercato ma per le esigenze dell'uomo, per sviluppare le sue potenzialità e cercare di rispondere alle nuove creazioni della sua mente, guidato dalla sua curiosità e dai bisogni, dall'esperienza concreta e quotidiana. Sarebbe una tecnologia "umana" una tecnologia che non rispondesse agli ordini del mercato; che non ci trattasse come pecore almeno, con tutta questa globalizzazione. Sarebbe utile la tecnologia che arrestasse la globalità del potere, che lasciasse alle comunità il diritto di decidere e di agire sul proprio territorio. Basta scempi ambientali. Basta oggetti non fatti per noi. È tutto scadente. Non vale la pena sprecare il proprio denaro per qualcosa che diventerà obsoleto dopo poco tempo, in pochi anni; e dovete vedere però con quanta soddisfazione ognuno compra il suo nuovo prodotto innovativo... Lo chiama "l'ultimo" ma poi lo sostituirà con un altro: dovrebbe chiamarlo "il corrente".
È così che vogliamo essere descritti? acquirenti creduloni? Il bersaglio della retorica politica - pubblicitaria? La tecnologia di questi anni va soltanto a livellare gli standard di aspettativa (di prodotti tecnologici) e dunque critici. Lo standard critico, o il senso comune. Mutiamo i valori che diamo alle cose, dandogli nuovi significati. Riusciamo veramente a dimenticare il passato (ciò che hanno fatto prima di noi. Anche dimenticare i propri cari defunti, il proprio passato) in nome di un prodotto bellissimo?

sabato 11 febbraio 2017

Album buoni buttati a casaccio

Trovare un intero album fatto coi controcoglioni è motivo di stupore e capita poche volte nella vita. (Conosci qualcuno degli album qui pubblicati? Allora prova anche tutti gli altri!)

