Lo stillicidio degli anni

Galleggia fresco sopra uno scandalo
di un rumore scottato nel sole

gli anni a gocce posate al fondale,
quanti ancora da recuperare.

La superficie dell'epoca

Scalfisce il dito la terra dell'epoca
e s'apre voragine d'anni a strapiombo
non è normale questo tuo soffrire
chiamiamo destino antiche abitudini.



Voce di giugno

Il cielo di giugno si gioca le sorti
di vuoto la voce sua vibra nel cuore
ho perso i miei documenti di viaggio
quelli che ho io li ho scritti a matita.
La psiche nel cielo. Qui mi credo poco
dopo aver fabbricato l'ambiente
con la memoria che vi abita adesso:
qui vedo ovunque il mio stesso riflesso.

Tappeto nel cosmo

Dove l'immagino e non riesco
sia che l'aspetti che mi sorprenda
ch'abbia io fede o non ce l'abbia
che resti, s'esiste, resista dov'è!

Tappeto nel cosmo di rosso velluto,
tastiera da mille ottave di piano
catena d'istanti ed ogni suo anello,
azione, poesia, prodursi del mondo.

Voglia impalpabile come una musica
senza un attrito né cassa armonica
che gemma di sillabe dette dal vero,
duca e signore, nostro maestro.

Fotosintesi clorofilliana

Insegnaci a esistere senza sparire
come questi alberi dalla finestra
a spingere il tempo un po' più avanti
come lavoro, pilastri di ponte.

La Luna

Crede e incede a passo sicuro
la Luna che vede al lume i dolori
e non collassa restando ferma
muta a indicarci il farsi il prodigio.

La psiche nel cielo

Dimmi poesie con lingua di luce
da una finestra, sulla tua storia,
e a chi ti cerca rispondi "Va' avanti"
all'urto di nuove notizie di cronaca.

"Pazienza" un albero scricchiola
mentre trasforma in foglie la luce,
neanche una pietra fa piccole pause
per evitare ogni traballamento.

La Terra ogni anno percorre l'orbita
come se valga davvero la pena
reggere un peso che io non sopporto
e spingere avanti il costrutto del tempo.

Dammi la forza che infonde ogni forza
la grazia di chi è riuscito a ascoltare
la tua volontà, non la nostra
che è poca, un volgare capriccio.

Che prego

Affido preghiere alle statue
a pezzi di spazio da cui vedo il cielo
fatto di niente percorso da luce
e chiedo consigli alle pietre,
chiedo alla fisica di intervenire,
a forze dell'acqua, del fuoco, dell'atomo
prender coscienza, agire
uscendo un po' dal torpore passivo
di chi lascia fare senza esporsi.
Andiamo indietro, cancella il presente
ripara i suoi errori, non farne abitudini
abominevoli che nel futuro
verranno pagate... che già paghiamo.
Resetta allo stato di fabbrica l'ordine
rotto dal male dell'esperienza
che conveniva non fare.
Padre nostro, riesci a capire?
Se il tuo regno è lo stato ottimale
fai la tua volontà non la nostra
e allora che cosa preghiamo a fare?
Mi accontenta sapere che niente
sia imprevisto e irreparabile
come uno sfregio alla tua autorità
che fa da silenzio alla base dei suoni,
dei tuoni riverbero d'umidità.

Mario Mottolese, Nuvole, Leonida Edizioni, 2024 - Reading 18.10.2024 (Bergamo)

 



Mario Mottolese, Straniamento domestico, 2024


Sinossi
La poesia è uno strumento per conoscere ciò che altrimenti rimarrebbe invisibile, una protesi dei sensi che eleva l’Uomo al di là del mondo percepibile, verso una dimensione eterna rassicurante. Nuvole è una vera e propria esplorazione, da parte della Lingua, del mondo fisico e dei suoi limiti sensibili, alla ricerca di indizi dell’invisibile e dell’impalpabile, di cui raccoglie le prove più significative ed evidenti. Qui la materia, il quotidiano, l’attualità e la critica alla società contemporanea, si intrecciano alla speculazione filosofica, alla verità eterna della poesia, alla Storia; fondando le basi per una nuova religione, adatta al nichilismo dell’attuale età della tecnica.


