Diverso


Questa poesia sa squarciare il mondo
trova finestre e si affaccia alle stelle
ecco c'è Pegaso e l'Orsa Minore
sopra la casa rinchiusa nel tetto.

Ogni mattina non è mai se stessa
questo un bambino di certo lo sa
vedi che sporca è questa finestra
e forse gli occhi ti bruciano un poco.

Dentro il film non succede mai niente
un'aria di morte e poi tempi morti
dentro i quali chi assiste si specchia
e quasi si vede riempire gli schermi.

Quand'ero piccolo a casa dei nonni
andavo a vedere il quadro in salotto
la carta parati ingiallita del giorno
le I e le sue O casuali arabeschi.

L'aria si allunga diventa una strada
non segnata su mappa, trovata
alle spalle dei vividi monti
ora rido a pensarmi diverso.

Mare non piangi né voi mie colline?

e io che volevo portarvi in valigia
voi e le stelle delle nostre notti
e nello zaino il suono delle ombre
che sentivamo passare per strada.

Capisco il lavoro, la vostra funzione
ma vi aspettavo alla mia partenza!
Tornerò forse se voi mi aspettate:
temo il momento in cui saremo estranei.
Canne suonano agli scrosci
col loro vento sul fiume i flauti
le teste dei tori tuffarsi in avanti
le schiene col cielo nelle loro ustioni.

Presto tocco di campane immemori
con deferenza lasciato nei cuori
nei campi distrutti dal sole di estate
il tempo raschiato su spalle paonazze.

Oltrescienza

Credo da qui alla cima del colle
all'acqua del mare alle mie spalle
perché ogni vuoto è pieno di vita
non è di là che ogni cosa è infinita.

Vecchie parole la vita

Di vecchie parole è fatta la vita
pronunciate da chi qui c'ha vissuto
e se non siamo nient'altro che lingua
lieto di essere il tuo passato.
Non sono quello lì che ho sempre addosso
in questa lingua traduco i pensieri
sono una scia di stella cadente
dove l'attrito m'illumina i fianchi.

Le brevi schiarite

Rubo le pietre del tuo tesoro
di lievi candori che lasci cadere
li prendo, li aspergo di santità
come se carezzassi il mio cuore
sorpreso al suo eterno rintocco.
Aria di sera tu porto felice
ora lunghissima di un giorno breve
gli orologi non sono più tondi
i loro secondi diventano ore.
Luce sui fianchi del tuo stesso riso
ed è il sole che vuole guardarti
rosso grappolo dolce di uva
e di ogni frutto il succo spremuto.
Chiami dal sonno una luna dispersa 
oltre la linea di ogni orizzonte 
ignaro e rotondo, vuoto nel guscio,
altre stelle si accendono in cielo
le campagne sbadigliano ancora 
i rami si intrecciano e fanno richiami
animaleschi su scenografie 
dove imperava un maestoso silenzio,
e tutto è vapore di acqua che piove
e i miei studi lasciati interrotti
per disinteresse e dimenticanza
nella marea di negligenza
dove non più un cuore è il cuore
secondo i migliori pronostici.

Al sole

Voli sui verdi e la terra dei campi
così veloce che non ti raggiungo
provo a chiamarti - Aspetta! - tu niente
che cosa vedi davanti? Io niente.

Il lago. Incantamenti

L'eco di voci lontane risuona
sopra il lago che brilla di sole
come nel sole la voce del lago
e la sua voce incanta chi nuota.

Le onde

Ma è importante tutto il progresso?
Che ci sia l'uomo in tutto questo
paradiso di pietre assolato?
Le città al posto di verdi boschi
le macchine e non gli animali?
Ora sei seduta vicino a me
guardi il mare e pensi altrove.
Non a quello che c'è.
Comunicazioni non necessarie
sopra il fragore delle onde
che si infrangono sul lido.
La mia marea, la tua impazienza
dolce nel dubbio della mia assenza
non dovuta a un disinteresse
ma alle domande senza risposte
che nascono se osservo le onde.

Un morto che vola

Un morto vola nel cielo di notte
assieme agli atomi dell'atmosfera
vede dall'alto i tetti argentati
le strade, le auto, gli ombrelli grigi
non riconosce neanche un parente
fra la gente che dovrebbe conoscere
non vede vita che sia una vita,
tutti rinchiusi dentro ai palazzi
è un sorvolo di desolazione,
va poi sul mare e sui fiumi dei campi
scambia i pesci e le foglie per noi.

