Accidenti che tempismo!

La mancanza è una stronza
perché arriva troppo tardi
amo solo chi ho perduto
follemente, malincuore.

E se penso che ti ho persa
anche se mi stai vicino,
già mi manchi troppo presto.
Ma che stronza, mai in orario!

La carta

Non basta la carta a fissare il cadere
e gli incidenti le aprono strappi,
e dunque il mio modo di essere litiga
il vento lo mitiga, inchiostro che mente.

L'autentico

Amo di me solo ciò che rimane
l'altro lo lava la doccia serale:
c'è uno in me che non sono né sento
deconcentrato dal me del momento.

Quale ombra

Quale ombra diffonde baldanza
slegando il freno che tiene giù l'acqua,
di una scultura o di un tribunale?
Di uno importante che ha un'ombra importante?

Ma basta, mi basta un muro nel sole
che i colori macchiati dall'ombra
cambiano tono e sono diversi.

Quando scavalco i confini dell'ombra
anche i miei e io stesso diversi.

Il ricordo mi porta sollievo

Ricordo e il ricordo mi porta sollievo 
alle folate di rabbia dal condividere il tempo con traditori 
Ricordo e il ricordo mi porta in rilievo
lo sforzo degli ultimi sani coerenti alle borse degli adescatori
Ricordo e il ricordo schiarisce i temporali dell'odio tiranno 
ai suoi piedi fuggono inermi inorriditi dalle scelte loro.

I traditori

Si arrogano, si schierano in file
urlano servi d'essere i liberi
quelli insultati dal loro dio stesso
come del loro dio stesso indegni.

Odiati dall'unico ometto che amano,
i più disprezzati idioti forzuti
dall'uno, e dagli altri rimasti degni
nel tradimento dei traditori.

Bergamo Porta Nuova

I muratori dei morituri
che ora vedi comprare focacce
tra questi sepolcri dei nuovi vivi
nel cimitero dei loro ieri.
I colli lassù non li vede nessuno.

L'asettico

L'asettico prato rimasto inviolato
la gola e le orecchie asinine permulce
a metterci mani, pudende, saliva, la furia
di stupratore su vergine ninfa

quando piange chiedendo: "Mi salvi":
ora un prato è il nostro lavoro, speranza
frustrata nell'ira dall'ira locusta
inferno dell'ordine, sala d'attesa.

Il pittore en plein air

Come quando suggerisce parole
vedere i colori, le ombre, le linee 
storte con cui sono fatte le pietre,
i processi naturali, 
le azioni di persone
come in Natura
senza dire alle cose 
come è che dovrebbero essere
come credere più vero
un sogno del reale.

A mia mamma. A chiunque. Lirica infervorata

Mamma sono triste. Non riesco più a gioire,
ogni volta che io penso mi sobbalza il cuore
letteralmente, ho le sincopi,
e se mi sforzo di non pensare 
non dormo dall'agitazione. Di notte.
Che - ricordi - tu venivi a consolarmi
e come promettevi poco dopo mi passava
la paura, ancestrale, di esser cancellato
o travolto da una frana formidabile
di qualcosa di pesante che cadendo schiaccia il corpo.
Mamma io ti penso e anche tu mi pensi sempre,
ma questa frana immensa sta investendo lentamente
ogni cosa in cui speriamo. Ho paura ancora:
ora è notte già da anni. Ma la tua promessa vale,
anche oggi, tre di ottobre, ho risollevato il mondo.

La baia

Bella il tuo vanto sugli altri tuoi onori
che non pareggiano quanto sei bella
e tanto ti basta, non guardi che gli occhi
come un'esca guardata da un pesce;
riempi la bocca col bacio dell'amo
che la seduce e riduce alle sponde
della baietta dalle acque stantie.

A matita

Scrivi a matita che poi cambi tutto:
resta l'attesa del momento adatto
in cui l'errore sarebbe indelebile
nell'incertezza del limbo presente.

Non leggo più né riesco a pensare

Non leggo più né riesco a pensare 
ho gli invasori alla porta, il tempo 
mi manca, il fiato è più breve
tanto il lavoro che mi è richiesto.
Scrivevo poesie per cambiare il mondo,
cambiare le idee, la vita è ben altro
da stupide frasi dette ogni giorno,
e mi affinavo il sistema nervoso.
Ora - il più alto dei medioevi -
è norma dare credito a favole 
più che a qualcosa che accade davanti
e per chiarezza ulteriore sacrifico la cura formale,
non per sconfitta o per vilipendio.

Il peggio

Il peggio s'ammanta di suono, di gioco
godibile pasto concesso a lusinga
delle famiglie di vittime, contro
- la Storia lo dice - famiglie degli aguzzini,
dei nostri nemici adesso vicini
di casa (temuti e pertanto tenuti alla larga).
Il tempo richiede le sue spiegazioni
e non si mente dicendogli niente.

Quadra mancante

A quadra mancante s'aggiunge universo
in tutto diverso da quanto previsto
oltre che sprovvisto di basi di logica
ma fior di retorica di atomi e pietre

il cui cambio sede è motivo di oltraggio,
fissarne dogmi soltanto un insulto 
che attende un castigo dai vivi e dai morti 
ai ferri corti, essendo colpiti.

Acqua falsa

L'acqua che fiotta da fonti marmoree
disseta le fauci secche a stento;
le nostre menti le vostre parole,
"Non è potabile": è meglio non berla.

Scalini. Agosto

Sugli scalini di questa contrada
una folla di turisti mai visti
più nel resto dell'anno. È agosto,
le piazze mangiate dai tavoli ai bar
e stordimento, dimenticanza,
un senso di assenza di ogni notizia
come se niente al di fuori sia vero,
oltre le ultime case del borgo,
oltre gli ultimi giorni trascorsi.
E forse davvero le guerre e gli scempi 
che affollano il resto dell'ecumene
qui non riescono a mettere un passo,
sconfitti all'impervia della scalinata.

Memento audere numquam (sintesi)

Strappi una foglia, un'unghia da un dito:
le bianche lenzuola avite ingiallite
senza lasciare ogni cosa com'è.
Corre la Storia su altissimi ponti
quando non cede un altro pilastro
(chiunque è l'incastro tra travi in cemento,
chiave di volta che regge il suo arco).

Aspirazione

Quest'assenza è la cifra comune
a ogni bisogno, senso di ogni azione,
bassa pressione che tira a sé l'aria.

Fuor di proposito / senza intenzione

Si è spostati contro ogni intenzione
come pedoni da un giocatore 
che prova tattiche nuove di scacchi
sui suoi pezzi disobbedienti.

Senza pensarci ci si trasferisce
un dono d'amore onesto è il linguaggio
quando è accolto e accogliente
come afferrarsi mano per mano.

Accidenti che tempismo!

La mancanza è una stronza perché arriva troppo tardi amo solo chi ho perduto follemente, malincuore. E se penso che ti ho persa anche se mi ...