I traditori

Si arrogano, si schierano in file
urlano servi d'essere i liberi
quelli insultati dal loro dio stesso
come del loro dio stesso indegni.

Odiati dall'unico ometto che amano,
i più disprezzati idioti forzuti
dall'uno, e dagli altri rimasti degni
nel tradimento dei traditori.

Bergamo Porta Nuova

I muratori dei morituri
che ora vedi comprare focacce
tra questi sepolcri dei nuovi vivi
nel cimitero dei loro ieri.
I colli lassù non li vede nessuno.

L'asettico

L'asettico prato rimasto inviolato
la gola e le orecchie asinine permulce
a metterci mani, pudende, saliva, la furia
di stupratore su vergine ninfa

quando piange chiedendo: "Mi salvi":
ora un prato è il nostro lavoro, speranza
frustrata nell'ira dall'ira locusta
inferno dell'ordine, sala d'attesa.

Il pittore en plein air

Come quando suggerisce parole
vedere i colori, le ombre, le linee 
storte con cui sono fatte le pietre,
i processi naturali, 
le azioni di persone
come in Natura
senza dire alle cose 
come è che dovrebbero essere
come credere più vero
un sogno del reale.

La baia

Bella il tuo vanto sugli altri tuoi onori
che non pareggiano quanto sei bella
e tanto ti basta, non guardi che gli occhi
come un'esca guardata da un pesce;
riempi la bocca col bacio dell'amo
che la seduce e riduce alle sponde
della baietta dalle acque stantie.

A matita

Scrivi a matita che poi cambi tutto:
resta l'attesa del momento adatto
in cui l'errore sarebbe indelebile
nell'incertezza del limbo presente.

Non leggo più né riesco a pensare

Non leggo più né riesco a pensare 
ho gli invasori alla porta, il tempo 
mi manca, il fiato è più breve
tanto il lavoro che mi è richiesto.
Scrivevo poesie per cambiare il mondo,
cambiare le idee, la vita è ben altro
da stupide frasi dette ogni giorno,
e mi affinavo il sistema nervoso.
Ora - il più alto dei medioevi -
è norma dare credito a favole 
più che a qualcosa che accade davanti
e per chiarezza ulteriore sacrifico la cura formale,
non per sconfitta o per vilipendio.

Il peggio

Il peggio s'ammanta di suono, di gioco
godibile pasto concesso a lusinga
delle famiglie di vittime, contro
il tavolo degli aguzzini,
dei nostri nemici adesso vicini
di casa (temuti e pertanto tenuti alla larga).
Il tempo richiede le sue spiegazioni
e non si mente dicendogli niente.

Quadra mancante

A quadra mancante s'aggiunge universo
in tutto diverso da quanto previsto
oltre che sprovvisto di basi di logica
ma fior di retorica di atomi e pietre

il cui cambio sede è motivo di oltraggio,
fissarne dogmi soltanto un insulto 
che attende un castigo dai vivi e dai morti 
ai ferri corti, essendo colpiti.

Acqua falsa

L'acqua che fiotta da fonti marmoree
disseta le fauci secche a stento;
le nostre menti le vostre parole,
"Non è potabile": è meglio non berla.

Scalini. Agosto

Sugli scalini di questa contrada
una folla di turisti mai visti
più nel resto dell'anno. È agosto,
le piazze mangiate dai tavoli ai bar
e stordimento, dimenticanza,
un senso di assenza di ogni notizia
come se niente al di fuori sia vero,
oltre le ultime case del borgo,
oltre gli ultimi giorni trascorsi.
E forse davvero le guerre e gli scempi 
che affollano il resto dell'ecumene
qui non riescono a mettere un passo,
sconfitti all'impervia della scalinata.

Memento audere numquam (sintesi)

Bianche lenzuola avite ingiallite
senza lasciare ogni cosa com'è.
Corre la Storia su altissimi ponti
quando non cede un altro pilastro
(chiunque è l'incastro tra travi in cemento,
chiave di volta che regge il suo arco).

Aspirazione

Quest'assenza è la cifra comune
a ogni bisogno, senso di ogni azione,
bassa pressione che tira a sé l'aria.

Fuor di proposito / senza intenzione

Si è spostati contro ogni intenzione
come pedoni da un giocatore 
che prova tattiche nuove di scacchi
sui suoi pezzi disobbedienti.

Senza pensarci ci si trasferisce
un dono d'amore onesto è il linguaggio
quando è accolto e accogliente
come afferrarsi mano per mano.

Saturo è questo deserto

D'articoli saturo questo deserto
di vicoli ciechi di un labirinto 
dove rallenta la mia carovana
ai fianchi di sabbia bianca di dune
e i cammelli si attardano ai clivi
ché li raggiunge un bramito parco.
Hanno già chiuso le imposte del cielo
scarabocchiato le stelle sul vetro
disseminato miraggi di oasi
e quelle fessure da cui vedi il vero
- solo tesoro o quel che ne resta -
saranno chiuse da litri di mastice,
d'arbitrio esiliate tra case di favole.

Vero di vita

Di denti, di ossa, capelli, nient'altro
che cose, come le cose, malate,
ripugnanti, di niente, e niente 
grandezza, fragile vita.

L'occhio non lascia permeare il noumeno
come una porta rimasta aperta 
da cui la pioggia riesce a entrare:
stretta dimora eretta sul mare.

Controprova fattuale all'isolarsi malinconico che seduce ultimamente

L'involucro alle statue marmoree
si addice più alla carta parati 
che nelle camere chiamano cielo.
                            Sarà pure, ma
l'anima è suolo di questa città.

Lo sconosciuto

La mano di chi è, che è nella mia mano?
Il giallo al tramonto è bianco di luce
che pigramente la mente mia imbratta.
Sono un miraggio ai miei stessi occhi,
lo sconosciuto che voglio incontrare
sempre al di là dei miei polpastrelli.
La mano di chi è, che è nella mia mano?

Le occasioni

Molto tempo hai per cambiare e per fare la giusta scelta le occasioni ti arrivano addosso cosa peggiori? guidane il corso che hai sempre pen...