Pneu - Highway to health (2011) math/noise/jazzcore/punk
Magma - Attahk (1977) zehul/progressive/funky
Calibro 35 - Calibro 35 (2008), Ritornano Quelli di (2010), S.P.A.C.E. (2015) spaghetti funk
Zu - Carboniferous (2009) metal/jazzcore
Verdena - Requiem (2007) grunge/art-pop
Meat Puppets - II (1983), Up on The Sun (1985), No Joke (1995) grunge/art-pop
Morkobot - Morbo (2013) metal/jazzcore
NoMeansNo - Wrong post-hardcore/art-punk/jazzcore
Jesus Lizard - Head e Goat post-hardcore
Barkmarket - Vegan Throat post-hardcore/grunge
Perigeo - La Valle Dei Templi progressive/funky/zehul
Microwave With Marge - Cow Licks Cow (2008) post-hardcore/noise/punk
Boys On Dolls - Ruined Youth (demo) (2008) punk hardcore/grunge/metal
Omar Rodriguez Lopez - Old Money (2008) math/noise/art-pop
Osanna - Milano Calibro 9 spaghetti funk
Jimi Hendrix - Electric Ladyland art-pop
Nirvana - Incesticide (1993) e In Utero (1994) grunge/pop-punk
Air - Premiere Symptomes progressive/art-pop
Alterjinga Lepers - Ghost Friends noise/art-pop
Bastro - Sing The Trouble Beast e Diablo Guapo grunge/post-hardcore
Bitch Magnet - Ben Hur grunge/post-hardcore
Guapo - Five Suns progressive/metal
Splatterpink - Industrie Jazzcore; #3; Mongoflashmob (2014) metal/jazzcore/prog
Le Singe Blanc - Bai Ho (2008) regressive rock
Qui - Love's Miracle grunge/post-hardcore
Gong - Angel's Egg progressive/canterbury
Red Hot Chili Peppers - Mother's Milk funk
Rage Against the Machine - Evil's Empire funk
Sloy - Plug e Planet of Tubes post-hardcore/punk
Helmet - Strap It On e Meantime metal/post-hardcore
Edible Woman - Spare me/calf math/post-hardcore
Skiantos - MonoTono (1978) art-punk
Zeus! - Zeus! (2012) metal/math/jazzcore
Turing Machine - Zwei math/noise/art-pop
Maserati - Inventions For The New Season math/art-pop
Yawning Man - Rock formations math/art-pop
Minutemen - Double Nickels on The Dime post-punk/art-punk
John Zorn and Bar Kokhba Sextet - Lucifer, The Book of Angels vol.10 (2010) progressive/zehul
John Zorn - The Gnostic Prelude (2012) e The Mysteries (2013) progressive/zehul
Egle Sommacal - Legno (2007) acoustic/art-pop
Stereolab - Dots and Loops (1997) pop
Jannick Top - Soleil D'Ork progressive/funk
Tied and Tickled Trio - Observing System (2004) art-pop
The Lounge Lizards - Big Heart, Live in Tokyo (1991) progressive/art-pop
Pantera - Cowboys From Hell (1990) trash metal
Musica Per Bambini - Dio contro diavolo (2008) art-pop
Area - Maudits (1976) progressive/funky
Bombino - Nomad (2013) art-pop
Picchio dal Pozzo - s/t (1976) progressive/canterbury
Eterea Post Bong Band - Bios (2013) art-pop
Barberos - OOO (2012) math/noise/jazzcore
Brainiac - Bonsai Superstar art pop/punk
Frank Zappa - Sleep Dirt (1979)
Getatchew Mekurya and The Ex - Moa Anbessa jazzcore
Lebowski - The best love songs for the love... art-pop
Pull my daisy - E.P. (2008) grunge/art-pop
Reevoluto - Reevoluto jazzcore/pop
Tom Waits - Rain Dogs (1985) art-pop
Traffic - Mr. Fantasy progressive/canterbury/art-pop
Squadra Omega - Le nozze chimiche (2011) progressive/math/noise
Surgical Beat Bros - S.B.B. (2014) post-hardcore
Caboto - Nauta (2001) progressive
Lleroy - Juice of Bimbo (2009) metal/post-hardcore
Old Time Relijun - Witchcraft Rebellion pop
Beastie Boys - Licensed to Ill (1986) rap/pop/punk
Hüsker Dü - Zen Arcade (1984) post-hardcore
Tougsbozuka & La Confraternita del Purgatorio - split (2015) jazzcore/post-hardcore
Bo Diddley - Where it all began (1972) funky / blues / soul
Bo Diddley - The black gladiator (1970) funky / blues / soul
Flying Lotus - You're Dead! (2014) art pop/trip hop/electronic jazz
Preston Reed - Ladies' Night (2004) art pop/funk/blues
Aquefrigide - Un Caso Isolato (2006) industrial/grunge
Tar - Jackson (1991) grunge/post-hardcore
Alberto Camerini - Cenerentola e il pane quotidiano (1976) pop/prog/punk
The Stooges - Raw Power art-pop
Exuma - Exuma (1970) art-pop
Porcupine Tree - Deadwing (2007) pop/grunge
Igor Stravinsky - The Rite of Spring (1913) classica/avantgarde
Richard Wagner - (Die Walküre) La Valchiria (1889) classica/romantic
Ludwig van Beethoven - Symphony 9 (Op. 125) (1824) classica



Avete album buoni da buttare a casaccio?
Scrivete i loro titoli nei commenti, verranno giudicati da un'apposita commissione d'inchiesta e, su discrezione di quest'ultima, buttati qua (a casaccio) se ritenuti meritevoli.

P.S. La commissione d'inchiesta non indagherà nei vostri crimini privati.
Quelli potete confessarli qui: http://www.servizisegreti.com/

giovedì 9 febbraio 2017

Grotta in gravina

C'è una caverna

che cela mistero

inaccessibile, sopra

una rupe scoscesa.

Di che parla

la tua bocca

cavernosa, se non di noi

a noi, costante.

