Canonica cofonica

Che tu pieghi i tuoi strumenti a creare impalcature sospese nel vuoto.
Artificiosi arabeschi vuoti come te e fondamenta di società organizzate.
Che canonizzi le figure nuove e quelle forme stravolgenti ed incredibili,
reincarni un primitivo che non riesce a parlare e costruisce invece un dolmen
la sua scoperta che è più importante in parole di pietra l'espone. (O con chi sta parlando?)

Amore, amore, io a te ti lecco la forma organica che espliciti sulla tua pelle
ti strizzo la polpa che pulsa magnifica e dignitosa che hai dentro la buccia
fai capoluogo di provincia e invii modeste ambasciate rumorose
le accoglierò disposto, sulla pasta aggiungo sempre del formaggio saporoso.
E se ti tagli le unghie, le vedrò cadere come un falco colpito in volo
e aspetto che esse cadano stringendo i pugni al cuore. Oh, io amo il tuo principio!
E di frequente io leggo il tuo libro, lo scopro sempre divertente.
Non come anni fa, è uscito un volume inedito
e mi hai detto che prepari un altro seguito con finale inconcludente.

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