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La mia ombra

La mia ombra è divertente
tutta sudicia per terra
in silenzio, poveretta,
solo al buio riempie il cielo.

L'orologio divora le ore

L'orologio divora le ore,
ha già mangiato le sei e le otto e un quarto
che conservavo in frigorifero
per poi mangiarle a ora di pranzo.

Quel che mi chiedo è sarà sazio
alle ventitré e cinquantanove?

Domani mattina mi alzerò presto
se voglio almeno far colazione.

Piante di tutto il mondo, unitevi!

Anche le piante sono esseri opportunisti, egoisti e tendenti al dispotismo. Alcuni alberi coprono cespugli e piante più basse, non fanno loro arrivare luce e umidità, tolgono loro le risorse necessarie per vivere e crescere. È come se le schiacciassero, come gli uomini più potenti schiacciano quelli più deboli.
Se invece di farsi concorrenza spietata unissero le loro forze, le piante riuscirebbero sicuramente a sottomettere anche tutte le altre specie. Soprattutto perché sono loro i primi esseri a essere comparsi sulla Terra, poi perché sono i più numerosi e diffusi sul pianeta.
Il mondo allora sarebbe dominato da piante, che in qualche milione di anni si evolverebbero come è successo agli animali, dai pesci ai rettili ai mammiferi.
Se il mondo fosse dominato da piante, i giardini sarebbero pieni di animali tra cui anche l'uomo, animali immobili, ma ben curati. Altri sarebbero sicuramente più trascurati, pieni di animali e umani infestanti, che chiamerebbero "spontanei", "umanacci" come noi chiamiamo le erbacce, e ci sarebbero delle piante evolutissime che per lavoro farebbero i giardinieri che li zapperebbero via per rendere più bello il giardino. Il giardino somiglierebbe a una città, ma meno antropizzata, più a misura vegetale insomma. Lì verrebbero rinchiusi e ammassati animali di diverse specie, e quando qualche pianta passerebbe a visitarli si sentirebbe rinfrancata, rigenerata, in mezzo alla natura «Guarda quanto bel rosa» si sentirebbe dire da una pianta alle sue pianticelle figliolette nelle passeggiate per le montagne cosparse di carne. 
Qualche pianta avrebbe addirittura degli umani appesi al balcone per abbellire le loro case (bellissime perché a misura di pianta, senza cucine né stanze da letto ma piene di bagni e rubinetti). Gli animali verrebbero nutriti senza bisogno di spostarsi per trovare le risorse necessarie, tutti i giorni in campagne piene di animali immobili, frutto di migliaia di anni di incroci per massimizzare la loro produttività: bel vantaggio anche per loro, periodicamente messi ad accoppiarsi l'un l'altro per creare combinazioni genetiche sempre più adatte alle condizioni ambientali in cui sono piantati. Basta corteggiamenti, danze rituali, pagamenti di cene galanti: le piante garantirebbero la riproduzione delle specie animali, anche per mantenere la giusta quantità di anidride carbonica necessaria all'esistenza delle piante, che se ne nutrono generando ossigeno attraverso la fotosintesi clorofilliana.
Alcune piante poi si batterebbero, ma di questo non sono sicuro, per salvare vite animali e quindi anche umane, quando il processo di deforestazione (che ovviamente sarebbe chiamato in altri modi che possiamo soltanto immaginare) sarà arrivato a livelli insostenibili, e avrà messo a repentaglio la sussistenza di alcuni gruppi di piante che, di quelle sterpaglie animali, avrebbero bisogno per sopravvivere e svilupparsi. Ovviamente altre piante riderebbero di una teoria tanto bizzarra e diranno «Non c'è da preoccuparsi, tanto ne crescono a miliardi anche in breve tempo» ed avranno anche ragione, perché a differenza di querce o di ulivi, certi animali e anche gli umani maturano effettivamente in tempi molto più brevi.
Non esisterebbero certo piante-fiorai, che sarebbero dei criminali, sarebbe ovviamente vietato vendere piante morte come lo è adesso vendere cadaveri; esisterebbero invece qualcosa come "umanai" che venderebbero ciò che tutte le piante femmine desiderano: organi genitali animali e anche umani di diverse forme e colori, che le piante apprezzerebbero per il loro odore che reputerebbero piacevole. Articoli che andrebbero a ruba tra le piante, che nel frattempo avrebbero sviluppato metodi di corteggiamento e accoppiamento simili a quelli dei mammiferi oggi, qualunque pianta maschio li comprerebbe, a prezzi bassi, per corteggiare le piante femmine. E anche queste ultime farebbero a gara per accaparrarsi ai matrimoni un bel mazzo di genitali, che porta bene.
Esisterebbero poeti che per noi sarebbero oggi scandalosi tanto da essere rivoltanti e indesiderabili, tra i quali il Pascoli-pianta, che descriverebbe con termini (non botanici ma) faunistici specifici i vari genitali che compongono i giardini, gli orti, le aie, in tutti i loro particolari; e verrebbe stimato come gran poeta e sapiente per la sua capacità di descrivere e dare significato allo sbocciare dei genitali in primavera, che sarebbe l'attuale erezione maschile ma concentrata nelle stagioni più calde, quando effettivamente gli umani si spogliano e desiderano accoppiarsi con più femmine.
Penso anche a tutti i libri dove verrebbero messi a schiacciare e seccare gli animali e anche l'uomo, come adesso o fino a pochi anni fa si usava mettere foglie e fiori, per conservarli più a lungo. Effettivamente rimarrebbe di noi solo una poltiglia mista a frammenti di ossa schiacciate, che verrebbero collezionate da alcune piante maniache patite di queste frattaglie, vendute in bancarelle nelle fiere, usate anche per cosmetici e profumi addirittura costosissimi. Gli esseri animali sarebbero ovviamente anche usati per aromatizzare pietanze (cioè bevande), realizzare pesti e sughi, solo le nonne-piante conoscerebbero le giuste quantità per realizzare le ricette secondo tradizione, e sarebbe questo il loro segreto.
Poi a un certo punto delle piante avrebbero iniziato a domandarsi «Ma questi animali e anche umani, invece di farsi guerra e mangiarsi l'un l'altro, pianificare e mettere in atto truffe e imbrogli per ricavare il massimo profitto, non farebbero meglio a unire le loro forze per realizzare un mondo più bello, più giusto?».
E una pianta che non si sarebbe vergognata a scrivere quest'assurdità, avrebbe iniziato a fantasticare un mondo in cui ciò avviene, e tutte le piante che avessero letto il suo testo avrebbero sorriso ma anche pensato che qualcosa di vero utile e sensato c'è perfino lì.

