Visualizzazione post con etichetta Ciclo del tempo. Mostra tutti i post
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Il giallo al mattino è calore che avvampa
fra tegole alte su cime di monti
oggi rimane il presente come
mobile punto a caduta perenne
continua mancanza che stimola azione
otturazioni di crepe sul fondo,
stupri continui alla Natura Madre
e il farsi un disfarsi i tempi combusti.
Dentro ai raggi del sole che brucia
Vedo il suo sacro in forma di luce!
E tu che voli in un aeroplano
vedi scoprirsi i bei fianchi di donna
nuda che s'alza il lenzuolo da dosso,
svegliarsi le onde del mare, ruotare
le sfere e le cose immerse dentro
lì obbedire a correnti del mare
ti era impedito vederla spogliare
vedere il passo nel buio che compi
il mistero che ogni giorno ritorna
o il mistero che ogni giorno rimuore.
Volevi infrangere il muro di luce?
Non è la notte ch'avvolge la terra
ma il tutto chiaro che sveglia le fate
o giusto la linea d'incontro tra i due
su cui la luce nel mondo scompare
sospende la lotta fra bene e male,
conviene sempre dormendo vegliare
come civetta un sacro niente.
Ma una conchiglia che vuoi che ne sappia?
lei non ha occhi e viene cullata
ecco, aderisco alla sua religione
le membra rilasso contrite e dissolvo
nel vuoto elettrico a fine gennaio.

Ognun Dio

Solinghe e senza occhi
Tra infiniti anni
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Diventeremo stelle
e dunque
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Universi;
sempre accade.
Se fossi piccolo, vivessi su un atomo
troverei strade e insenature
con rifugi e nascondigli
delle case e poi persone
come sulla mia Terra?
Che si muovono veloci, e
che vivono e poi invecchiano in un solo istante
dorato, intenso, espanso.

Ma son così grande che ne calpesto a flotte
rischiando le rovine di civiltà migliori.

E se fossi molto grande, calpestassi gli universi
e parlassi con più grandi entità celesti
mettendoci miliardi d'anni per muovermi,
e scoprissi sulla Terra pieghe nel suolo
e forme viventi; mi spaventerei?
come fossero insetti dentro una tana
avvierei io il processo di disinfestazione?

Ma son tanto piccolo che neanche ci penso
eppure, intanto esiste quel tempo.

Metaphysic adventures

Mi si rompe la tibia con cui allietare gli invitati, più spesso senatori, nei pranzi in villa fuori l'urbe, e stasera c'è l'esposizione d'arte al circolo sociale ex-operai; non posso permettermi ancora una volta di venir preso di mira dalle invettive della Santa Inquisizione e dallo sdegno dei miei antenati, sempre intorno a guardarmi e sdegnarsi. Il fatto è che loro non ascoltano musica elettronica e quindi non la sanno apprezzare: molti di loro sono del 1500, i miei preferiti del 950 e quelli più antipatici del 1950. Un millennio cambia di molto le persone. Oh, a nessuno di loro piace l'elettronica, e stanno sempre a sentirsi quei cazzo di tamburellini in pelle o mandolini in legno, e ogni volta che io suono la mia tibia col delay e compressore loro si infuriano e mi insultano, e io me ne vado. Spengo le candele, alzo la trave in legno massiccio della porta, richiudo la mia porta che fa un tonfo. Chiamo l'ascensore ed esco dal mio grattacielo dai comignoli fumanti. La catapecchia del liutaio è nella zona antica, dall'altra parte dell'urbe. In quella zona c'è la peste e ciò che mi infastidisce è che la gente svuoti i suoi vasi da notte dalle finestre: non conviene parcheggiare lì sotto. Invece della moto prendo il cavallo; e così, in due ci incamminiamo. C'è da cambiare valuta ogni volta: dall'euro passo al fiorino. Ne cambio 30, che basteranno per pagare il liutaio, deve solo spalmare del mastice per riparare la crepa sulla mia tuba. Il liutaio fuma una sigaretta elettronica dietro il bancone cosparso di neon. Ci mette poco a riparare, e dice che entro stasera il mastice sarà secco, e la mia tibia pronta. All'esposizione partecipa un'ambasciata dalla preistoria di ominidi primitivi che mostrano come sbucciare le nocelline. Certo, c'è sempre da fare attenzione ai dinosauri: se ti mangiano incasini tutto il corso dell'evoluzione; e poi vai a rifare tutto daccapo! Gli ominidi primitivi sono un gruppo di scimmioni che vanno in giro per il mondo in branco e fondano le basi. Basi per cosa? E' quello il problema: le basi per tutto! Dunque si credono despoti moralisti e dicono a tutti come dover comportarsi, o come sbucciare le nocelle. Vanno spesso a teatro a guardare la saga di Edipo ed apprezzano molto la chiave di lettura freudiana. Molte volte creano dispute di carattere giusnaturalistico con Cicerone e Machiavelli, e spesso vengono censurati o condannati dal presidente Obama e dalla sempre presente Santa Inquisizione.
Sempre presente, poi, che significa?

