Lezione d'arte

Uno dei massimi insegnamenti dati all'uomo dall'arte contemporanea, è la riflessione basata sul rapporto tra uomo e oggetto o ambiente, naturalmente. Un rapporto inevitabile per qualsiasi individuo e per qualsiasi opera d'arte, essendo tutti - individui e cose - per una strana legge, legati allo spazio tramite una forma, un corpo, che è qualcosa che si estende nello spazio e che possiamo misurare, dunque considerare tramite i sensi e la percezione e il confronto con gli altri corpi di dimensioni diverse.
I corpi sono cose solide che occupano spazio e con cui veniamo a contatto. Immaginate un vaso vuoto: una cosa è vederlo, un'altra pensarlo insieme alla parola che lo designa: "vaso". Infatti, vedendolo ne cogliamo insieme forma, colore e significato. Che significa "significato"? Che siamo partecipi di un evento estetico, cioè di un momento in cui all'immagine sensoriale ricolleghiamo e scartiamo i ricordi provenienti dalle altre esperienze, immagazzinate nella memoria, stabiliamo con quale tipo di risposta reagiamo al fenomeno che percepiamo perché ad esso diamo un giudizio che lo sintetizza molto approssimativamente. L'informazione essenziale che ne cogliamo, per la quale l'intero processo estetico è stato messo in atto (e dunque la sua causa), è il segno positivo o negativo, se dobbiamo dar retta al darwinismo, alla psicanalisi, alla scienza cognitiva, alla cronaca e all'esperienza individuale del presente, messe tutte insieme.
Ci serve cogliere dal fascio di caos in cui siamo immersi la distinzione tra il bene e il male. Se ci arreca piacere direttamente o indirettamente (ad es. se sappiamo che può fungere da strumento per ottenere uno scopo di piacere) è positivo; se può portare dolore (in qualsiasi sua forma) allora è male.
Ma esistono altre sottocategorie intermedie fra il bene e il male, in cui il confine tra i due sfuma nella categoria del neutro (bene+male): una di queste è la coscienza oppure l'incoscienza che un certo tipo di gesto o di oggetto può portare dolore ad altri individui. A questa coscienza dunque ci si arriva avendo esperienze di apertura verso l'altro, di ascolto ed empatia, di simulazione della mente altrui. E ancora, esiste la categoria nella quale gli oggetti o le cose non hanno né segno negativo né positivo e sono dunque di segno neutro (bene - male), e di essi vogliamo conoscerne la connotazione (pos/neg), oppure, più intuitivamente, non ce ne "accorgiamo" nel senso che non rivolgiamo loro attenzione, che è invece impegnata o focalizzata su altri particolari della "scena".
La distinzione fondamentale che causa l'innesco del processo estetico, depurata dalla metafisica e dalla spiritualità che connotano i termini bene e male, sembra rimanere quella tra i termini bene e neutro, anziché male. Ossia ci è più chiaro che il bene non è esattamente il contrario di male, essendo invece anche uno "stato" diverso da quello neutro. Il Bene è tutto ciò che ci può recare piacere; tutto il resto è neutro; ossia è possibile ma non ci reca nessun effetto.
Il principio sembra esser stato compreso dai pubblicitari, ossia da quel tipo di retori che devono vendere categorie di prodotti di solito già in commercio (es: un nuovo detersivo). Potrebbero venderli se e quando persuadono i destinatari delle loro pubblicità che si tratta di un prodotto che fa bene o piacere, a differenza degli altri prodotti, che, nonostante non facciano poi tanto male (perché sono della stessa categoria del prodotto che loro pubblicizzano) non sono buoni come il loro. Il bello è che questo tipo di messaggio pubblicitario può anche corrispondere a verità. Ma l'acquirente questo non lo sa, e lo deve provare facendone esperienza per categorizzarlo e darne un giudizio, che oscilla tra il buono, il neutro e l'evitabile o indecente.
Da questo esempio ricaviamo che il nostro concetto di Bene sembra riferirsi a una connotazione che si distingue rispetto alla categoria del Neutro (bene+male) o (bene - male).