La baia

Bella il tuo vanto sugli altri tuoi onori
che non pareggiano quanto sei bella
e tanto ti basta, non guardi che gli occhi
come un'esca guardata da un pesce;
riempi la bocca col bacio dell'amo
che la seduce e riduce alle sponde
della baietta dalle acque stantie.

Morti eccellenti

Invidio molto chiunque sia morto
prima di una epocale sciagura,
abituato al mondo in cui è nato
quando non era previsto il futuro.

Invidio i morti degli anni Sessanta,
che mai sapranno gli effetti del boom;
dei Quaranta sognanti la pace;
del primo decennio della bella epoque.

Meglio morivano a fine Ottocento
gli illusi alle grandi esposizioni,
gli esploratori, gli speculatori,
arricchiti oltre i limiti umani.

Della preistoria i morti eccellenti,
ma i migliori nel Rinascimento,
o a cavallo tra Due e Trecento,
o nel declino imperiale di Roma.

Posticipi e attese

Non vedo l'ora che arrivi l'estate 
già dalla prima metà di settembre;
l'anno in cui andrò in pensione...
Poi spero oltre non desiderare!

L'interiezione

Mi è scappata una poesia
come scappano tosse e starnuti
come un bisogno fisiologico,
o a casa o in strada, nei parchi;

a volte, mi scuso, non le tengo a freno
mi scappano come gli strafalcioni,
o le parolacce, o le risate,
come mi scappa di bocca un segreto.

