Uova fritte

Ecco vieni, entra dentro, siediti
friggi pure due uova. Sotto il letto
trovi le pantofole. Pesca libri
dalla pila, leggi i miei diari
ogni cosa che ti piace se vuoi,
non farti vedere, mettila in tasca
senza chiedere a nessuno permesso
senza avvisarmi, non è rubare
sei illimitato, manomettimi
a tuo comodo come preferisci
rubami le parole dalla bocca
mettici dentro le tue. Cambiami
gli abiti l'anima il lessico
la pettinatura come vorresti.
Fruga i cassetti, non posso fermarti.
Se non ti piace una frase che uso
non me la farai più pronunciare.
Guardati intorno, non ti preoccupare
bevi una birra, spostami i mobili.
Entra e usa le mie cose, butta
tutto ciò che non ti piace. Giocaci
e non pensare che io me la prendo.
E non dire non è proprio il caso.
Voglio così e così vuoi anche tu
te lo regalo, non ci sono più!
...Metto l'esperienza sotto una parola
Do alle parole dell'esperienza
E faccio esperienza di parole...

Se inquini un segno antico
di verace esperienza come
scarichi d'industrie alle fonti
d'acqua dolce, beh il vizio
è nel sistema quel tarlo
non lo rode e scade posticcio
com'è passato il gusto agrodolce
del medioevo a un gusto più medio
che separa quei due un tempo uniti.
Il bitume di ricordi decomposti
nei riassunti pedanti di oggi
brodaglia di intuizioni e di sconforti
si raccoglie sulla riva, e viva
rimbomba la bolla che sgorga
da sotto il terreno sommerso in palude,
e scoppia. 

Il pasolini

Realizziamo pasolini nei vicoli della città
oscura dai cassonetti a terra sparsi
vestita a fazzoletti sporchi volanti
che s'appiccicano pure sul volto clemente
d'un uomo appena uscito da lavoro stanco
e dei suoi uguali, semplici passanti.
Stanco di guardarli
ficcarsi nelle gole, c'è chi fugge sulle spiagge
- forse a Ostia o a Bombay -
e sta solo e lontano a liberar lo sguardo,
silenzioso lì si aspetta di trovare
qualcun altro che volendo uscir dal mondo
per salire ai suoi ingranaggi
si sia detto "Ah, guarda che c'è ancora un posto
per andare e allora andiamo".

La visione del grillo (6 poesie)

Oggi che la luna è apparsa all'improvviso
si capisce che qualcosa è tutto diverso
e dietro il suo spicchio iridescente
allora c'è forse chi è perduto per sempre
ma non rivolge a noi la faccia.
Tutto si muove a un solo segnale
e quel segnale non si ricorda
è perso per sempre e nulla somiglia
per questo la luna è sempre affollata,
emette rumori continuamente
e mantiene la forma rotonda
prenderà pur da un principio
piede la grande sua massa.

Due tre volte oggi di vuoto
la voragine nel passato
forse una morte occorsa
che tutto quanto è cambiato
e mostra la faccia cattiva
finché si odono le risa
ma pure stavolta impertinenti:
le cose che svelano il volto segreto
e le ritrovo come le altre volte
segno che forse continuano sempre
a mostrarsi rivolte.
Dunque che era che le celava?

Dicono sia impossibile
non ci sia niente dopo la morte
ma allora è sbagliato
soltanto il concetto
di vita
che ci inonda l'esperienza
non sappiam guardare bene
o entreremmo nelle stanze
della galleria del tempo:
non un ritorno,
vedremmo la stasi.

Una cosa che mi son chiesto
guardando gli angioletti
nei dipinti medievali:
le anime in cielo che aspetto hanno?
Quello da neonati, quello da adulti?
No, le anime non devono mostrare età.
O se hanno i baffi o i capelli lunghi?
Non possono avere genere, che è neutro.
Ma hanno qualcosa che assomigli all'individuo?
Non hanno niente che lo ricordi.
Hanno almeno la memoria?
Né memoria né discorsi.
Credo le anime siano dei suoni
che somigliano alle voci
ma non ben riconoscibili.

