Mentre disprezzo gli errori pensando,
l'ambiente vive ma senza cervello 
le cose accadono senza ragione
quindi il pensiero a noi serve per altro.

Vive e capisce ma è come un bambino
e non gli serve un sistema nervoso
non è altro dal suo stesso pensiero.
Quel che dovrebbe è per niente normale.

Perciò il pensiero deve umiliarsi
e dichiarare che si è sbagliato,
l'esperienza è dei primi animali
chi si è evoluto ne ha perso i ricordi.

Due meteore vicine quest'oggi,
i corni di luna, i grilli nei campi.
Sei così bella tra i mille difetti
con te nessuno è inadeguato
o deve spiegare con mille bugie
quanto ammaliante sia il suo passato.
Viene istintivo baciarti le guance
sporche di nero e un poco sudate 
se il tuo trucco è fatto di terra
e niente altro che possa negarlo.

Bella tra i brutti palazzi eleganti
sbagliati dai migliori architetti 
bella tra un falso ideale di lusso
in nostro possesso, a nostro vanto,
ti voglio baciare perché rimpiango
e immagino un mondo davvero onesto
dove non c'è da nascondere nulla
solo tacere all'eccezionale.

Sirene

Non sai che t'indigna figlia del vento
cara sorella di argento e vaniglia 
quando vermiglia fai nel momento
che il campanello dal sonno ti piglia.
Così irritata fai molto spavento
per una sciocca banale quisquilia
che non di certo ti renderà vanto
come se fossi un guerriero santo.

Sonvi nel mondo infinite sirene
dove al naufragio si schiantano navi
che i ponti fanno ammollate carene
a dirottare le stive di ignavi.
Presi dai polsi in vecchie catene
marinai e profeti che odiavi
che fanno per sé, non il nostro bene
sporcano il mare con le loro pene.

Carnevale all'anagrafe

Nato a Bari prima del '90
vive a Massafra, uno e settanta
cinque di altezza...
Quante stronzate, davvero pensate
che sia quel tale che tutti vedete?
Non sono mai nato, ho zero anni
tredici, no, quattordici miliardi
e sono piccolo, piccolo, piccolo
anche titanico, erculeo, ciclopico
abito un abito fatto di carne
così mi travesto. È carnevale.

Rincarnazione

E se poi un giorno ci rincarnassimo
ma quanto tempo poi ci vorrebbe?
anche se tra due miliardi di anni,
perfino un secondo ci avvicinerebbe.

Tutto il passato diventa un futuro
e la clessidra la guardi al contrario
questo presente di niente diventa
fare un sentiero diretto a una meta.

Non sembrerebbe più tanto impossibile
ma quanto ci vuole esattamente?
Dovrei iniziare a fare attenzione
per riconoscerti in altre fattezze.

L'indicativo fu un condizionale
su cui neanche un parlante credeva
in periodi ipotetici ridicoli
oggi invece materia di scuola.

Oggi sappiamo che chiunque viva
sia un estraneo perfino a se stesso
e che il suo corpo non sia necessario
perché è libera e pura la vita.

I sostantivi sono le menzogne
in cui fingiamo cose e persone
il verbo essere ha pure un segreto
con le parentesi e i punti a capo. 

Gli anelli del tronco

Mille fiammelle sul mare di Bari
corpi e sederi dei passeggiatori

come importasse più che è domenica
e non che le foglie tornino a nascere

ignare di tutte le gialle cadute
come cartacce buttate sul viale

quest'anno ancora perché si squaderna
non puoi vedere gli anelli del tronco

Tramontana

Nulla che pesto sotto ai calcagni
profanata terra di un cimitero
il mio pensiero gli si assomiglia 
e tutto lo sfondo gli tinge di nero

palpiti come il mio cuore nel petto
già che soggiorna nell'ima trasferta
lì che si prenda il mio rapimento
d'essere rondine in piena tempesta

e tinto d'un tratto un palco di opale
s'apre come da dietro un sipario
l'aria che preme agli omeri è d'oro
pure le piante, i loro colori 

si è rovesciato nel cielo l'aprico
non-riso antico d'inverno nemico
quanto limpida la tramontana 
sorta nel centro di un solo respiro 



La direzione del Tempo

Se quando mi sveglio io non ti trovo
hai troppi impegni e faresti tardi
sei già da tanto via da me, sento
il peso del perso tempo per stare
nell'intimità in cui ti contemplo
e credo di conoscerti un po'.