La Retorica è l'arte di connotare positivamente o negativamente ciò che è neutro e a cui non facciamo caso. Ecco perché la Cultura umana evolve, ed evolvono i concetti, le parole, le abilità. Ecco il potere della Letteratura e dei poeti, di quelli che raccontano la Storia: contribuire a cambiare l'immaginario condiviso, e con esso la lettura della Realtà neutra, che un po' spaventa e disorienta. Gli scrittori connotano una certa età o una certa situazione, o un modo di dire o una parola. Come un nome! Comune o proprio, astratto o concreto che sia: gli scrittori significano.
Riprendete dunque il vaso e guardatelo. Ha una estensione in una forma, è fatto di certi materiali che danno colore. Basta, il vaso è finito, ora distogliete lo sguardo, o rompete il vaso, o non abbiatelo mai visto neanche ma solo immaginato e disegnate e colorate il vaso.
Adesso rifate lo stesso disegno a memoria, senza guardare il disegno fatto prima. Il disegno è già diverso dal primo, che era già diverso dal vero quadro. Platone anche ha fatto un ragionamento simile ma da premesse diverse. Quello che avete fatto è stato creare un'altra forma in altri materiali. Avete disegnato due forme diverse, ma simili e che ricordano il vaso vero, ma non uguali, tutti e due diversi. E un disegno cos'è se non riproduzione o approssimazione di forme e materiali nello spazio?
Questo è importante, essendo la percezione la fonte della nostra identità e il metro di giudizio del Reale.
Noi carichiamo i dati ricevuti (completamente neutri) di connotazioni fittizie perché ciò che ci spinge ad approcciarci al Reale attraverso esperienze estetiche è il desiderio di ricavare del piacere e momentanea soddisfazione. E dunque giudichiamo o riflettiamo prima di reagire all'evento perché sappiamo cosa e come può darci piacere. E dunque distinguiamo il Bene, cioè connotiamo il neutro dei corpi e delle forme idealizzate, di un significato o caratteristica che di per sé quel corpo non ha, ma ce ne convinciamo, perché in fin dei conti non è questo altro che il giudizio venuto fuori alla fine del processo estetico, che ha successo o compimento nel giudizio di piacere su qualcosa.

Ci è dato, sembra, scegliere un modo di giudicare "trasversale" e consapevole dell'infondatezza del Male, con cui cioè allarghiamo il nostro orizzonte d'attesa del piacere alla categoria del neutro, dell'inatteso. Il piacere astratto del puro fenomeno. Il sogno di aprirsi al mondo e all'esistenza o di "spegnere il pensiero" che giudica con prepotenza per contemplare il Reale e la vita, perché contenti del neutro necessario. Trovarne dunque significati sempre nuovi, che lo riempiono ad ogni occasione di fascino, innescando un ciclo in cui ci compiaciamo di provare fascino verso il neutro. E' una Letteratura consapevole della sua origine e funzione sociale esorcizzante, magica, mistica e misteriosa. E' arte, è un darsi di occasione di esperienza estetica che trascenda il presente fenomenico, che ci richiama verso atmosfere piacevoli, buone, sincere, che innesca il ciclo auto-compiacentesi dell'esperienza estetica, e che allarghi questa al comune, al dato per scontato in quanto non degno di attenzione, e perciò perso, dimenticato perché si è attratti da altro (e si perde un intero mondo). Avviene un continuo atrofizzarsi di mutamenti, e l'abitudine, che ci è necessaria nel comportamento e nella reazione, ci viene allora contro, e la distruggiamo saltuariamente per renderci conto se conviene di più ciò che scartiamo. Poesia.

INCREDIBILE SCOPERTA! Osservata per la prima volta la collisione di Poesia e buchi neri