Impalpabile compagna
che sorridi aerea
sollevando drappi
fai le danze rituali
tramandate nel lignaggio.
Se ne accorge solo un grillo
che la osserva sbalordito
come assistesse a una visione
nel suo mondo ultraterreno.

Io di parole, vedo che mi vedi
ti vedo fra le voci
che vengono stanotte
e si sdraiano scritte
sulle righe del foglio
dove tu invece corri lontano.
Stanotte strappo il foglio
che ci separa
e ti vengo a cercare
vediamo se poesia
è cosa reale
come corridoi
per mondi allargati.

Daniil Charms

Immagine correlata

Elizaveta Bam https://www.youtube.com/watch?v=x__nnFhiU7k fatta da questi: https://gorki.de/en/elizaveta-bam

Manifesto OBERIU scritto anche da Charms http://www.esamizdat.it/rivista/2007/1-2/pdf/temi_trad_manifesto_eS_2007_(V)_1-2.pdf

Agosto: definizione

Il sole di agosto
illumina meglio
le cose mostrando...


Il sole di agosto, i colori vivaci e la luce accecante sulle spiagge italiane: il nostro cervello meglio invitato a credere vere le cose è proprio quel pesce che sta abboccando all'amo tirato alla lenza. Agosto tripudio di apparenze che creeranno fraintendimenti nel corso dell'anno, fino almeno alla prossima estate. Ciò spiega anche che il meccanismo alla base della nascita della pesca è attribuire al pesce i desideri dell'uomo, di mangiare qualcosa di buono e facile per risparmiare tempo e energia, e così proiettarglieli "addosso" e credere che quel desiderio non sia più dell'uomo stesso, ma appartenga per davvero alla specie dei pesci.
Il segnale che sta avvenendo qualcosa sotto, che non si può avvertire con i sensi, però, viene dallo stesso mare, ce lo dicono i suoi rumori: del legno di una barca che sbatte sull'acqua, o di quello confuso delle onde. Se il mare fosse realmente piatto, non ci sarebbe tanto disordine ma un suono preciso e distinto. E invece è profondo e fa rumore caotico; il rumore di ogni onda si confonde, non distingue, da quello delle altre onde. E perciò ogni estate i bambini ormai liberi sono studenti accaniti che analizzano le forme e i colori più attraenti e vivaci, e sono tutti intelletti meravigliosi che studiano i meccanismi della percezione, della produzione di realtà, di creazione. L'adulto rivive meno consapevolmente lo stesso periodo di apprendistato se guarda tutto più illuminato rispetto al resto dell'anno: più luce su (e da) forme e colori brillanti.
Eppure desidera tutto questo: se saltasse anche solo un'estate, quell'estate sarà persa per sempre.

Violenti

BISOGNA essere violenti
soltanto per far capire
a quelli violenti
che non bisogna fare i violenti.

Musica malata

E intanto gli U2 vendono un altro album.
Quando è che finirà il periodo
in cui dobbiamo fare finta?
Incolonnati a braccia serrate
seri
sbattendo pian piano la punta del piede
a voci affettate di autocompiacimento.
- Toh, adesso bisogna applaudire -.
Il lato oscuro della tradizione
creata un giorno antico lì per lì
i quattro accordi felicissimi
sui tasti di chitarra
formano un quadrato.
Gente che non ha mai suonato il cerchio
ripete il quadrato
di quattro accordi felicissimi
maledetti
il ritornello per anni in radio
in riproduzione continuata
il virus infetta la musica d'Occidente
musica malata infetta porzioni vaste
di popolazione pigrissima
o sempre più pigra.
Spezzare moderatamente le forme
carine per piegarle alla realtà
multilatera metamorfa
non delle sintesi chiediamo
ma approfondimenti
su come noi o cose siamo
e non su come dovremmo essere.