*   *   *   *   *   *

Mutevoli, fumose, figure senza contorni precisi che le distinguano nettamente dallo sfondo, che può essere visto attraverso di esse.
Ci si può addirittura passare attraverso, senza accorgersi di farlo; e scoprire così che sono diverse da come si vedono da terra.
Vediamo chiaramente qualcosa che, se poi ti avvicini, ti accorgi che non c’è, perché non ha un vero e proprio corpo.
Le nuvole, noi e tutto quanto, abbiamo molto in comune: nessuna cosa è solo se stessa. In ognuna si intravede ogni altra; ogni cosa proviene da – ed è destinata a trasformarsi in – tutte le altre cose.


*   *   *   *   *   *


La prima poesia è
Vedo che mi vedi, in cui prendono parola i versi scritti, per salutare e avvertire il lettore che loro (i versi) si accorgono di essere letti in quel preciso momento. Tra le parole della poesia e il lettore si interpone il confine della pagina di carta, che i versi strapperebbero per unire i due mondi e rendere possibile anche l’impossibile.

 Vedo che mi vedi

Io di parole vedo che mi vedi
ti vedo fra le voci
che vengono stanotte
e si sdraiano scritte
sulle righe del foglio
dove tu invece corri lontano.
Stanotte strappo il foglio
che ci separa
e ti vengo a cercare
vediamo se Poesia
è cosa reale
come corridoi
per mondi allargati.

In Vorrei essere un giorno normale il paesaggio si è incarnato egli esseri viventi. Il paesaggio è il nostro passato, ma dentro di esso possiamo vedere anche il nostro futuro: somiglia a un giorno qualsiasi. Non c’è da averne troppa paura. Dovremmo anzi, imparare una nuova lingua per decifrare i messaggi della Natura, degli eventi atmosferici, per comunicare con chi nel presente non è con noi.

Vorrei essere un giorno normale

Vorrei essere un giorno normale
di quelli a cui nessuno fa caso
o un soffio di vento che ti accarezza
e dove si poggia l'ala di un falco,
vorrei essere un effimero lampo
il rosso di un singolo tramonto
ed un'ombra che assume i colori
della campagna che vi si riposa,
una nuvola in passaggio
verso la dissoluzione
o vorrei essere un rumore
che non sai da dove viene
tu ti giri, anche gli animali
ma non vedete niente. Vorrei
mi si credesse in cima ai monti
dove taluno traode la voce
non essere diverso da ciò
a cui non si fa caso, uguale
a quello che in vita non sono stato
e come in incanto comunicarti
con delle parole fatte di segni
che se mi cerchi dovrai decifrare.

Nella poesia Un prodigio chiedo al sole e al giorno intero di rallentare. Anche per voi, così abbiamo tutti più tempo e siamo un po’ più felici. Ma, da lontano, quasi ormai sulla linea d’orizzonte, il sole che neanche mi ascolta, mi fa segno di fare in fretta e di seguirlo perché lì davanti ha visto qualcosa di incredibile, che devo correre a vedere.

 Un prodigio

Il giorno non degna di uno sguardo
si volta annoiato ad ogni bisogno
e io qui a sbracciarmi per richiamarlo
e dirgli fermati un pochettino
mi serve un aiuto torna indietro
sei troppo lontano troppo veloce
non vuoi rallentare e venire da me?
Non mi sente neanche più
dice a gesti di seguirlo
di affrettarmi non fermarmi
come se lì vedesse un prodigio
che io non ho ancora visto. 