Esistono esistenze in luoghi diversi più nuove e più vecchia di questa nelle quali l'esistenza è arrivata in momenti diversi, esistono luoghi che ancora non esistono perché l'esistenza ancora non c'è ed esistono luoghi già finiti perché l'esistenza non c'è più. E tutto è insieme.
Esistono spazi nella stessa esistenza tutti diversi, tutti contigui, giustapposti. Esistono spazi di dimensioni diverse l'uno dentro l'altro, incastrati.
Il tempo scorre veloce intorno alle masse. Fuori la massa non c'è il tempo, figurati lo spazio che è qualcosa che è, e ha bisogno di massa se no non è. Forse se guardi un punto nel cielo, guardi in un'area dove è ancora il 1992, in un'altra è il 3 milioni. Tutto insieme.
Esistono grandezze scalari, misure in cui c'è armonia di spazio e di tempo: la velocità. Esistono corpi così veloci da sembrare immobili, come gli atomi della materia compatta, esistono molti altri corpi tanto lenti da sembrare che si muovano da soli, come i pianeti nel sistema solare. Gli uni dentro gli altri. Esiste tutto insieme.
Noi che crediamo di essere nella normalità, adesso come ci organizziamo? Forse viviamo a velocità elevatissime, forse siamo dei colossi, forse troppo in anticipo rispetto a quello che crediamo di essere, o forse in ritardo. Ci serve adesso più che altro l'invenzione della poesia, l'intuizione d'arte comunicata del nuovo senso in cui trovare il senso e le dimensioni corrette di noi. Mettiamo nello stesso punto la Preistoria e il Futuro e decidiamo daccapo, impariamo dalla Letteratura, che l'aveva scoperto prima, che la lingua spiega solo alcuni lati superficiali delle cose e che altri rimangono inespressi ma avvertiti da alcuni, impariamo dalla Letteratura che già sapeva tutto, che siamo tanti possibili mai realizzati ma che esiste la possibilità. Tutti, tutto insieme.
Uno scienziato non è buono se non sa la poesia.
Un poeta non è buono se non sa la scienza. Dante Alighieri diceva in tre versi con rima e perifrasi che era mezzogiorno; versi in cui spiegava non solo l'universo e come funziona il mondo, ma anche che cosa significa che è mezzogiorno e perché e come se ne parli a volte.
Vorrei spezzare una lancia in favore di una causa che ritengo veramente molto importante, soprattutto al giorno d'oggi, che ormai è normale sentire esclamazioni e lodi nei confronti di particolari parti del corpo: "Viva la fica!" o nella versione femminile "Viva il cazzo", due slogan molto efficaci tanto quanto universalmente utilizzati. Vorrei dire che secondo me non è giusto lodare solo il cazzo e la fica quando puoi esser contento, che ne so, dell'amigdala ad esempio. Inneggiare il cuoio capelluto, lo strato sub-epidermico, la laringe non infiammata, la pupilla gustativa...
"Viva il piede di destra!" esclamo certe volte, "Viva la pineale!" ma nessuno si schiera mai dalla mia parte.
Non è giusto che nell'epoca dell'emancipazione dei sessi c'è chi ancora è costretto a vergognarsi dei propri orientamenti sessuali, abituato a essere denigrato ed emarginato. E mi riferisco alla grande categoria di quelli etichettati come pervertiti. Per loro fortuna i tempi si predispongono alla loro inclusione nella società, e tutti potranno essere (ma lo sono da sempre) liberi di leccare le parti preferite della persona amata, in possesso di tutti i diritti che gli permettano di affrontare la quotidianità con dignità, e non cedere alle insinuazioni della massa benpensante.
Diritto di matrimonio ai pervertiti allora! Ai masochisti! Ai feticisti! Agli esibizionisti del parco! Ai pederasti! Dignità a chi si eccita coi vecchi, ai necrofili, agli entomofili, ai quadrupidofili, ai romantici, ai violenti, all'asceta, ai guardoni, ai solitari!
Un giorno mi candido e prometto diritti a destra e a sinistra, tanto siete tutti pazzi. Come fa uno, come fa a scegliere un giorno "Io sono uomo" o donna o "Io sono gay"? Come si fa a dire una volta per tutte e poi basta che cosa essere, che significa? Che importa? E se ti scopri di non essere già qualcosa, come puoi sapere che sei in realtà qualcos'altro che puoi benissimo anche non essere? E poi se scopri che non lo sei? Cos'è, cambi persona? Perché lo devi decidere e andare a dire all'anagrafe e al comune in modo da mettere tutto in chiaro prima della firma se l'amore non ha confini disegnati né di spazio né, oltre tutto, di tempo? E se io amassi una mucca e la mucca amasse me ma al comune mi negassero le nozze? Che razza di autorità si intromette in questo tipo di mio istinto? Che poi tutti diranno "Non andare con quello, che ama le mucche" o "Vorrei passare una serata con quello, che ama le mucche", e quindi tutti si diranno tra loro che io amo le mucche. E se dopo qualche anno mi accorgessi che non amo affatto le mucche ma gli spazi puntiformi? O le sale areate? O la forza gravitazionale, accidenti, qualcos'altro! Accontentali tutti a questo punto! Che se li dai solo ai lgbt l'affare mi puzza, sembra che qualcuno si ritagli un target economico e politico, si lasciano inquadrare in classi. È così, concedere diritti a poco a poco è strategico, è propaganda politica e finanziamento del business dietro ogni orientamento o perversione o genere di attività sessuale.
Mi piacerebbe che mio figlio non si sentisse emarginato quando diventerà pervertito, ma si trovi già i diritti e la parità di gusti, senza essere giudicato, contento, e contento anch'io che non lo si potrà giudicare in maniera negativa, come se avesse qualcosa in meno rispetto agli altri o di diverso e malato.

Studenti

E così ci riduciamo esseri
anacronistici e fuori moda
senza una terra davvero natia
a concertare le basi del mondo.
Come fuori-sede a lettere classiche
siamo senz'occhi e senza orecchi
o così fingiamo, perch'essere
fuori di noi fa vedere meglio.
Siamo in un luogo del tempo eterno
dove tutto è sempre in procinto
forse è per questo che seguo soltanto
mode e costumi fino al Novecento.
E prediligo senz'ombra di dubbio
i modi di vita del Rinascimento
a quelli di adesso che ormai adoriamo
in cui il fascino è la pubblicità
e devi trovarti slogan, devi fare
il solingo, devi fare il diverso
ma ti ritrovi sul banco del pesce
venduto insieme ai rifiuti
del fondo del mare.