E guardandoti

lontana

sentiamo solo dei canti

di notte

con le cicale

fra gli ulivi contorti

straziati nel tronco.

Dov'è la pietra

interrata che sveli

i tuoi giorni

dentro i millenni

come tu intorno

incastrata in sedimenti

lenti, calmi, irregolari

che vengono solo

se loro vogliono

quando lo vogliono

e decidono

- ormai stanchi

di guardare il mondo

di avere funzioni

in corpi diversi,

una volta per tutte -

di posarsi lì

cavo giaciglio

tana e riparo

sarcofago e lapide

e onesta dimora

per il minerale?

C'è il sacro nelle grotte

dei giorni antichi

non scritti dentro un diario,

che ha solo le consonanti

più dure

che dicevano i tamburi

del nostro seme.

Sono persi i ricordi

o sono

tra i ricordi

e persi

e noi andiamo

a ricercare.

Si muove il detrito

che crolla in gravina

ad altro sito

e altra officina

ed ogni volta

che la pietra

fa un passo

sente il paese

un forte boato

soltanto se, al bordo,

c'è chi si affaccia

e guarda in basso.

C'è chi

dormendo lontano

non sente vita

scorrerti dentro

credo perché

lei deve celarsi

dietro decine

di metri di arbusti.

giovedì 2 febbraio 2017

Daniele Benati - Cani dell'inferno, 2004

E poi sono partito insieme a lei ma ancora adesso non so dove siamo andati. L'eternità ha una forma circolare e ripetitiva: uno crede di andare avanti mentre invece torna sempre nello stesso posto - dei cani neri gli stanno alle calcagna

mercoledì 1 febbraio 2017

Che precipita

Il pescatore dispone mollica oppure dei vermi sul filo dell'amo
In una visione miracolosa passa il pasto davanti agli occhi
Innocente. Indifeso. Pare un bambino in gabbia di tigri
Il desiderio di una giornata è il pasto, nutrire le carni
con altre carni strappate da altri a proprio vantaggio.
Piccola orata dal dorso squamato senza opinione
né cognizione sei fatta proprio in modo che abbocchi
Abbocchi il trofeo, ne vale la pena? Ti strappi
le fauci ridotte a brandelli vibranti nell'onda
non avrai più pasti da oggi vale la pena?
Poter farne a meno, o questo è l'errore
ma non si è mai visto caso in natura
di orata lasciare la propria famiglia
per intraprender strada monastica
abbandonando i suoi beni terreni.
Abbandònati semmai alle leggi
della pesca. Abbocca all'esca
compi il ciclo che ti assegna
la catena alimentare. Va'
all'amo, dal pescatore
finisci dentro al suo
secchio. Un amore
universale sempre
guida i suoi figli
se la famiglia è 
lontana.

lunedì 30 gennaio 2017

Dentro il vuoto un antivuoto pieno
di solido cemento
pieno di sabbia di deserto
dove non si può respirare.
Dentro l'essere e nelle cose
però un vuoto che dissipa
buchi neri senza luce
dove non si può vedere.
Siamo in bilico salvifico
e non c'è neanche un divano.
Siamo un fiume o fiamme
sappiamo solo cambiare forme.

domenica 15 gennaio 2017

mercoledì 11 gennaio 2017

Zygmunt

Addio Zygmunt, esploratore fragile. Mostro Maestro.





  • Questo è invece il mio articolo apparso sul periodico "Sensificio":