È vero, per molti sono un disturbo
- se tutti i poeti son disturbatori -
ho un manuale di buone maniere
ma io non credo a una sola parola.

Emoji Poesia

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Legenda
⚛️ Atomo, molecole, materia 
🌍 Mondo, Natura, Spazio-tempo 
🧠 Cervello, sistema nervoso, corpo 
👥 Persone, popolazione, cultura 
🗣️ Parlante, comunicazione 
❤️ Sintonia, parentela, =, cura, ascolto 


Possibili criteri di lettura
- Ogni verso è una frase, composta da minimo due o tre o cinque o nove o dieci elementi (parole, simboli).
- Ogni verso ha elementi del verso successivo o del precedente che danno continuità e coerenza ai versi, ma in ognuno il tema è sviluppato con variazioni. Non ci sono due versi uguali.
- La Poesia indagherebbe la stretta relazione tra Mondo e Lingua, che porterebbe a sintonia e reciproca assistenza: tanto tra persone, quanto tra individui e Mondo.

Interruzione pubblicitaria

Problemi di linea?
Vuoi vestire capi aderenti di seta?
Vuoi aderire alla forma ideale?
Ridurre la vita di dieci centimetri?
Vuoi eliminare gli scarti che il corpo
non brucia e mette da parte?
Sgombra ora i tuoi magazzini:
Bruciano sillabe e versi da anni. Poeti. 
Né corpi né eccessi e imbarazzi.

Carnevale all'anagrafe

Nato a Bari prima del '90
vive a Massafra, uno e settanta
cinque di altezza...
Quante stronzate, davvero pensate
che sia quel tale che tutti vedete?
Non sono mai nato, ho zero anni
tredici, no, quattordici miliardi
e sono piccolo, piccolo, piccolo
anche titanico, erculeo, ciclopico
abito un abito fatto di carne
così mi travesto. È carnevale.

Dio buono

Dio creduto dalle nostre parti
amico di tutti misericordioso
accetti gli insulti con il tuo perdono
sei buono creduto giustificatore

Ogni memoria delle mie ingiurie
nella bontà tua si è già persa
non farci adempiere all'obbligo
dei debitori ad un creditore 

Ti parlo, mi ascolti, se sono triste
devi fornirmi pane e benessere:
spensieratezza per non preoccuparmi 
e la baldanza per sopravvivenza

Siamo in contatto privilegiato
condividiamo la stessa giustizia
mi perdoni ma io non ti perdono,
caro, mi sei sempre fedele

Lascia, amico, a me il comando,
tavole nuove per comandamenti,
senza motivo ti canterò gli inni,
senza motivo ti invocherò invano

Se continueranno a spostare l'accento da Ucràina ad Ucraína, essa finirà per sgretolarsi.

La Repubblica è fondata sul lavoro

La Repubblica italiana è fondata sul lavoro
ma non si dà da fare e spesso è assente
i cittadini ciò che vedono sanno
e a causa di questo son disoccupati.

La divina tragedia

I.
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
nel mezzo del cammin di nostra vita
e questa siepe, che da tanta parte
mi ritrovai per una selva oscura,
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude
ché la diritta via era smarrita.

Ma, sedendo e mirando, interminati
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
spazi di lá da quella, e sovrumani
esta selva selvaggia e aspra e forte
silenzi, e profondissima quiete
che nel pensier rinova la paura!

Io nel pensier mi fingo; ove per poco
tant’è amara che poco è più morte;
il cor non si spaura. E come il vento
ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,
odo stormir tra queste piante, io quello
dirò de l’altre cose ch’i’ v’ ho scorte

infinito silenzio a questa voce.

Io non so ben ridir com’i’ v’intrai
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
tant’era pien di sonno a quel punto
e le morte stagioni, e la presente
che la verace via abbandonai.
E viva, e il suon di lei. Cosí tra questa
ma poi ch’i’ fui al piè d’un colle giunto,
immensitá s’annega il pensier mio
là dove terminava quella valle
e il naufragar m’è dolce in questo mare
che m’avea di paura il cor compunto,


II.
Nel mezzo del cammin di una selva oscura
mi ritrovai per nostra vita
ché la diritta via era dura.

Ahi quanto a dir qual paura
esta selva selvaggia e dura
che nel pensier rinnova cosa aspra e forte.

