Dove sei

La pellicola trasparente si confonde con lo sfondo
e pare tutto usuale niente nuovo tutto uguale
gli strumenti riposti in custodia flessi alla forza di gravità
niente luce, i ricordi dei fuochi visti ai falò 
già sbiadite macchie di retina immemore
una stanza sommersa dal mare durante la notte
un sincopato secco e sordo rintocco lontano
come se il tempo slegato si fosse piegato a fisarmonica
dove sei, che tra il buio hai più luce del sole
sopra la spiaggia dei giorni di ruggini
sollevavi nell'aria un odore di luglio 
non eravamo più io e te immersi all'estate delle parole
neanche l'aria bastava a sé stessa e i dolci colori restavano appesi
senza pesi le gambe sembravano remi di barche
la luce tra zigomo e labbra si era fermata a baciare un sorriso
dove inizia e finisce l'altra ma senza confine
dove sei non rimane più molto già si smonta l'impalcatura
e non voglio trovarmi su una pedana
di nebbia, vapore tra i colli.

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