BAUMAN e MASSAFRA
Di Mario Mottolese
L’ospite più illustre che Massafra abbia avuto negli ultimi anni ci ha da pochi giorni lasciati. Zygmunt Bauman (1925 – 2017) è stato autore di una vasta bibliografia nella quale, filtrando le letture che lo hanno formato, spiega con chiarezza e profondità i più significativi aspetti sociologici del mondo di oggi. Ce lo ha raccontato diviso in due macro-classi: quella dei produttori che prende decisioni e quella passiva degli acquirenti, i quali mutano valori, gusto e immaginario a seconda degli orientamenti che la prima classe è in grado di dirigere, attraverso una retorica “aumentata” dagli attuali usi della tecnologia. I suoi studi dunque sono continuatori di una linea già affermatasi in passato presso altri filosofi e autori di area marxista, tra cui Simmel, Benjamin, Adorno, Lukàcs, Gramsci, tesi alla definizione dell’identità di una qualsiasi comunità a partire dalle sue condizioni materiali. Anche i concetti di Bene, Giustizia e Libertà mutano a seconda delle condizioni materiali e del modo di approcciarsi all’ambiente che ha una certa comunità; e nel mondo contemporaneo diventano liquidi, perché, proprio come fanno i liquidi, mutano la forma a seconda del “contenitore” che gli viene dato dalla prima classe. Questo comporta diverse conseguenze: se i produttori con campo di azione globale in epoca neo-capitalista hanno più peso nei processi decisionali rispetto agli individui con campo di azione (nel Bauman “mobilità”) limitata alla sfera locale, essi possono più facilmente intervenire sull’ambiente e sulla società e mutarne valori, gusto e immaginario: l’identità di un luogo. E molti esempi di scempi ambientali sono riscontrabili nel Sud Italia, perpetrati non soltanto dai grandi capitalisti, ma anche da più “piccoli” locali che ne assecondano gli scopi e i significati propagandati, con l’illusione di trar profitto dalla globalità quando, di fatto, finiscono per tradire la loro comunità. Bauman ha investigato anche la rovina dei rapporti personali derivati dal modo di vivere contemporaneo: la de-responsabilizzazione degli individui nei nuovi flussi virtuali. Allo stesso modo dell’ambiente, anche le tecnologie, gli oggetti e l’uso che ne facciamo modificano le nostre idee e il nostro modo di approcciarci a chi e a cosa ci circonda. La coscienza storica è costantemente messa in pericolo dal continuo arrivo di interpretazioni e punti di vista esterni ad una comunità, che continua ad inseguire un’ormai obsoleta idea di sviluppo-globalità in nome della quale poter sacrificare i propri ricordi e la propria terra. Massafra dal grande filosofo ha imparato che la Retorica esiste anche da noi.