Il momento migliore per fare Poesia è poco prima e poco dopo che si dorme, quando siamo meno coscienti e vigili; viene quando non la cerchiamo, e se la cerchiamo lei non si fa trovare. Così nella mitologia greca, Psiche non poteva guardare il volto di Eros; Orfeo quello di Euridice.
Avevo voglia di risolvere il mistero: la Poesia nasce dentro di noi oppure è già all’esterno, nel mondo stesso? Ma non si può risolvere. Bisogna ammettere che le persone possono conoscere pochissimo della realtà. La Poesia.

 La Poesia

Lei viene di notte o mentre mi sveglio,
si stende sul fianco e comincia a guardarmi
e so che mi è accanto dall’aria che trema,
parla in silenzio, ma forte abbastanza

e quello che dice lo sento nei sogni
ne fa lo scenario, un mondo diverso.
Il suono esterno della sua voce
controlla adesso ogni parte di me.

Mi sveglio. Si dilegua e non la trovo,
non risponde se la chiamo e penso
fosse solo un’apparizione
ma ancora non so fuori o dentro di me.

Ma come Psiche accendo candele,
come Euridice e io il suo Orfeo.

La poesia che chiude la mia silloge è Una mania. Credo che sia una delle più importanti perché incoraggia ogni sognatore a perseguire i suoi obiettivi anche quando sembrano impossibili.

Quello che rende bello vivere è lavorare per realizzare la propria ambizione, per quanto appaia irrealizzabile e addirittura futile agli occhi degli altri.

Una mania

È votata al fallimento questa
mia futile ambizione di vita
a cui pronto sacrifico strade
facili al successo e ai guadagni.

Ma penso a chi come me resiste
inventa, crea, scrive poesie
o tenta, e che nessuno conosce
silenzioso e fuori moda.

Certo che penso, che perdo, che sbaglio
ma metti un giorno che un altro utopista
venga a cadere nella mia fossa...
... non tornerà avvilito realista.

E allora non è abulia la mia
ma bene e bello per gli ostinati
folli votati a una sconfitta
che ad una mania persistono a darsi.


*   *   *   *   *   *


“[…] un simbolismo dove la parola ritorna centrale nel suo ruolo più puro – evocare nella mente del lettore l’inevitabile circolarità della natura, che l’essere umano deve conoscere per accettare con grazia la fine – e per aver mostrato con alto lirismo l’incontrovertibile cammino verso il tramonto dell’essere tangibile” (motivazione giuria premio poesia Xenìa Book Fair II edizione 2023).

“Sono immagini forti, quelle di Mario Mottolese, incise in una lingua poetica vitale ed energica, persino con una certa vena espressionistica [...] collocandosi giusto a metà tra idillio e invettiva” (Milo De Angelis, motivazione premio Europa in Versi 2023).

“Le poesie presentate dal poeta Mario Mottolese, dimostrano una notevole abilità nel cogliere l'essenza della vita rurale, tratteggiando immagini vivide e suggestive con un linguaggio ricco e sapiente, e con l’uso di un linguaggio efficace nonché l’utilizzo di metafore evocative. L'autore dimostra una padronanza espressiva notevole, utilizzando un linguaggio ricco e raffinato, riuscendo dunque a rendere la sua voce riconoscibile per originalità” (Milo De Angelis, motivazione premio Europa in Versi 2024).


Mario Mottolese, Nuvole, Leonida Edizioni, 2024

Quando ti amo divento universo

Come vorrei baciarti le guance
(come le bacia adesso il sole
o stare a guardarti finché ce n'è)
vuole il pensiero baciare parole
il pianeta la sua dolce orbita
stamattina la sera al tramonto
il mare la sabbia, terra la pioggia,
vorrei baciarti o lo vuole il mondo 
che ti aspettava dall'eternità?
e io che lo incarno non posso oppormi
quando ti amo divento universo.