Stupidi scienziati del domani

Era orario di lavoro, nell'ufficio regnava il tacchettio delle tastiere dei computer.
Safio, di fronte al suo schermo, verso la fine del proprio turno sbottò, come tossendo, poi sorrise, e gradualmente quello sbotto divenne una risata forte, grossa e rumorosa.
Amene, preoccupato del comportamento del suo collega gli domandò: "Non ti senti bene?"
E Safio rispose: "Altroché! Non vedi che rido?".
E Amene: "E per quale motivo ridi davanti al tuo progetto?". Amene non aspettava altro che farsi una bella risata insieme al suo amico.
Rispose Safio: "Ho pensato..." e rideva. Poi riprendeva, ma parlando a stento e in maniera incomprensibile tanto sembrava soffocarsi dalle risate. Ma sembra aver risposto: "Tra 20.000 o 40.000 anni, quando troveranno i nostri computer, la gente non penserà che i computer son sempre esistiti? Si metteranno a studiare come funzionava un Olivetti per capire come funzionano loro stessi!".
Safio non era uno bravo a raccontare le barzellette, e Amene ci mise ventisette anni a comprendere quell'ironia.
In questo arco di tempo, Amene ipotizzò che, come avviene continuamente in ogni epoca, anche in futuro il mondo artificiale apparirà l'ambiente naturale, quello dal quale gli uomini traggono le conoscenze sulle proprie origini, sull'esistenza e sulla loro vita, e forse, penseranno che il computer o internet sia un fatto naturale, e che dev'essere così perché così la Natura lo ha fatto. "Che stupidi!" iniziò a strillare ridendo, e rise per ore, al termine delle quali, esclamò: "Ah caro Safio, da morto hai imparato a dire le barzellette!".

Postmoderno succhiami l'alluce! Italian young literature [Letteratura mostruosa macabra splatter deviante contemporanea postmoderna postindustriale posthuman giovanile fantastica regressiva per disadattati un po' filosofica.]

Mostroblog Italy:
Postmoderno succhiami l'alluce! [Letteratura mostruosa macabra splatter deviante contemporanea postmoderna postindustriale posthuman giovanile fantastica regressiva per disadattati un po' filosofica.]

Italian young literature

VISUAL EXAMPLES FROM CONTEMPORARY ART:




 
Un giorno, stavo vedendo un uomo con una valigetta spostarsi dalla Germania a Bari per prendere il treno, e davanti a me il suo braccio iniziò a roteare e oscillare in maniera anomala. Poco dopo quel braccio divenne un pezzo di ceramica curvo, che dalle spalle arrivava fino ai fianchi.
L'uomo se ne accorse ma sembrava aver fretta e continuò a camminare.
Fino a pochi metri più avanti, quando l'altro braccio, quello con la valigetta, anche divenne di ceramica, in posizione un po' rialzata.
Anche questa volta l'uomo se ne accorse ma continuò a camminare ancora più velocemente.
Svoltò l'angolo e lo persi di vista, ma quando poi mi riaffacciai, vidi una grande teiera blu rotolare in direzione di Bari.