Tant’è amara che poco vi trovai
ma per trattar ben della morte
vi dirò delle altre cose ch'i' non so ben ridir

tant’era pien di sonno com’i’ v’intrai
che la verace via a quel punto
terminava quella valle.

Ma poi ch'i' fui al piè compunto
guardai in alto...

Agente naturale

Sono un agente naturale, cioè il mio capo è la Natura: il Sole, il mare, il vento, il Tempo... quella lì. Il mio lavoro consiste in diverse mansioni. 

La notte devo svegliarmi ogni mezz'ora circa per assicurarmi che gli elettroni girino ancora intorno al nucleo, e nel caso uno smettesse io stak! lo spingo col dito. In pratica faccio controlli su campioni random, cioè fisso un atomo a caso e mi assicuro che ci sia ancora e non si sia disintegrato in particelle, poi un altro, poi altri... Questo assicura anche la persistenza del Tempo.

Nottetempo ho già stabilito la data del giorno successivo, della settimana e del mese. Le mie date sono le migliori, lo sapete già, visto che in tutto il mondo si adottano proprio le mie. Sono io l'autore. Non posso saltare un numero né un giorno per evitare eventuali lamentele da chissà quale sperduto paesino del mondo.

Conosco a perfezione le ultime novità sull'orario. Che diamine, per lo meno sul mio fuso orario.

C'è da controllare ogni mattina che la forza di gravità esista ancora. A volte infatti sento che essa cala in qualche punto della Terra e bisogna rimediare, devo mettermi chiavi, telefonini, collane, pietruzze nelle tasche e così andare a piazzarmi per ore in quel punto carente per metterci anche la mia massa. 

Fatto questo, vado in collina a spingere il vento con le mani. Intanto dico - sì, sono io a occuparmene personalmente - dico al Sole di continuare ad alzarsi e gli consiglio un itinerario del giorno. Lui mi ascolta e non l'ho sentito lamentarsi mai ma nonostante questo non ho avuto mai riconoscimenti o una promozione. Ingrati tutti. Non vi converrebbe più trattarmi così, ora che lo sapete, eh?

Intanto mi occupo di lasciare le piante compiere la fotosintesi, e ci vuole molta pazienza perché le piante sono disobbedienti e sabotatrici tanto che si lascerebbero morire di fame, sfaticate maniache del suicidio come sono.

Ovviamente bisogna andare a versare la prima secchiata d'acqua nelle cascate per mettere in moto il ciclo mondiale dell'acqua e delle maree. I fiumi non vanno mica a corrente elettrica. A proposito, menomale per poco oggi dimenticavo di accenderla, l'elettricità. Ieri c'era temporale e l'ho staccata per sicurezza.

Facciamo altre cose in azienda, ma non esistono parole né grammatiche adatte a descriverle, non saprei come dirvelo... Un po' di tutto insomma.

Certo. Sì questo lavoro mi piace molto ma richiede una disponibilità continua, io lo faccio però molto volentieri.

No, in passato ho iniziato provando a lavorare nel sociale ma non ci sono riuscito. Ho provato a far smettere le persone di fare sbagli ma non ci sono riuscito, e continuavano a mantenere comportamenti egoistici, immorali, anche criminali. Sulle persone non ho alcuna autorità, nessun potere, non fanno per me. Mi deridevano tutti finché non sono stato assunto in Natura, cosa che dà lustro e gran dignità.

Per questo adesso mi piace ciò che faccio, le cose che non pensano sono tutte acutissime menti, tutte d'accordo con me e condividono le mie idee.

È bene che faccia questo lavoro. Altri dicono di essere agenti della Natura e giocano a uccidere altre persone senza farsi scoprire. Ma si divertono soltanto perché lo fanno di nascosto, fingendosi appunto agenti naturali... controllategli la licenza, imbroglioni abusivi che sono! Loro a divertirsi e io fuori a sgobbare e tirare avanti baracca e burattini...

