Cielo nero

Alto il pino, forte il vento alza foglie che toccano fango. Un cielo nero non s'era mai visto!
ammutolisci e riprendi il tuo andamento sciancato in scarpe troppo grosse calze bucate
trasportando lui pesante in abbandono sulle spalle, con sopra i tuoi ricci
passati tra dita esploratrici ambasceria del suo cielo più scuro
diceva conoscerti non spaventa. Le sue dita troppo ossute i suoi occhi prosciugati
li ritroveranno tempo dopo in un fosso scavato lì dentro il tuo addome.
La tua chirurgia alchemica al buio di notte non lascia cicatrici rimarrà all'oscuro
e forse te ne scorderai perdendo l'arte.

Adesso
La sua testa è il tuo stomaco. Adesso il suo cuore è il tuo polmone.
Il suo pene proprio sotto il tuo cuore. Lui muore. Lui muore. Lui muore.
Lui muore e tu hai fame! L'importante nel delitto è che la traccia poi scompare.

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