martedì 10 gennaio 2017

La mia poesia nasce dallo scontro tra me e l'esterno, mai pacifico, mai equilibrato. L'Umanità recentemente ha scoperto che il mondo non è come quello che appare al nostro organismo: noi lo elaboriamo, lo distorciamo in base alle nostre diverse personalità. Noi siamo incompleti, non solo perché limitati dalla cultura del nostro tempo, ma anche perché non siamo individui slegati dal resto dell'esistenza: noi+ambiente siamo un tutt'uno: siamo una somma di contrari, dentro+fuori, pieni+vuoti, tutto+niente, ogni opposizione è sempre presente, e l'esistenza presuppone il Nulla. La materia poi, eternamente cangiante, non è solida come pensavano gli antichi, né autonoma e indipendente (bisogna che per ogni atomo esista un "contro"-atomo di materia oscura). Anche la luce non è di per sé "luminosa", la luce è indice di calore e movimento, dunque le immagini non appartengono al mondo, ma al cervello. Così i suoni/rumori, non nascono così come li avvertiamo noi, noi per elaborarli dobbiamo ridurli a quel suono che avvertiamo. I suoni indicano che nell'ambiente almeno due entità sono entrate in contatto tra loro, producendo attrito, da cui le onde sonore. Ma per alcuni sono sinonimo di rimprovero, o di gioia o di vita. E il tatto? E l'olfatto? Il colore? Noi nasciamo come esseri viventi, predisposti all'evoluzione, in funzione adattiva all'ambiente; ma molte esperienze sono oggi - dopo l'età moderna - negate a chi come noi cerca nuovi usi della mente. Ci viene detto con perentorietà cosa si può e si deve fare, e cos'altro no: ci viene insegnato a cosa credere e quali stimoli sensoriali avvertire. Lì, fuori di noi, invece c'è tutto, l'esistenza è tutto, e noi ci adattiamo pian piano ad essa, mai cogliendola in pieno: è lecita la Ricerca. Da qui il bisogno di una rilettura "filologica" (in senso ampio e non tecnico) della Storia degli usi mentali. La mia poesia nasce dal modo di interpretare la Fisica, ed esplora quel mondo con cui veniamo ogni momento in contatto, ma del quale non possiamo fare esperienza, se non molto limitata, filtrata e depurata di quelle caratteristiche che il corpo non può elaborare. Il contatto tra la Poesia e quel mondo "buio" e "nero" perché senza luce - e quindi immagini - senza rumori e fatto di materia cieca, è un legame molto produttivo, tanto da permettermi di esplorare la realtà con occhi diversi, e ricreare il mondo grazie alle parole portatemi dal dettato interiore-mentale. Così come hanno fatto molti prima di me, in altri modi. Ad ogni punto di arrivo, o teoria-scoperta, il mio animo può reagire con stupore, o paura e sbigottimento, o - raramente - con piena padronanza e sicurezza di sé. Infatti da un lato c'è l'angosciante evidenza del Nulla, dall'altra la consolante potenza della poiesis (=creazione). L'utilizzo dei personaggi letterari, della prima e terza persona poetiche, permette un'investigazione senza paura: "disinteressata" (cioè non tesa a dimostrare o affermare un mio pregiudizio o ideologia) perché sia più efficace e rivelatrice, e meno personalistica e autistica. Una ricerca personale, piena di spunti da approfondire per negare o confermare le mie teorie è la mia Poesia, che tenta di appianare i tormenti e adattarmi all'ambiente.

domenica 8 gennaio 2017

Senza più finestre aperte
io ti so portone grande
riempire largo i cieli.
E non serve un indirizzo
per sapere dove è
l'importante è l'orologio.
Grande fresca ottusa aria
va' e accedi alle sue soglie
strofina avvolgi le sue spalle.
Brevi e fragili parole
fluite a cresta d'onda,
senza canto tutto muore.

lunedì 26 dicembre 2016

Cute: definizione

Avrei voluto anche sentirmi un minerale
disciolto in acque sporche da filtrare al setaccio
o chiuso in volumi plastici lì nascosto su tovaglie
origliare discorsi senza chiedermi i pareri
lasciarmi dislocare insieme a tutta la materia
diffondermi nello spazio e sotto terra e dentro i fiumi
sciogliermi in scariche elettriche per attraversar galassie
girare intorno al nucleo, stare fermo dentro al nucleo
avrei. Avrei anche voluto espandere
un punto a dimensioni tali
da metterci dentro un pacco
nel pacco una casa
nella casa la luna.
Avrei voluto perdermi in divagazioni inutili
e tirare i bordi o limiti in eterno
per essere ovunque presente, sempre esteso
partecipato e usato in comune
e discusso progettato migliorato da un meccanico
dando luogo a numerose aziende
opere pubbliche di risanamento ciclicamente
quelle stelle alla fine delle cantiche
avrei voluto uscire dagli strati della cute
luogo di reazione, di fenomeno osservabile
cute atmosfera di pianeta nebuloso
dove le pietre bruciano lasciando una coda
restando imprigionate, non visibili all'esterno.
Io pure imprigionato. Buco nero? Gravità?
Come avrei voluto farlo? I salti nel cielo
sono parabole e le parabole insegnano sempre.
Avrei voluto mandare segnali di luce
ma a cosa serve se gli altri pianeti
son chiusi da miliardi di chilometri d'atmosfere?
Fagocitano i segni, non ne mandano altri.
Soltanto il sole splende da noi
e copre le luci con i suoi raggi.
Basta "avrei"! basta coi salti!
qui c'è un lavoro incessante
di cui sono
l'unico addetto.


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mercoledì 30 novembre 2016

Special edition! Free forever!