Il bosco nel quadro

Il bosco nel quadro era infinito
e ancora più a lungo io lo guardavo
nel corridoio a casa dei nonni.
Quand'ero bambino ed era Natale
o il compleanno di uno dei nonni
o di uno zio, dopo il pranzo
nella gradevole attesa del dolce 
mi alzavo a guardare il rosso del legno
che ricopriva il suo corridoio
e mi chiedevo se le venature 
fossero vere oppure dipinte
come le I nella carta parati
gialla di luce distesa del giorno.
Mi fermavo a guardare quel quadro,
la bimba seduta di fianco al bosco 
sopra un sentiero che si addentrava
nel mondo dietro la vegetazione
che copriva alla vista gli spazi
presi d'incanto nel loro mistero
d'iperbole quando non sono visti
ma io davanti me li spiavo
io li vedevo e sapevo ci fossero
anche il pittore dovette saperlo 
al secolo suo che intercettavo 
lì nella luce di quel corridoio
poi la voce il dolce! e scappavo.

Sfera

Viene spesso quel momento
di guardarsi le mani sparire
i dolori si dileguano in silenzio
come oltre una cima boscosa

quel momento di gioia privata
che si sa che non si è mai niente
nella vita c'è un poco di morte
il suo sfondo - il tuo mondo - è una sfera.

2d

Figura davanti a uno sfondo
così è fatta una scena conclusa 
che li riunisce e mescola bene.
Lo sfondo è nella figura.

La Poesia III

Mi apparirai nella notte d'estate
tra le luci con cui brilla il mare
che sprizza la spuma in mezzo ai palazzi,
tra le strade viste dall'alto
piene di traffico delle vacanze,
tra le donne affacciate al balcone 
dove asciugano i loro sudori,
tra le musiche stanche dei bar
degli uomini senza una faccia,
come una punta di ghiaccio 
strofinata sulla mia schiena 
la luce di un magma che erutta 
un germoglio tra noi e le stelle
con le foglie attaccate alle braccia,
una cascata infinita di acqua
voragine senza una base
come un giorno nel giorno, una casa
dentro una casa più grande
dove scendi le scale, ti affacci
e sei sul bordo di una gravina,
o una punta di freccia di selce
la cruna di un ago grande una porta 
mi apparirai se ti accolgo
riconosco, se colgo i segnali,
sarai trasparente in silenzio
mentre il mondo ti cammina addosso
rimani il suolo sotto le scarpe.

Tralicci

Righi il cielo di tralicci
e di virgole su un foglio 
dici è cielo, mai stato altro
nel firmamento a margine.

Roba da stenderci i panni
perché il vento li faccia danzare
al sole di là delle nubi
artificio dell'artificiale.

Senza attrito

Senza attrito un suono
si genera spontaneo
dalle stanze vuote
che santifica lo spazio
nullo e immenso nel suo silenzio
fra due movimenti attigui
nero all'occhio come
lo spazio tra due fotogrammi
e l'attore non è sé, né un altro,
quando l'occhio non lo vede 
per non vederlo non essere
nelle riprese quando non è.
Dolce riposo fessura interstizio
dalle fatiche dei grandi prosceni.
Il protagonista di qualsiasi film
di qualsiasi trama, il fondamento
dell'universo 
mai nei titoli di coda 
trasparente come al pensiero
è un rifiuto non digerito
noi ci voltiamo dall'altra parte
cercando lui che ci sta alle spalle,
viene di fronte ma noi ci giriamo,
non si presenta all'appuntamento,
aspetta nel luogo sbagliato
o a sbagliare siamo stati noi
necessario come fame
o pneuma senza polmoni
fuori da un'aria pressurizzata
che soffia sé stesso ed è vento
che inghiotto ed è il mio respiro
ramifica nella corteccia
e che dirige i nostri neuroni.

Vieni da sola o c'eri già prima

Vieni da sola o c'eri già prima
nelle falde acquifere sporche
nelle notti di carta strappata
del quaderno a quadretti consunti
dove entro e percorro il sentiero
che ci unisce e però ci separa
ma tu sei diversa e l'aria è diversa
la tua voce è un velo di vento
baritonale, non più campanello
sul manubrio che ha perso il controllo
curvi col corpo e arrivi veloce
non ti fermi per me vai veloce
un poco ti ho vista, chiamata,
ti ho detta, parola che già non ricordo
per un momento che vale una vita
che per la vita andrò a ritrovare.

Un prodigio II

Vieni vicino, fermati un poco 
rallenta la corsa, mi serve un aiuto 
- io che mi sbraccio al sole lontano -
non puoi fermarti e venire da me?

Lui che fa il giorno senza ritardi
è così avanti, neanche mi sente:
col braccio segnala di tenergli dietro 
come se avanti vedesse un prodigio.

Nihon teien

Bronzeo delirio di timpani e fiati
dove a picco ha ripidi i fianchi
delle sue valli scoscese il maestro
che non sa dire né alpha né beta.

Ora il mio tempo si fa trasparente
morte non sei contrario del campo
né al di là delle iridi lucide
da cui mi innalzi sopra la luce

quando ti scopro mia madre sorella
forse me stesso pietra tra pietre
fiori invisibili nel mio giardino
di ghiaia e sassi che trovi in Giappone.

Il tentativo di corruzione

Cerca il tempo spiraglio in sfacelo per farsi spazio e reggere il mondo tuttavia. Solamente sbraita il traditore che vuole corromperlo e non...