Che fai

 Quella luce quanto lontana 

è rimasta una parvenza 

non contenente nulla,

la ampliano lenti vitree

a giganti nebulose 

ed è così che sopravvivono 

- se vaga nello spazio -

gli incontri e le storie 

da antico tempo.


Così un giorno fra cento 

milioni di anni, quando la Terra

avrà cessato di esistere

 un astronomo 

galattico osserverà la Terra,

dall'alto saprà ogni mossa

che ora facciamo 

e, vedrai, pubblicherà 

qualche libro su di noi

che racconta

ogni piccola distinta scelta.


Quello che fai è determinante

non ruoli minori, no gente fuori.

Il giorno

A dall'alba alla mattina

E le ore nel mezzo

I i pigri meriggi

O, si fa notte

U: notte oscura.

Il coro universale

Nell'universo intero

Tra le galassie

Anni luce distanti,

Dalle spirali

E dalle ellissi,

Su Andromeda tu, 

nella Lattea io 

Un coro si espande:

Porco di un D**!


Gli scrittori muoiono

La morte di Marat di Jacques-Luis David: analisi 
Dante, Foscolo, Manzoni, Salvia, Sciascia... Fra le attività principali del mestiere dello Scrittore indubbiamente quella a cui è data maggior peso per valutarne l'opera è la sua Morte: un bravo Scrittore deve soprattutto essere morto, e, se è morto, tutti automaticamente mossi da pietà e dispiacere ne coglieranno, apprezzeranno e loderanno le doti artistiche e letterarie. In attesa dell'apice della loro carriera, molti scrittori passano il tempo provando la propria penna su fogli di carta, a volte per la gran noia si lasciano andare in visioni fantastiche che la loro penna segue e descrive, ma sicuramente non è questo un aspetto fondamentale dell'essere Scrittori, che abbiamo detto devono prima e soprattutto essere morti.

 Si noti il motivo centrale della Morte in tantissime opere letterarie, nelle migliori anzi: la si ritrova già in Dante e Petrarca, nei quali, se un attento lettore analizzerà la loro opera, si troverà faccia a faccia con questo antico topos letterario dell'autore che in quanto autore deve morire, e che prima di morire vuole cercare di portare a termine degli obiettivi, come, ad esempio, raggiungere la fama tra gli uomini, lasciare un vestigio di sé; tutto, appunto, in vista della sua Morte.
Un autore di letteratura sa più degli altri che egli morirà. Non solo più degli autori di libri non letterari, ma più di tutti gli altri uomini. E la sua morte non sarebbe un incidente, perché la Morte di un autore è una parte del lavoro dello Scrittore. Non per questo però sarebbe necessario morire in maniera più eclatante degli altri: cioè non esiste uno scrittore "più" morto o morto "meglio" di altri: lo Scrittore deve, anche in punto di morte, fingersi un uomo qualunque e un'anima qualsiasi, deve inscenare la morte di qualcun altro, far finta che a morire sia una persona a caso e non uno Scrittore in pelle e ossa. Non servono morti eclatanti.

 E non si sa perché deve far finta di morire come tutti gli altri e poi invece lo deve fare per lavoro, forse solo per dare l'impressione che lo Scrittore recentemente estintosi fosse un uomo comune, perché alla gente in genere piace pensare che qualcuno che abbia fatto cose belle e importanti fosse una persona apparentemente qualsiasi, e con le stesse capacità che hanno sempre avuto tutti gli umani.
Molti scrittori però si sono rovinati la Morte, nella sua attesa, scrivendo cose ridicole cioè molto molto seriose: una delle cose più divertenti è vedere una persona che si crede esperta in qualcosa. Quindi si sono buttati su argomenti tradizionalmente seri o a trattare stupidaggini con metodo letterario, in entrambi i casi rovinandosi la reputazione. Hanno sprecato la loro occasione (Vita) perché facendo gli esperti seri, questi scrittori saranno odiati dal pubblico, che desidererà anzitempo la loro dipartita, e li eviterà durante e dopo la Vita.