Questione di convenienza

Un bel giorno un uomo che metteva tutto se stesso nell'attività dell'andare a spasso in un sentiero, si sedette su una pietra.
Iniziò a mettere a fuoco la sua condizione: "Non sono più un uomo che un bel giorno andando a spasso in un sentiero si sedette su una pietra: sedendomi sono diventato qualcos'altro; un uomo che non andava a spasso in un sentiero, ma che stava fermo, seduto su una pietra". Non sentendosi più lui si spaventò e decise che doveva subito fare qualcosa.
Si alzò e ricominciò a camminare. "E adesso" ricominciò a pensare "sono tornato me stesso?" mentre guardandosi i piedi assumeva il passo di uno che fa finta di non essersi mai seduto su una pietra nella vita, e di aver sempre camminato un bel giorno a spasso in un sentiero. "Ma andando così a spasso, poi non sono più quello che come una volta si sedeva su una pietra, ma forse non è questo il punto, è l'altro"; la questione esistenziale più profonda nasceva dal fatto che non poteva essere più quello dell'inizio perché non era più giorno "Ma quanto sono rimasto sulla pietra a pensare? È condizione primaria ed essenziale al mio caso che sia giorno". Andò a sedersi sulla pietra di un sentiero affianco, per far finta di essere un'altra persona, ma si vedeva troppo che si sforzava, recitava e mentiva perché non era proprio per niente quello il suo ruolo.
Terrorizzato, si alzò e stabilì che era giusto, per rimediare a questi cambi improvvisi di scena, tornare lì sul suo sentiero e mettersi a dormire aspettando il giorno seguente. Il quale però non fu certo un bel giorno (altro presupposto della situazione da ricreare), e l'uomo lo trascorse nel sentiero seduto sulla pietra, sotto un forte temporale.
Poi il temporale finì, ma non era più nel sentiero, era andato a casa a dormire; ma questo non fece che amplificare il suo senso di colpa per aver distrutto tutto ciò che nella sua breve esistenza aveva costruito.
Disperato e in preda alla colpa di essersi seduto quel bel giorno funesto (gesto anch'esso necessario a far di quell'uomo ciò che per lui e per noi tutti quell'uomo è) l'uomo cambiò identità e piano piano cominciò a sentirsi un uomo nuovo; che, però, non poteva più passeggiare in un sentiero in un bel giorno per evitare paradossi e malintesi.
E anzi, capì che era più giusto fare le cose in maniera ufficiale, come decidono i filosofi: ossia lui adesso non poteva più esserci, neanche esser stato mai. Non conviene parlarne più, meglio dimenticarsi tutto.
Il giallo al mattino è calore che avvampa
fra tegole alte su cime di monti
oggi rimane il presente come
mobile punto a caduta perenne
continua mancanza che stimola azione
otturazioni di crepe sul fondo,
stupri continui alla Natura Madre
e il farsi un disfarsi i tempi combusti.
Dentro ai raggi del sole che brucia
Vedo il suo sacro in forma di luce!
E tu che voli in un aeroplano
vedi scoprirsi i bei fianchi di donna
nuda che s'alza il lenzuolo da dosso,
svegliarsi le onde del mare, ruotare
le sfere e le cose immerse dentro
lì obbedire a correnti del mare
ti era impedito vederla spogliare
vedere il passo nel buio che compi
il mistero che ogni giorno ritorna
o il mistero che ogni giorno rimuore.
Volevi infrangere il muro di luce?
Non è la notte ch'avvolge la terra
ma il tutto chiaro che sveglia le fate
o giusto la linea d'incontro tra i due
su cui la luce nel mondo scompare
sospende la lotta fra bene e male,
conviene sempre dormendo vegliare
come civetta un sacro niente.
Ma una conchiglia che vuoi che ne sappia?
lei non ha occhi e viene cullata
ecco, aderisco alla sua religione
le membra rilasso contrite e dissolvo
nel vuoto elettrico a fine gennaio.

Ognun Dio

Solinghe e senza occhi
Tra infiniti anni
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Diventeremo stelle
e dunque
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Universi;
sempre accade.

Super selected best 2015's italian albums

Super selected best 2015's italian albums. Super selezione dei migliori album italiani del 2015:


