Questione di convenienza

Un bel giorno un uomo che metteva tutto se stesso nell'attività dell'andare a spasso in un sentiero, si sedette su una pietra.
Iniziò a mettere a fuoco la sua condizione: "Non sono più un uomo che un bel giorno andando a spasso in un sentiero si sedette su una pietra: sedendomi sono diventato qualcos'altro; un uomo che non andava a spasso in un sentiero, ma che stava fermo, seduto su una pietra". Non sentendosi più lui si spaventò e decise che doveva subito fare qualcosa.
Si alzò e ricominciò a camminare. "E adesso" ricominciò a pensare "sono tornato me stesso?" mentre guardandosi i piedi assumeva il passo di uno che fa finta di non essersi mai seduto su una pietra nella vita, e di aver sempre camminato un bel giorno a spasso in un sentiero. "Ma andando così a spasso, poi non sono più quello che come una volta si sedeva su una pietra, ma forse non è questo il punto, è l'altro"; la questione esistenziale più profonda nasceva dal fatto che non poteva essere più quello dell'inizio perché non era più giorno "Ma quanto sono rimasto sulla pietra a pensare? È condizione primaria ed essenziale al mio caso che sia giorno". Andò a sedersi sulla pietra di un sentiero affianco, per far finta di essere un'altra persona, ma si vedeva troppo che si sforzava, recitava e mentiva perché non era proprio per niente quello il suo ruolo.
Terrorizzato, si alzò e stabilì che era giusto, per rimediare a questi cambi improvvisi di scena, tornare lì sul suo sentiero e mettersi a dormire aspettando il giorno seguente. Il quale però non fu certo un bel giorno (altro presupposto della situazione da ricreare), e l'uomo lo trascorse nel sentiero seduto sulla pietra, sotto un forte temporale.
Poi il temporale finì, ma non era più nel sentiero, era andato a casa a dormire; ma questo non fece che amplificare il suo senso di colpa per aver distrutto tutto ciò che nella sua breve esistenza aveva costruito.
Disperato e in preda alla colpa di essersi seduto quel bel giorno funesto (gesto anch'esso necessario a far di quell'uomo ciò che per lui e per noi tutti quell'uomo è) l'uomo cambiò identità e piano piano cominciò a sentirsi un uomo nuovo; che, però, non poteva più passeggiare in un sentiero in un bel giorno per evitare paradossi e malintesi.
E anzi, capì che era più giusto fare le cose in maniera ufficiale, come decidono i filosofi: ossia lui adesso non poteva più esserci, neanche esser stato mai. Non conviene parlarne più, meglio dimenticarsi tutto.

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