 Invece non si fa così: uno Scrittore "vince" cioè fa il colpo grosso in letteratura, se mentre vive nessuno si accorge di lui. Deve rimanere sconosciuto fino alla morte perché altrimenti non è esattamente uno scrittore. Giuseppe Tomasi di Lampedusa oppure Italo Svevo sono stati lavoratori esemplari sotto questo punto di vista. Oppure uno Scrittore serio lavora ogni giorno anche se in realtà non ha mai scritto niente in vita sua.

 È un lavoro olistico, nel senso che coinvolge tutta l'esistenza di una persona, che se è scrittore fa lo scrittore durante tutta la sua vita anche quando non lavora e anche quando non vive, è un progetto a lungo termine.

 Ora, ci si può confondere e, poiché tutte le persone muoiono, è difficile dire quale defunto recente fosse stato Scrittore e quale non lo era. Molti furbetti, per fingersi Scrittori, ricorrono alla scelta professionale del suicidio, ma se si viene a scoprire che la loro morte è stata programmata e non avvenuta per incidente, allora si comincerà a dubitare delle loro capacità letterarie; ma, d'altra parte va ricordato che non bisogna subito buttare tutto perché anche molti bravissimi scrittori e poeti, accorgendosi della futilità della loro vita e di quanto fosse necessario morire, scelsero di suicidarsi non per scelta professionale autoriale, ma perché non sopportavano questa prospettiva così lontana.

Univerro e Univero

La nostra perfetta Ragione, neanche lei può negare la possibilità che l'Universo, la Vita e tutto quello che è stato creato e distrutto nel corso del Tempo, non siano altro che esperimenti di Dio in vista di una sua futura creazione migliore e perfetta.
È filosoficamente vero in questi anni che la caratteristica propria dell'Essere, della Vita e perfino della percezione umana, sia nient'altro che l'errore, l'approssimazione. L'errore è dentro e fuori contemporaneamente al soggetto, lo trascende ed è nell'ambiente.
L'unità dell'Universo è dentro l'Errore, che si manifesta in molti modi, generalmente nel momento in cui viene effettuata una scelta da agenti tanto animati quanto inanimati, perciò più o meno in coscienza.
L'esperienza umana, che sta alla base della Conoscenza, è motivata da un continuo processo di prove, fallimenti, nuove prove, successi, fallimenti, ecc., che mira all'adattamento all'ambiente dell'individuo e delle sue capacità. Perciò Conoscenza, Cultura e se vogliamo anche Scienza non sono mai monoliti fermi nel tempo ma teorie temporanee, perennemente imperfette perché non ci si può accordare su autorità o verità affidabili una volta per tutte, tutte destinate ad essere superate.

[comunque è bello che non trovino mai la verità definitiva o tutto cesserebbe di vivere/errare=esistere. Dev'esserci sempre lo stesso squilibrio o lontananza per fare esistere il tempo].

Questo non vuole dare conferma né all'esistenza di Dio né alla sua non esistenza, però presupporrebbe che Lui esista e che si dia molto da fare nella costruzione, gestione e perfezionamento di modelli di Universo. Diciamo che costruisce prototipi (Universi paralleli) uno dopo l'altro che dovrebbero migliorare quelli precedenti e intanto vede come funziona. Sicuramente vede che cosa adesso non va nel nostro universo e sviluppa modifiche o tecnologie completamente nuove per rendere il prossimo Universo più vicino alla sua idea di Perfezione.

Ciò rende noi fratelli di Windows 10 che si aggiorna frequentemente e invia feedback al suo sviluppatore, destinati ad essere soppiantati dal prossimo software, che non sappiamo quando e se davvero uscirà. Si dice che tanto Dio quanto Bill Gates si siano entrambi ritirati per dedicarsi ad altro.
Rende noi fratelli dei computer, degli smartphone, degli hardware che vivono tutta la loro esistenza credendo nella programmazione contenuta nei loro rispettivi software, alle illusioni che esso offre, e che non riescono per colpa loro a guardare cosa c'è fuori della platonica caverna dell'Informatica.
Non capirebbero la Vita, non riuscirebbero a sopportare il disordine e lo schiacciamento del Mondo esterno senza un software che regolasse le loro capacità.