Uno scherzo

Le tue parole avevano il suono
del soffio di vento dalle finestre
del giorno che non è altro che luce
e i nostri confini solo uno scherzo
"Ti spiego" schiarivi come un cielo
"fummo lo stesso che non fummo mai"
e quando ci penso si accartoccia
il foglio su cui tracciavo il tempo.

Analogica

Stessa durezza hanno pietre e colori
lettura e metallo, persone e poesie
la confusione fa ridere i bracci
della bilancia che li soppesa.

Almeno probabile

Il nulla
il forse
almeno probabile
con il possibile
e l'impossibile
uniti
uguali
del tutto casuali
o tentativi
e un giorno
tra molti
miliardi
di anni
imprevisto
è successo
dentro 
le cose
materia
ma un atomo
ha il vuoto
dove 
è probabile
il Nulla 
nascosto
tiene uniti
il niente
e il possibile
da dove viene
ogni aggregato
molecole
cellule
i corpi
te stesso
la mente
i pensieri
l'immaginario
la Terra
il mare, mare
dove si scioglie il dolore
di ogni fantasma
per ogni fantasma
che ha conosciuto
la Storia
il cielo
le nuvole il sole
la luce e il buio 
le stelle
di niente 
che brucia
e quello che illumina
resta
un secondo
almeno probabile.

Manuale per giovani eretici

Si nasce che il mondo è già vecchio
le sue abitudini apprese, poi appese
dinanzi alle quali si è inadeguati
e si ricorre alle mode del secolo.
Tu per coerenza ti discosterai
nell'incertezza di avere ragione
non spaventarti se ti incolperanno
è il meccanismo che crea l'unità
per rendere docili e senza idee.
Sopporterai, va usata pazienza,
sfoggi e scoppi di odiosa viltà
la propaganda in film libri e notizie
e ciò che resiste al disgusto sei tu.
Sia tuo dovere discernere il bene
tra un pullulio d'esempi del contrario.
I saggi ti hanno offerto molte tracce
da leggere con l'adeguata voce:
l'esperienza è loro maestra,
il tentativo e l'evitare errori
che trova il rimorso, affina per cui
la sensibilità: ascolta, perdona
e segui la legge. Puoi essere tu
che porrai rimedio ai mali del mondo,
può essere te che aspettavamo
con la speranza nata tra i mali,
chi finalmente si sveglia e reagisce...
ma non vorrai diventar chi tradisce
mentre peggiora il mondo peggiore.

Il mio peso

E che peso? Il mio aspetto
è zavorra casuale.
Io sto dentro. E intanto fuori.
Peso l'aria, l'universo.

Abusivo

Senza permesso nei giorni di un altro
iscritto all'anagrafe come imprevisto
un nome inventato e pieno di errori
con asterischi e, a margine, note.

Res cogitans

Poco la mente ha da misurare
di ciò che è visto dagli occhi
quando li chiude la scala si allarga
e chi la scalava sprofonda.

La dimensione oltre spazio e tempo

Ho poco tempo per prendere appunti
per quanto ho da dire non basta la lingua:
c'è un pensiero più grande del Sole
quanto da qui ad un'altra galassia
moltiplicato per cento milioni.
Ci impiegherebbe degli anni la luce
che tuttavia non passa attraverso
i corpi com'io mi son messo a pensare,
né può persistere più di un istante
come fa lui dietro spazio e tempo.
È l'indizio di un luogo diverso,
che è sempre questo, non ce ne accorgiamo.
Non puoi misurarne i confini
e vige l'assenza di orario preciso.
Non è certo l'Iper- questo uranio
ma ha tutte le idee dell'immaginario.

Metafore

L'equivalersi di ogni esistenza
rende accettabile ogni metafora
A vale B, C e fino alla Z
Dio è di nulla, perciò c'è ogni cosa.

"Devi spiegare ai bambini la guerra"

Bimbi, la guerra la fanno le vittime colpa di quelli che le hanno decise: vincono solo se rubano il premio e non si può più giocare felici.