- Non finire con una frase nominale -

D'incanto e di magia

T'incantano ancora i verde smeraldi
quei ricci d'argento
nei fondali bui
e ti sollevano al cielo turchese
le braccia del vento
come magiche dee
nelle terre d'Oriente.
È la forza del teatro
la tournée itinerante
l'avvicendarsi dei ruoli sul palco
la loro rete di rimandi.
Quell'ombra nera che ricordo
e le sue tenere carni
sotto un giallo fluorescente
mentre ora tripudi bianchissimi
di luce gelata irrompono
su una spiaggia non privata.

Tougsbozuka

T o u g s b o z u k a

Augusta Kuba, guasta gatta gota, stakka a tokko bozzo a bozzo sta kukuzza askuata kua.
Gusta zukka a sugo su kukutza bassa. Bukato a zukka su kukutza o bokka a bokka: abbozzo a gusto gazza o gusto kazzo, basso kosto sto sugo. Gusto tabasko guasto su kukuzza a sugo tosto.
Skat skat tosto tosto buka a kuba, azoto a tozzo, tubo a busta, bokka a gatto o tabù goto buttato a agosto. Agosto agosto gas guasto Augusto. Gatto basta a gatto goto. Busta gota a busto goto. Basta gatto! Basta tabù! Bastaaaa!!! kazzo.
Sbuka kukuzza a kazzo su stato basko: sbotto su botto, sbatto su bug, gusto bobbuka buskato a Kuba, kubo su kubo su kubo: autobus, gas sbukò. Augusto bussò su autobus: "Skusa, skusa autobus! Sbotta gas. Busko a Kuba o' gatto kukuzza". Autobus a Augusto tuba: "Tu kua bukato tua zukka. Sbotta stokazzo". Augusto autobus bukato a bazooka bukò, Kuba su USA tosta aguzza batosta.
"Stato Kuba a Stato USA, Stato Kuba a Stato USA. Tutto ok?"
"Ok stokazzo" USA sbottò. "USA kukuzza, buska sta zukka!": Kuba a USA sbukò sub bazooka: "Babooo! Baboook!" tabakko gusta Kuba e USA gusta stokazzo.

Non ci ascoltiamo mai, abbiamo un mondo intero dentro e non interessa a nessuno perché conta più l'apparenza. Per questo molti sono molto orgogliosi di sé stessi, perché tanto non conta l'interiorità, ma è sufficiente coprire il corpo misero di ornamenti per diventare brave persone.
Non il coprire il ruolo che di volta in volta si assume, non l'avere responsabilità, non l'incidere sul mondo, sulle relazioni affettive: alla gente piace essere, passare il tempo con pigrizia e non sentirsi chiamati a partecipare. "Sono uno dei tanti" intercambiabili e perciò non ci si crede importanti né fondamentali. Ognuno aspetta ciò che gli spetta e guai alle istituzioni se non lo erogano, Dio si inceppa. Il mondo si inceppa? Per sbloccarlo tenti di infrangere le regole quel tanto che basta da assicurarti dei vantaggi che, se tutto va bene, resteranno impuniti e dimenticati. Le ingiustizie...

Daniele Benati - Cagnolati (Silenzio in Emilia, 1997)

«Il motto della mia famiglia era: Che cazzo succede qui? Proprio così. Lo dicevano tutti in casa mia: da mio nonno a mio padre. C'era sempre una confusione intorno a casa e un viavai di gente che non si capiva un cazzo di quello che stava succedendo. E allora arrivava dentro mio nonno che esclamava: Che cazzo succede qui? Gente che tirava pugni o scalpitava, non si capiva niente; oppure nel cortile, delle persone che spostavano dei massi, ma dei massi giganteschi da una parte all'altra, e cozzavano tra di loro mettendosi poi a sbraitare e attirando l'attenzione di mio nonno che si voltava verso mio padre, chiedendogli: Che cazzo succede qui? E mio padre non sapeva mai cosa dire, e allora andava sul balcone e chiedeva: Ma che cazzo fate? Andate via di qua! Cosa ce li avete portati a fare tutti quei sassi nel nostro cortile? Forse era gente che lavorava, ho detto al console It».