1. Tubax - Governo Laser

2. Splatterpink - Mongoflashmob (Dicembre 2014)

3. Calibro 35 - S.P.A.C.E.

4. Squadra Omega - Altri Occhi Ci Guardano

5. Caterina Palazzi Quartet & Sudoku Killer - Infanticide

6. Mombu & Oddateee - Subsound Split Series # 3

Tu mostro schifoso

Mostro tu sei
di ogni creatura
e la forma e il
contenuto.
Hai le membra che contorcono!
Sei l'insetto
più schifoso e
hai la bava sopra il petto
cade viscida
mentre agiti
la saliva dello sputo.
Da dove ti nasce
dov'è che sgorga?
Urli ed urli
strani versi
minacciosi
fastidiosi non è dato
accertare
se ti esprimi
o se molesti,
un barrito d'elefante
un ruggito di pantera.
Chissà cosa pensi
chissà cosa sei
visto
da un tuo eguale
che ti comprenda
e che sappia
che cosa significa
quando ti spruzzi
odore di morte
in essenze di eterno.
Tu non sei
diverso da un uomo
tu non sei
soltanto tu.
Apri una fitta reminiscenza
e rimandi ormai rimossi
alla fine di me
e alla fine di noi.
Giovanni era un dinosauro di quelli con la coda verde lunga lunga che mangiano le persone.
- Ecco perché non ci sono persone nell'epoca dei dinosauri! - Pensava.
Giovanni era una brava persona per essere un dinosauro, era solo molto più malvagio e violento e non era una persona.
Un giorno, mentre sbranava un cuccioletto di coniglio dal nasetto rosa, gli apparve un omino a forma di Maurizio Costanzo in una visione mistica verde e viola.
- Ciao Maurizio Costanzo - disse Giovanni, che chiameremo Gi[ovan]n[in]o(1) per fare più in fretta.
- Ciao Giovanni, ti chiamerò Gi[ovan]n[in]o(2) per fare più in fretta. Mi chiamo Dio ma assumo le forme delle divinità più celebri.
- Ah, io per esempio adoro Maurizio Costanzo, che dev'essere il nome di qualcosa, suppongo.
- Bene! - disse Dio col suo solito fare profetico. - Diventiamo amichetti? - Sentenziò.
Da quel giorno Gi[ovan]n[in]o(3) e Dio diventarono grandi amici e si divertivano molto a fare cose che fanno gli amichetti.
- Ammazzo tua moglie se non mi porti un panino. - Diceva Dio.
- E io faccio il genocidio della Mesopotamia. - Rispondeva Gi[ovan]n[in]o(4). E tutti e due scoppiavano in risate grassottelle e si abbracciavano e starnutivano.
Mentre passeggiavano abbracciati l'uno con la mano nella tasca dei pantaloni dell'altro, come fanno i veri amici, una bella dinosaura faceva l'occhio dolce a Gi[ovan]n[in]o(5). Dio protestò come il solito guasta feste che è:
- Non avrai altro amico all'infuori di me.
Ed aggiunse:
- vieni a giocare alla play di domenica mattina.
Infatti all'epoca dei dinosauri andavano molto forte cose tipo flipper e biliardo alla play one.
Ma Gi[ovan]n[in]o(6) non riusciva a pensare ad altro che a quello strano ammasso di più di 200 palle di occhi distribuiti in almeno 80 tonnellate di peso che forse era una bella dinosaura che ci sta.
- Almeno un occhio mi stava fissando, e un altro l'ha strizzato mentre fischiava "fiu fiuuu!!" e mi fissava la coda!
Era tanto agitato che sterminò tutta la Groenlandia dal nervoso.
E Dio giù a sentenziare motti e proverbi.
- Guarda che te stacco a mascella co'n'colpo de coda - Riuscì a sillabare Gi[ovan]n[in]o(7) al suo amico, anche se pensava alle cozze. E aggiunse: - A burino!
Dio s'incazzò; e con la voce di Avril Lavigne dall'accento caraibico rispose: - Te possino ammazzarte a te e a quelli strozzi come te,coño de un cabron!
Poi, come tutti sappiamo, una tartaruga distratta si lasciò andare un'antica e lontana flatulenza. E tutti quelli come Gi[ovan]n[in]o(8), mente acuta e brillante, si schiattarono tutti de risate. Ma brutto brutto.

[Dio si ritirò nel suo mega loft a Milano. E' diventato famoso grazie al film di Jim Carrey, Un'Ottomana da Dio. Morì sparaflesciandosi da solo coi suoi stessi raggi x. Aveva 11 anni].



Apparato critico:

(1) Gi[ovan]n[in]o] A et vett. codd. : Gi[ova]n[nin]o Tombino de Gullit coll. e.g. cf. ThLL VI. 34, 89, Cic. De Orator I.5.9 : Gi<ovan>nino corr. graviter expunx. ante illic def. Tombino de Gullit 2 486 sqq. F (al.m. mut. in sclappooo) : scilappò U (habet fontes . . . scilappò) rure] F : vite Aldus : vere Brantius : rupe Putschius : pure (i.q. vere) Wimanz , coll. e.g. Hor. Ep. 1.18.96, alii alia F, def. Helm ut interpretam. del. Liitjohann : simulacrum del. Wowerius, alii alia F, con-. et al.m. in F : curiosum optutum (legend. in deam (sum) proiectus) Giarratano, praeeunte Kirchhoff (56) in deam tum (s.l. pr.m. add. sum, et in mg. r adscrips.) F, con-. van Mal-Maeder (in deum deorsum Philomathes) : in deam sum A : in deorsum U (ut ci. Frassinetti in Giarratano-Frassinetti) : in dorsum de Buxis : in deam <ver>sum Oudendorp, alii alia.
(2) V. pp. 568 sqq. Anonimo molesto, Elizer 1082, Montecassino.      Giiiiiiii[iiiii]iiinnno E, f, D, M3 : Ciaociaociaociaociaaaaooooo!!! coll. Callisto Calli, Saluto vobis variaquae nugas. La lezione attestata dai critici moderno-imperiali collide con i tradizionali metodi di saluto o nomina o esteriorizzazione spinta. Lo spettro vocalico ricopre infatti gli ultravioletti, e i vostri cani o animali domestici potrebbero addormentarsi o entrare in ipnosi credendo di essere Guido Cavalcanti o Paolo Limiti, con lo charme dell'uno e la retorica dell'altro. Molti commentarii duecenteschi riportano lamentele a riguardo o grugniti di fastidio. Consigliamo di telefonare a un amico e provarne le diverse pronunce.
(3) Cfr. nota (6)
(4) Cfr. nota (7)
(5) Cfr. nota (1)
(6) Cfr. nota (8)
(7) Cfr. nota (5)
(8) Cfr. nota (4)

Salvini is Brutal Death



Il piano malefico segreto della setta della lega ha inizio.
Gli studiosi segnalano che il versamento di sangue del leader della setta era stato già profetizzato in un antico manoscritto lombardo scritto da Bossi in preda a una trance di auto-erotismo e megalomania.
Secondo l'antica leggenda leghista "quando il sangue del sacerdote sarà versato, chi ne berrà riceverà stronzaggine eterna: la virtù di obiettare in maniera molesta qualunque cosa accada. In omaggio, la tessera del partito".
Insomma, se bevi il sangue di Salwini diwenti Salwini anche tu.