Free Pangea!/Fronte Liberazione Ecumene

E' giusto che ognuno ricordi sempre cos'è successo in Francia nel 279
o in Eurasia milioni d'anni fa(*) . Come poter dimenticare?
Non continueremo mica a ignorare, è il momento di metter fine!
Sono secoli che ho perso il sonno, e provando a dormire
tanto mi assale l'urto degli eventi che non mi posso addormentare.


(*) in Francia nel 279 e in Eurasia milioni di anni fa non so cosa sia potuto succedere. Torno a letto.

Stelle cadenti

Avete visto quella stella cadente
rotolare in una scia?
Esplodeva di luce accesa
un vivo bagliore nel blu
prima di sparire via
sacrificata per i nostri sguardi
per un tuo sorriso coi denti.
E' venuta da lontano per brillare e morire guardata
dagli occhi avidi degli innamorati
che di notte guardano il cielo abbracciati.

Avete sentito le foglie sui rami vibrare?
sfregavano creando un'armonia
sta' attento affinché l'avverta
è frutto del lavoro di migliaia di condizioni
il concerto di molecole e relazioni.

Non vibreranno più e siamo rimasti soli
con i nostri affetti elargiti a dismisura.
Le foglie e le stelle, ormai entrambe cadute
sarà difficile trovarle di nuovo così
come le vogliamo noi.

Vedrai,
troveremo dove finiscono le stelle cadenti
quando finiscono il loro lavoro
ma forse questo è il tempo
di brillare ancora in cielo.

Ecco mio figlio (Ode a una roba greca)

La differenza tra me e te è nelle nostre molecole.
Ma è possibile ogni volta ricominciare lì dove tu lasciasti?
Dover rifare ciò che da sempre è stato rifatto?
Mio figlio faccio nascere senza corpo per non tornare.
Gli faccio solo la persona e non gli faccio solo il corpo
- tanto, che ci vuole? -
così che avanzi ciò che è iniziato e sempre interrotto.
Non mi ero accorto ma quel figlio mi è già nato!
Non occupa spazio: è nato imparato e appunto perché
non lo si vede, ancora in più lo percepirete.
Guardate che bello mio figlio, signori
Lo vedete qui come in foto
che portamento, che spalle, che bei colori!
metafisico, appassionato, e perseverante.
Fatelo crescere, io ve lo affido: non strilla di notte
non scappa al mattino, fa come voi ma è ancora un bambino
che ha bisogno ogni tanto di essere ascoltato
ma crescerà da solo e lo vedrete camminare
penserete com'è diverso da quando era nato
adesso che è uomo ed ha la sua vita
che è dottore e maestro in retorica
che parla con tutti e comprende gli umori
- morirà contento e avrà figli straordinari.