Perché leggo i nei della tua pelle
costellazioni del tuo firmamento
che seguo nel mare delle occasioni,
e più galleggio più presto affondo
più ti accarezzo cercando un approdo
ai tuoi lidi miti di palme da cocco.

Persisto a cercarti questa mattina
sembra spontaneo viaggiare nel letto
del porto affondato la notte prima
dove anche tu evacuasti la nave
naufraga del mio stesso male
quando mi hai visto ancora dormire.

Grammatica naturale

A letto di notte se chiudo gli occhi
e ascolto l'ambiente io mi trasformo
esco dal corpo e mi trasferisco
nelle pazienti pareti che appena
fremono al transito dei veicoli
sono un mattone tra gli altri mattoni
un chicco di sabbia dentro al cemento.

Natura - credo - ha questa pazienza
di subire passiva il fastidio 
del gravitare dei corpi che premono
l'uno sull'altro fino a schiacciarsi
così ingombranti che si fanno lava
se il peso è la nostra coscienza
ora peso o una casa o la Terra.

Ma lo sopporto come da sempre
fa ogni essente dotato di corpo
e la pazienza è un tronco d'ulivo
che si tormenta senza un lamento,
le nuvole che sono state strappate,
l'inarrestabile ciclo dell'acqua,
il moto delle onde e delle maree.

Lo spazio tra due fotogrammi

Tra due fotogrammi di un film c'è uno spazio vuoto, sulla pellicola è una barra sottile nera verticale tra le due immagini. Sta sotto a qualunque film, è lui che vediamo sempre comparire senza accorgercene. È vuoto, non è famoso, non riceve premi mai da nessuno, è delicato e va a fuoco con facilità. È spazio vergine non segnato, necessario per far fluire le immagini in sequenza. È ciò che si vedrebbe prima dell'inizio e dopo la fine di ogni pellicola. Nulla, banale, che soggiace ad ogni film, come il nulla che sta sotto ad ogni cosa nel mondo reale. Si può vedere lo spazio vuoto invece del film, e il nulla dentro le cose, o sentire il silenzio dentro la confusione, avvertire la potenza creatrice di qualcosa fatto di Nulla, scoprire di essere più e meno rispetto a quanto si pensava.

Lo spazio nero tra due fotogrammi
dove si blocca il fluire del tempo
e l'essere intero creduto morto
(colpo di scena:) è tornato tra i vivi.

Dio buono

Dio creduto dalle nostre parti
amico di tutti misericordioso
accetti gli insulti con il tuo perdono
sei buono creduto giustificatore

Ogni memoria delle mie ingiurie
nella bontà tua si è già persa
non farci adempiere all'obbligo
dei debitori ad un creditore 

Ti parlo, mi ascolti, se sono triste
devi fornirmi pane e benessere:
spensieratezza per non preoccuparmi 
e la baldanza per sopravvivenza

Siamo in contatto privilegiato
condividiamo la stessa giustizia
mi perdoni ma io non ti perdono,
caro, mi sei sempre fedele

Lascia, amico, a me il comando,
tavole nuove per comandamenti,
senza motivo ti canterò gli inni,
senza motivo ti invocherò invano

