Il premio

Mi hanno telefonato
tramite la segretaria
che ha detto "lieti"
sarebbero di avermi
alla serata di gala
e sono candidato
a ricevere il premio
"Che premio?" 
"Il premio che attesta
che lei è speciale e grazie
a cui ognuno riconoscerà
i suoi meriti, saprà il suo nome,
che cosa fa e il suo passato".
Come un'entrata alla schiera dei santi
che la gente venera.
"Grazie davvero" e ho riattaccato.

Al premio la gente davvero
a battere sempre le mani
per colpa del successo
retorico delle parole toccanti
dei presentatori
che leggono bugie spaventose
ma commoventi che mamma mia santa
le sento e si stringe la gola
quand'ecco che fanno il mio nome
e dicono che sono un brav'uomo
impeccabile e senza difetti
il geniale innovatore
il brillante scienziato
eccellente economista.
Quello lì non sono io!
Non ho mai fatto tutto questo.
Mi alzai per dirlo a tutti
E il presentatore imbarazzato
Il pubblico vocia, uno
anziano con un gesto della mano
intende che non è poi rilevante
e che posso anche barare.
Poi dicono che sono il vincitore
e la gente sempre a battere le mani
Commossa
a ripetersi il mio nome
e i miei meriti 
e a fare grandi accenni
di consenso
con la testa, con le bocche
a guardarmi, a baciarmi
a regalarmi fiori,
una targa che lo attesta,
questo premio è proprio il mio.
"Non accetto. Questo qui non sono io. Questo premio è una carnevalata per fare battere le mani, sancendo per chi. Se tutta la schiera di santi è premiata in questo modo, sono bugiardi, persone senza meriti come me, allora è tutto una carnevalata inventata chissà da quale autore frettoloso per soddisfare le attese del pubblico senza troppi scavi in profondità".

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