Festeggiamo la bozza numero 300 di Mostroblog! Questa.

Traguardo tondo tondo e senza approssimazione: numeri interi e reali, signori!
Il blog è nato da quando studio Lettere (e poi Italianistica) a Bologna, sotto la guida dei più importanti autori contemporanei italiani, professori ispirati dalla loro gioventù irrequieta o da voci più lontane. E così hanno iniziato ad interessarmi: Leopardi, Dostoievski, Kafka, Svevo, Pirandello, Michelstaedter, Saba, Montale, Gadda, Longhi, Anceschi, Vetri, Barilli, Hesse, Kerouac, Ginsberg, Burroughs, Bukowski, Roversi, Pasolini, Buzzati, Cavazzoni, Benati, Celati, Calvino, Perec, Magrelli, Damiani, Govoni, Ariosto, Boccaccio, Petrarca, Adams, Apuleio, Ovidio, Virgilio, Dante, Gramsci, Freak Antoni, MusicaPerBambini, Kurt Cobain, Meat Puppets, Nomeansno, Fellini, Monicelli, Risi, Magris, Severino, Nietszche, antica Roma, Medioevo e Rinascimento, Cinquecento, Barocco, Illuminismo, Novecento, i giorni d'oggi, eccetera ecceterone (come dice Longhi). Niente da fare, se volete sapere la Letteratura, dovete studiarla a Bologna. Se invece volete farla, basta aprire un blog gratis.

Fatto sta che di ispirazioni ne ho avute veramente tante, ma sfrutto quest'occasione datami dalla tecnologia di aggiustarmi un mio stile, cercare un mio modo di dire le cose che vivo come le vivo, in tutti i loro intricati rapporti col sistema-universo o natura. Naturalmente non tutte le cose che scrivo vengono pubblicate, Mostro in persona seleziona le sue migliori liriche in linguaggio umano, scrittura italiana, metrica tradizionale salvo rare eccezioni; le storie NON migliori ma terminate; i trip più pregni di significati; la lista aggiornata periodicamente dei migliori album musicali e dei migliori film in circolazione, che vi consiglio tanto tanto; più una breve ma pregnante galleria d'arte contemporanea. C'è QUASI tutto insomma, dalle prime storielle disincantate ma inquietanti sotto la nuova etichetta di divertimenti "Nugae", alle ultime poesie di ricerca e alla nuova sezione di enigmi più calzanti con la questione.

Che questione? Non riguarda soltanto me. È una questione che mi riproponete da anni tutti voi. È una voce che mi mandate ininterrottamente da anni. Grazie di questo. Ma i problemi me li avete creati voi!

Festeggiamo ancora: questo post è il QUARANTESIMO del 2016, mica poco... Uuuuiiiiii!!!


Mostro.

lunedì 28 novembre 2016

La scelta: matematica del destino

Dei rumori nella stanza scura
lontani. Indefinibili voci e chiavi tintillano
sbattono sui ferri poggiati sopra i marmi
lucidi. Venisse un re.
Scegliesse noi.
Scatole in fila di un supermercato:
le luci si accendono. Guarda! Che grande
la stanza a perdita d'occhio corsie di rimedi
le disposizioni più accattivanti ad intermittenza.
La pace, la regolarità
il sistema di vita, la miglior società
garantisce dall'alto un motivo di esserci
siam competitivi e ci scavalchiamo
per i posti migliori degli scaffali.
Eccone un altro ch'è tale e quale
a me, a loro, agli altri e ai venturi
fuori truccati da grandi signori
ma pieni di merda e di fregature.
Tutti precisi perfetti uguali
dietro i marchi impressi a caratteri
già assimilati, un'altra etichetta
abbiamo tutti quello strato di cartone
che vorremmo la gente notasse
per utilizzarci, per essere scelti.
Nelle voci mattutine
una di donna si avvicina
mentre parla al cellulare,
passa e con la man mi afferra,
senza neppur guardare.