Alle 20:00: Rinfresco. Portate calici a forma di teschi
Alle 21:00 Concerto Brutal Death Metal con i NILE

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La lingua è strumento
del corpo umano per dire
vacuità. Tutto il dicibile
è ornamento a una vita ch'è
inopinabile fatto di per sé
e non una vera necessità.
Il dicibile allega
Il dicibile slega
i nodi alla matassa
ch'è sinonimi e contrari
distinguibili solo mediante
dimostrazioni complicate,
retoriche lunghissime
e non viene naturale.

Ma lo abbiamo sviluppato.
Noi vogliamo l'ornamento.
Il diritto di parlare.
Che è quello di ovunque
metter bocca insana.
Lingua oggetto - Lingua meraviglia.
I contrari insieme e smentiti
che tuttavia rimangono (vivi?)

Risata universale di fondo

Tutto lo spazio profondo
che si apre infinito e che corre nel vuoto
e tutta la gente del mondo presente
e passata con tutte le storie
di tutti i tempi di tutte le ore
le onde del mare, il moto terrestre
la vita nei brividi e dentro al solletico
le parole che dici e quelle che pensi
il volo dell'aquila, la pesca dell'orso
la forza cinetica ed anche meccanica
la città eterna che ora è sepolta
i neologismi, la morte più nera
il male che scoppia e che si ritira
permane latente ai lati del carro.
Tutto il mondo, e tutte le stelle
il nostro amore e le incomprensioni
tutto procede indifferente sopra una
onda fatta di suoni.
Ed è una risata
Io non ci credo
E' una risata di sotto che corre in eterno
e grazie a lei rimane il mondo.

La casa sacra

E' il Ventunesimo Secolo e le macchine hanno più Ragione delle cose divine. Il mondo è piatto e grigio uguale, è orizzontale o collassa in un punto; tutto ma mai si allunga in verticale.

L'appartamento è un cubetto ricavato da un parallelepipedo. Parallelepipedi standard, copiati e incollati in aree tra loro contigue. E tu ci puoi sfilare affianco senza neanche guardarli: meglio anzi non guardarli - ultimamente.

Le regioni italiane le riconosci dallo stile diverso in cui i cubetti si presentano all'esterno. Ma sai che l'interno dei cubetti di tutta Italia è perfettamente identico: due - al massimo tre - stanze da letto, uno - massimo due - bagni, cucina e a volte salotto; strategia applicata a tutti gli appartamenti, da centinaia di anni, tutti uguali.

E allora perché solo alcuni di essi mi perturbano in maniera strana? Perché solo alcuni cubetti grigi si distaccano da tutti gli altri, differenziandosi, eppure rimanendo perfettamente uguali agli altri, e sempre all'interno di parallelepipedi che di quegli appartamenti ne conterranno a centinaia?

La differenza che mi perturba.

Case di eroi. Case di morti. Case di santi.
Case di vittime dell'ingiustizia e case di amanti eponimi.
Case di autori e di poeti. Di Torquato Tasso per Leopardi.
L'autostrada di Kerouac e Tondelli, il castello di Atlante.
Casa delle Vestali. Casa dei Mani. Del nostro passato.
Tu non lo vedi, e però te ne accorgi del sacro mistero che questi cubi, ormai in cemento, emanano spontaneamente.
Ed altrettanto spontaneamente tu ci tieni a dimostrar rispetto verso uno spazio compreso entro il perimetro delle mura, temendo che questo ti possa giudicare non degno di esservi dentro.

Riflessione intorno al cadavere dell'insetto Enea

Possibile vivere un giorno e poi niente?
Nato da madre che non nutre affetto
cresciuto nel vento soddisfi le voglie.
Saresti stato il re degli insetti e avresti
potuto dominare i campi. Forse l'hai fatto
si sparse la voce se gl'insetti la hanno
ubicasti i ponti e le infrastrutture
togliesti il taglione e scavasti le buche
per poveri insetti che muoion di fame,
pur di salvare la loro regina
regina che amasti, che rinnegasti
dopo il connubio nel bosco coperto
mentre fuori il temporale fece
fuggire ogn'altro animale.
E lei si concesse per farti poi re
ma scappasti ammonito da un dio
dovendo fondare l'intero avvenire
per il tuo popolo di basse misure.
E tutto in un giorno per te successe
almeno spero, o almeno credo
- possibile anche il fatto che poi
tu non l'abbia fatto,
ma che io dovrei. -

