Caro poeta
La chitarra
Dialogo
Le note in un coro
Rossa luna di agosto
Luci e rumori
Natura e normali
Mito della libertà o segreti
I ladri
Quando i ladri crudeli
avran cancellato case, persone,
gireranno per le strade ieri nostre
senza più incontrar nemici.
Depennato è il destino dei vinti,
depennato il destino di ognuno,
prima di far nascere figli,
per far nascere i figli a loro.
Voglio bene soltanto a ciò che non si vede, ma sento, conosco, ricordo e poi associo, e così distinguo.
In questa forma io vi penso, e voi a me, d'altronde, vi approcciate, dietro muri spessi di apparenze che distorcono le vostre fattezze.
Apparenze fastidiose, ostacoli, impiccione; che mentono e il pensiero è costretto ad aggirare. Ma che almeno così fate lavorare. Le usa solo come simboli, per riferirsi a voi, ma intanto le deve ignorare: guardando loro, guardare invece altro.
Cos'altro fuori c'è ricordo, e non voglio ricordare. Triste, orrendo, là in fondo, e vero. Tutto - tutto! - orrendamente s'assomiglia; non vive, no, ma che viva pare.
Ma qui dentro chi mi può sentire parlare, se non emano le mie apparenze? Due finzioni, approssimazioni, e far finta di capirci: com'è stata anche oggi la mia giornata.
Vengo qui dietro, sperando di capirci, perché io qui capisco voi, e voi qui parlate a me, senza i vostri orpelli da fantocci, qui si vede chi - davvero - si è, più chiaramente si vede non soltanto guardando.
Lascia parlare. Non me, chiunque, lascialo dire, lascialo fare: non perdere un attimo, ascolta, assisti, tu non parlare se non alla fine. Aspetta e non stare a giudicare. E quando ha finito parla soltanto per ripetere ad altri, senza imbrogliare.
La parte che odio
Scuse non ho se io non ti ho difesa da insulti, calunnie, chiedevi un aiuto hai avuto le spalle. Anch'io ho scherzato su te per diletto...
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Scuse non ho se io non ti ho difesa da insulti, calunnie, chiedevi un aiuto hai avuto le spalle. Anch'io ho scherzato su te per diletto...
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