Mostroblog


Mostro poesia

Mostro studia legge libro poesia

Mal bianco

Anni rubati ad un'eternità
per le bocche affamate dei figli
siamo cresciuti alle spalle di un'ombra
funghi in colonia di un vecchio giardino
come un mattino di nuvole grigie
sogna gli azzurri tersi di giugno
o l'ombra che scappa a non farsi vedere
quando il sole è a mezzogiorno
siamo al coperto a una parte del tutto
per non bruciarci vicino ad un fuoco 

Zaffiro

Mi avevi chiamato mare di amore 
nella città ricoperta di stelle
avevi un vestito color zaffiro
le dita nell'ombra dei primi capelli



Cielo che parla

Cielo che parla e un altro che scrive.
Sono venuto a chiarire due cose.
Una che parla non quello che scrive.
E quello che scrive non sa chi è che parla.

Come farebbe a parlare di me
un uomo comune come chiunque 
che non riesce a sentire chi parla
né di che cosa né mai se lo chiede?

Sporca d'inchiostro la voce degli altri
l'altro che dorme e sogna i miei versi
di giorno si sveglia, ride dei sogni
e scorda che parla con l'universo 
 
cingo il recinto del suo pensiero
fatto di giorni lontani e finiti
i loro azzurri turbati nel vento
dal bianco vapore di nuvole in volo.

Non conclude

non ha poi voglia di finire quello
che ma ha le carte della vittoria
i requisiti eccellenti è vero
tutto può ma non ci si impegna no
e poi c'è perché non c'è nessun altro
chi cerchi? perché chiedi a noi? ah
acqua passata, ho smesso di 

Alle vecchie caserme

Nonno veniva per l'alta salita
fra le pinete sui fianchi dei colli
quando il sudore bagnava i suoi occhi
voltandoli entrava il golfo di Taranto.

fermo la bici alle vecchie caserme
fra le campagne ed i miei boschi
da quando non c'è più un solo soldato
le pecore masticano il prato

e poco più avanti sai che i romani
pestavano i loro sporchi calcagni
su questo tratturo lungo e sicuro
dove non c'era che odore di salvia 

chiudo gli occhi, non penso, c'è il vento,
il caldo sul volto, il peso alle gambe 
sono il rumore di ali delle api
sono una pietra tra tutte le pietre

Le traiettorie della guida turistica

La strada non è scritta
come da esperti ingegneri
almeno quella pubblica

e se pure sarà dritta
non lo sono le traiettorie
della guida turistica

mi dicevo di affidarmi 
poi mi persi o attardai
qui non è come descritto 

sono dove non dovrei
in un luogo non segnato
fra le rotte delle carte?

o mi inganna questa guida
la mia meta è inesistente:
qui adesso per me è lo stesso

e vago a fortuna cercando
il portento a colori
dei volantini dei sogni



Mi siedo alla panchina sotto il pesco

Mi siedo alla panchina sotto il pesco
distante dalla lunga superstrada
accanto a me è seduto un gatto
gli gratto le orecchie e strizza i suoi occhi 
guardiamo campi e macchine al tramonto
al vento, sorpresi da un fresco ignoto 
che ci sembra proprio strano.

Scompenso, equilibrio

Nel tiepido talamico ricusa al diaccio di là dalla coltre
polemarco l'arconte e tesmoteta
a dettame stentoreo a nuovo profeta
cui si riduce. Furto di ignava attesa
tal'è il giorno la vampa di lampa di incisi su pietra a cammeo
e tale la breve lunghezza di onda sicura.
La cornea rigetta gocce di lacrime
a solcare il suo bel viso come terra le lame
di protervo spartano - che ellenico? - arcontato.
Non trascina l'origliare i talloni sopra il mare
ammanta di velluto dorsi scarni di inconscio
respinti al frangente a medesimo lido.
La lampadina guasta è più ardua da scovare.

Il tentativo di corruzione

Cerca il tempo spiraglio in sfacelo per farsi spazio e reggere il mondo tuttavia. Solamente sbraita il traditore che vuole corromperlo e non...