Penitenza al monaco che verrà (e per un nuovo Rinascimento dal medioevo postmoderno)

Al monaco cui verrà sottoposta
come penitenza la lettura
di un mio verso, per dovere
e non per profanare scrivo
queste parole, tu sta' a sentire:
culo rotto, merda, fica e altre
cose che mettano in imbarazzo
tutti, non solo voi, non solo me,
entrambi costretti a un esame
problematico di coscienza
con lo strato di realtà
e non menzogna
che si schianta contro il sistema sensoriale
sputato poi fuori da un volto espressivo.
Questo è reale, che penetra
forse anche godendo
le menti e i corpi interi.
Ogni cosa, basta che sia tu sincero
caro monaco non devi far finta come non
deve ogni cosa o uomo esistente.
Che inutile vergogna il dirvi
quali sogni la notte
m'imbrattano le mutande
ma questo dirvi è un esercizio
per amare davvero il mondo e il presente.
Gli uomini in avanti
torneranno a non sottovalutare
le voci dileguate
in strada, tra case
riposte dentro
ai loro ed altrui corpi.

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