Le scritte sui muri

Mi è stato criticato un fatto di stile: mi si rimprovera di non essere chiaro e di non farmi capire. Può essere. Ma rileggendo tutto penso di essere stato molto più chiaro di quanto volessi. Mi dispiace ovviamente che non sia compreso, e mi dispiace per voi lettori, che nelle mie poesie non ci troverete niente o poco di sentimentale o di romantico: io parlo di qualcos'altro, sintetizzabile come "il mio vero modo di vivere e capire la vita, se a qualcuno può interessare", cosa che probabilmente comprende anche - non solo - i miei stupidi sentimenti; ma li oltrepassa quasi immediatamente e tende a zittirli. Cerco di migliorarmi immaginando di essere quello che non potrò mai essere da vivo. Perciò, come soggetto c'è sempre un io, ma il protagonista, o la cosa di cui parlo, non è mai quell'io, verso cui non provo neanche il minimo interesse, ma il suo significato, ricavato anche a contrasto con tutto ciò che l'io non è. Nonostante la critica sia stata mossa da un mio lettore, perciò, lo invito ad allargare le sue letture integrandole con l'aggiunta dei classici della letteratura, perché le scuole hanno la colpa di non insegnare più l'arte della Poesia. Vedi, caro lettore, in Poesia, come nel Cinema, nella Musica e in tutta la realtà fisica nulla è dato per scontato, neanche il nulla: capire il motivo per cui sia stato scelto un termine invece che un altro (anche sinonimo) è una delle migliori chiavi di interpretazione di qualunque testo/dialogo/pensiero non solo letterario, che io abbia trovato, chiave che non ha bisogno di ulteriori parafrasi o note al testo, perché verrebbe meno il piacere insito. E ti costa solo dieci secondi di lettura in più, perché hai tutti gli strumenti necessari per apprezzarlo. Il mondo è una parola che lo comprende? Dio è una parola? Beh... la Poesia è l'Arte di scegliere le parole mantenendo la loro armonia, cosa che può corrispondere al principio della Buona Forma (Psicologia della Gestalt), e il Leggere-la-Poesia è lasciarsi andare al piacere, alla fantasticheria.

Approfitto di questa precisazione poiché noto che calza perfettamente con il tema della mia ultima composizione, ispirata dalla recente pulizia dei muri dell'Università in via Zamboni a Bologna. (In realtà la cronaca di via Zamboni è stata aggiunta in seguito, l'idea originaria - il girare intorno a parole "fisiche" - è nella prima e nell'ultima strofa).

Torno nello sfondo,

Mostro.

Le Scritte Sui Muri

Girando la città vedevo parole
ergersi sul piano dell'orizzonte
in prospettiva multi-spaziale
Girandoci intorno ad una parola
la città è di campi semantici
il cittadino non se ne accorge.

Ma come ogni anno, venne deciso
che era giusto cancellare dai muri
le scritte, e tutte le storie infinite.
Allora è questo il motivo per cui
le parole a volte cambiano
e poi si dimenticano. Sono antiestetiche
non è razionale, le parole - sentenzia il sindaco -
da noi vengono soltanto dette.

Ti dico che l'Uomo può essere molto
di più di macchina cieca lettrice di codici a barre
ogni volta diversi, sempre sfuggenti
cui rivolgersi sempre di spalle:
perché può volare chilometri in alto
essere presente dentro al passato
in "ogni volta", in ogni momento
e in ogni minuscolo punto
in cui non può entrare. Uno strumento.

Quando mi parli, quando ti parlo,
voglio altresì che mi guardi con quello
sguardo architettonico mentre ti parlo
apri gli occhi e corruccia all'ingiù
le arcate oculari. Voglio che guardi quello che
sgorga dentro al silenzio di tutti i miei gesti
a tanti elementi di paralinguistica.
Sono anch'io città, io sono le strade;
Perché non mi ascolti e continui a parlare?
Se fossi piccolo, vivessi su un atomo
troverei strade e insenature
con rifugi e nascondigli
delle case e poi persone
come sulla mia Terra?
Che si muovono veloci, e
che vivono e poi invecchiano in un solo istante
dorato, intenso, espanso.

Ma son così grande che ne calpesto a flotte
rischiando le rovine di civiltà migliori.

E se fossi molto grande, calpestassi gli universi
e parlassi con più grandi entità celesti
mettendoci miliardi d'anni per muovermi,
e scoprissi sulla Terra pieghe nel suolo
e forme viventi; mi spaventerei?
come fossero insetti dentro una tana
avvierei io il processo di disinfestazione?

Ma son tanto piccolo che neanche ci penso
eppure, intanto esiste quel tempo.

"Devi spiegare ai bambini la guerra"

Bimbi, la guerra la fanno le vittime colpa di quelli che le hanno decise: vincono solo se rubano il premio e non si può più giocare felici.