(Daniele Benati, Cagnolati, in "Silenzio in Emilia", Feltrinelli 1997, p. 74-75)

Mangio il sole

Gli uomini possono essere visti anche come assaggiatori della Terra, soprattutto i nuovi che si appassionano dei documentari di cucina e vogliono il turismo alimentare. Roditori che rosicchiano il creato sedimentatosi nel corso del tempo. Ci mangeremmo una stella, mangeremmo il sole, mangeremmo segni e significati delle cose. Se sei un uomo e sei turista rosicchi tutto ciò che trovi, e ti sposti apposta per assaggiare altre cose.

Mangio il sole la mattina
e la sera mangio stelle
il resto del giorno mangio anche
aria terra, lecco pietre
succhio insetti e animali
alati, striscianti o bipedi,
quadrupedi, pinnati,
sminuzzo atomi e molecole
sbavo una donna bellissima
che vorrei assaggiare
e lei mi fa sbavare
vuole assaggiarmi
e lasciarsi da me assaggiare.
Ficco in bocca dei discorsi
e mi mangio spazio e tempo,
se c'è Dio, io Dio mi mangio,
se non c'è Dio, qui c'è nutrimento.

Il funerale di Vinnie Paul

Vinnie Paul è morto
stamane e la terra
ha un doppio pedale
e infuriata trema.
Che gelo si avverte
quando il ritmo continuo
all'improvviso cessa
e la Musica sbanda.
Quanta puzza di sudore
il suo funerale pieno
di gente agghindata
che si crede come lui.
E poi è sempre uguale a tutti.

In assenza

Mi hanno detto che ci sei
ancora
qui, nel mondo
ma soltanto lontanissimo
o in America o in Oriente
e adesso corri libero
sulle stradine dritte e infinite
che portano all'orizzonte e assolate
e che un giorno, forse,
deciderai
di fare il biglietto
e tornare dal tuo viaggio.

Mi chiedo
che cosa significa
quando dicono che usando i tuoi simboli
ti si possa comunicare
anche in assenza
se ti incarni in essi
o le tue concezioni,
o lì solo vorrei
parole non usate.
Non sopporto la leggerezza della gente che se ne frega, la banalità del male, la loro partecipazione attiva più o meno consapevole. Dovete fare bene le cose! O stare zitti per pudore.
Questa inesperienza a cui siamo tanto legati che ci porta via la vita! Che sarà fatta solo di vuoti discorsi già sentiti, con le frasi ben sistemate passate di bocca in bocca. Un programma in televisione, che schifo è tutta questa esibizione di vocalizzi e atteggiamenti bigotti?! Ma che è insultare i propri parenti davanti a gente più prestigiosa se non tradimento? Fate finta di essere tra i migliori quando si è con loro e sparate merda sulla gente comune, non siete come noi che avete appena finito di chiamare "merda"?
Vi schierate coi potenti e siete le loro puttanelle: fate ridere e arrabbiare con le insinuazioni, ma poi dovete entrare con loro in camera da letto e spalancate gli occhi dal ribrezzo. Ve lo diciamo noi gente più vera che non deve inventarsi un'appartenenza a un gruppo di cui non fa parte, siete voi che avete scelto deliberatamente anche con il vostro voto di essere annoverati tra la MERDA della nostra società. Siete i peggiori e lo avete scelto nonostante i nostri consigli, i nostri affetti che vi rivolgevamo. Ci avete traditi.
Fate tutto male. Arrangiarvi significa evitare di essere scoperti prima che vi facciano la multa. Approfittare! Merde: non vi sentite chiamati in causa e credete di meritare tutti i privilegi. Credete di essere liberi. Credete di non poter essere giudicati, o che facciamo tutti come voi, che non avete valori o volontà e ve la lasciate guidare dalla televisione-internet-meme.

Quando fallisci

Uh quando fallisci
a tenere il controllo di te
un bimbo lancia
la sua trottola
nella scatola dei giochi.
Troverai dei personaggi
marionette irreali
a tirare i tuoi fili.
Sono corde di un'arpa
accartocciata, e
puoi anche suonarle.

"Devi spiegare ai bambini la guerra"

Bimbi, la guerra la fanno le vittime colpa di quelli che le hanno decise: vincono solo se rubano il premio e non si può più giocare felici.