Ciò che c'è

Ero vivo, sentivo il vento in faccia e nei capelli, il sole bruciava e tutto era splendente, troppo splendente e correva veloce sotto le mie ruote. Mentre ci superavamo le nostre traiettorie mi ricordavano le braccia di mia zia in cucina che impastavano acqua e farina e tutti stasera avremmo mangiato focaccie e panzerotti fritti; e poi le braccia di mia nonna che sciacquavano, sbattevano e giravano con scosse e movimenti secchi e veloci, secchi e veloci il bucato sulla tavoletta e quel ritmo non dava respiro, non c'era possibilità per lei di sbagliare, non perdeva un battito,e poi accelerava, e il bucato si faceva sempre più bianco e pulito. Il mio sguardo sugli alberi secolari delle campagne che fanno un muro di verde continuo ai bordi della stradina, solo a volte bucato da quelle palle arancioni e gialle che sono i loro frutti dolci e insieme leggermente aspri; le due ruote che sbattono sull'asfalto gonfiato dalle radici che gli scorrono sotto che cercano di distruggerlo con la loro forza vegetale, ma riescono solo a deformarlo formando piccoli dossi fanno quel rumore sbam sbam che mi fa ripensare al coltello che sbatte sul legno dopo aver attraversato e tagliato a metà l'anguria fresca sul bordo del fiume da mio padre. E tutto capita continuamente contemporaneamente sempre e dappertutto fin nel minimo dettaglio sotto il sole sulla terra e tutt'intorno e io dovevo essere lì per godermi la mia periferia di mondo e correre e ricordare e senza rendermene conto dare un'importanza fondamentale e dignità assoluta a cose che ero abituato a vedere e che scambiavo per cose banali, ad ogni minimo mutare delle cose, alle loro interazioni reciproche, ai gesti delle braccia di mia zia, di mia nonna, al coltello di mio padre e all'anguria.

i morti tuoi




Cadeva d'impatto la luce, non  gradualmente
forse la Terra cadeva o forse era il Sole
nascosto veniva il morto strascicandosi
dentro alla grotta artificiale in cui io sto
conforme al Piano Regolatore vigente, approvato con deliberazione GRL n° 29471 il 26/02/1980
mi voltai schifato dal puzzo che le carni putride
blu cadavere in penobra ostinate emanavano.

Questo invece continuava a venire e voleva
darmi il perdono per l'osceno mio suo delitto
accennando un ghigno con sguardo sereno
veniva a guidarmi fuori dalla mia buia gabbia.
Ti ho già ucciso perché eri antico - dissi io -
Non ho freni inibitori, sono solo un funzionario
dell'impero in cui sono nato, che pertanto io diffondo.
- Ma io torno per salvarti, non fai altro che occultarti
se tu fossi nei miei panni quanta pena in tanti anni
siete stati fuorviati, noi possiamo collaborare
non sai cosa manca se non mi conosci - Zitto straniero -
interruppi la frase - tu qui non puoi stare: c'è una legge
a proposito di ciò che è normale. Non so bene quale
l'ho vista in tv approposito inizia lo show domenicale. -

Gli presi la testa con entrambe le mani
e si frantumò. Lo sbattei sul muro
con un colpo animale di cui posso vantarmi
lo uccisi due volte e ancora lo farei.
Adesso non so se persi lì un'occasione
in guerra con gli altri, anche nel tempo
lontani, siamo eroi dell'inesistente.

Noi

 [voce di vecchietta: ]

"Sto per morire co-
me mi ricorderanno

come quella che pre-
parava brodi minestre
proverbiali pietanze
allattava puliva ogni gi-
orno a lavoro annoiavo
parlavo ero io così?

come quella genti-
le affettuosa vecchina
ficcanaso ossessiva
qui buona e lì cattiva
amata carina vestita
viziosa ero io così?

come quella nata
nel giorno due marzo
del trentasei spo-
sata vissuta in via n
num. mah due figli
gemelli ero io così?

come quella con
nome cognome che è
terza figlia nella fa-
miglia nipote di zia e
trisavola morte di ge-
nerazioni ero io così?

Scivolo piano andan-
do via io non ricordo
se io sia mai stata quel-
la che sono adesso".

Il tentativo di corruzione

Cerca il tempo spiraglio in sfacelo per farsi spazio e reggere il mondo tuttavia. Solamente sbraita il traditore che vuole corromperlo e non...