mi basta quello, il suo fugace
tentare col fuoco un cambio di stato
una fenice già abbrustolita
che scriva il suo canto ma a matita
per correggerlo al giusto momento,
uno strumento adatto allo scopo
capace di vita e di esserci dopo.
Se di me ho una voce sulle altre le immagino stanche e insistono, eppure. Quanto vero è un immaginario dove ribolle il costrutto del tempo! ...
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