Eppure già i più antichi sapevano senza dubitare di questo lavoro "notturno" di Dio, e che verrà il tempo dell'avvento del software definitivo che sostituirà il nostro sistema obsoleto.

Solo che prima deve fare molte prove e piccoli aggiornamenti di sistema.

Sicuramente il problema principale che gli si pone per costruire questo nuovo Universo è l'eliminazione dell'Errore dalla Vita. Quando non c'è errore non succede niente e niente può nascere. Questo vanifica ogni suo tentativo, e forse è proprio per questo che ci sta mettendo tutti questi anni (13 mld)? Non dico che addirittura Dio stia sbagliando a costruirlo (è il nostro Universo ad essere l'universo per gli esperimenti e quindi anche per gli errori), solo che è bloccato e non riesce ad andare avanti a risolvere questo difficile problema. La spiegazione alternativa è che ci abbia rinunciato. O che non esiste, ma questo renderebbe tutto logico, prevedibile e noioso, uguale e per noi indifferente, privo di significato. Ogni cosa che guarderemmo ci apparirebbe l'unica stessa cosa che si guarda sempre e in tutte le altre direzioni. (Cosa? Forse niente, inteso come materia delle cose). E quanto tempo durerebbe un Universo in cui domina soltanto una Verità, mezzo secondo, mezzo minuto? Insomma, solo il tempo di enunciarla, questa Verità, e poi tutto si dilegua.

Se posso permettermi, consiglierei l'Altissimo - no, permettetemi di dirglielo - di affrettarsi a distruggere il nostro mondo, e, nel prossimo, di enunciare una Verità complicatissima e lunghissima, cioè infinita, piena di particolari e personaggi tutti diversi e sempre nuovi in modo che non si esaurisca mai. Deve essere molto ma molto più grande di tutta l'Enciclopedia, di tutta la Letteratura mondiale, di tutta la Storia, del Diritto, della Chimica, Biologia, Neurologia, Psicologia messe insieme, deve durare di più. Ad esempio, se uno studente universitario volesse mettersi a preparare un esame sull'argomento ("L'Argomento" con la maiuscola) ci dovrebbe impiegare 13 miliardi di anni a studiare, 26 miliardi per ripetere un paio di volte e altri 13 miliardi per esporre tutto ciò che ha imparato, converrebbe dunque che iniziasse subito senza perdere altri anni che gli peserebbero molto sul carico di studio. Anche se ci riuscisse, a imparare 13 miliardi di anni di Verità, finirebbe 52 miliardi di anni dopo aver iniziato e, quando avrà finito, sarebbe terribilmente indietro, anzi obsoleto per i suoi tempi, si accorgerà di aver sprecato tutti quei miliardi di anni inutilmente. Peraltro avrebbe un mucchio di difficoltà a trovare i libri in programma, perché nessuno sarebbe mai stato tanto saggio da conoscere una Verità talmente complicata, perciò non esisterebbe libro che la enunci una volta per tutte. Dio deve avere la fantasia di un bambino o di un ragazzino geniale, diciamo di un poeta che però ha studiato molte cose e anche qualche scienza, come un misto di Leopardi, Gadda, Dostoevskij, Pascoli, Einstein, Parmenide, Bauman... Questa Verità deve essere contraddittoria e a volte suonare falsa proprio come le storie di un bambino, discontinua cioè che passa da una Storia all'altra come l'Orlando furioso e lascia in sospeso alcuni eventi perché deve crearne altrove degli altri. Dio deve avere l'oratoria di un attore, la fabulazione di uno schizofrenico, la voglia o entusiasmo di un amante.

Il tentativo di corruzione

Cerca il tempo spiraglio in sfacelo per farsi spazio e reggere il mondo tuttavia. Solamente sbraita il traditore che vuole corromperlo e non...