Eterno

Non è passato un solo giorno
neanche un tramonto ha sparso la brace
non una sera ha macchiato la luce
lì fra le strade bianche di nuvole,
nessuna lancetta cambia le ore
che dormono e che non fanno rumore
l'orologiaio dorme e la sua corporazione,
dorme la notte che dorme di giorno.
Rimane un istante che occhiuto un fruitore
sperso in sala A del museo
immobile fissa d'incredulità. 

I sogni si fanno non vengono

Sei sottomesso alla trama del sogno
che in incubo volge da bello che era
né fai qualcosa che possa risolvere?
È il tuo cervello che intanto lo crea.

Colazione

La vita non può che essere un sogno
la notte di un giorno estenuante.
Prepara il caffè per quando mi sveglio
domani mi alzo e vado a lavoro.

Le ombre

Il mio desiderio di guardare
dietro i muri al sole per strada
le ombre che mutano i colori
è pari solo a quello di un gioco
serissimo che serve alla vita
per renderla strana e importante.

La nuova terra abitabile

Io ad esempio non metterò un piede
sopra la nuova terra abitabile
perché è bello lasciarla così
giusta selvaggia e disumana
come in un tempo rimasto incorrotto.

Al buio

Gli occhi si abituano al buio
e dopo un po' vedono lì le cose
che non pensavo neppure ci fossero:
non illumina, m'acceca la luce.

La città della musica

La chitarra fa la sua scala armonica
e questa stanza dove mi riparo
squarcia un fugace soffio di vento
sono in una città deserta
ed una stoffa svolazza per strada
sopra il marmo di una fontana 
fino alla piazza asciutta dal sole
di una mattina tersa, e persa
fra sogni e ricordi della mia infanzia
ma l'ho vista, e il cielo turchino
ai viventi è un fluido mantice
dove si bagna chi esce di casa,
e, sospinto dai gorghi di corrente
diventa un fantasma dentro al mio sogno.



Sul fondale

In apnea nei mari di schiuma
si precipita eterni in abisso
se non che il piede giunga a toccare
granelli di vita depositata.

Come il silenzio soggiace ai rumori,
scheletro bianco a sembiante vermiglio
così il nulla sull'arido vero
che giace sommerso dimenticato.



La mia stanza

Da casa vedo il cielo di notte
come qualsiasi animale esistente
come chiunque finora vissuto:
si schiude la porta della mia stanza.

(A chi ha voglia) Lo stupido

Il più ignobile errore imprevisto
può rovinare la Vita per sempre,
stupido è farne, ma volutamente.
Non vedrai altre schiene d'argento
non un poeta, non un suonatore
mentre nel sangue la sera dilava
le strade di buche coperte d'asfalto 

Quale poesia non nasce da altro
quale canzone, quale romanzo
sento la noia della mia stagione
come una rosa che non ha un odore

Bel planetoide senza un anfratto
che un satellite possa ignorare 
quante persone che oltre un involucro
hanno un ripieno di carne sintetica

Abituate a non credere a niente
quante speranze rimosse per sempre
e chi non si ferma al primo gradino
fa come il ronzio di un moscerino

C'è un solo lavoro che conviene fare
solo uno è degno, lui solo nobilita
chi più si impegna meno guadagna
e chi guadagna per primo è radiato.
Il sole, con le dita tutte dorate,
pizzica le corde delle chitarre
poi ti accarezza i capelli biondi
come al mattino le spighe del grano

verrebbe a giocare ma è troppo alto
perché da vicino ti scotterebbe 
fa finta di sparire e poi torna
perché vuole starti accanto, ancora.
Non puoi vedere il mondo che cambia
è lento il tempo se campi cent'anni
tu lo sapevi, fai finta di niente,
già c'era la storia, tu arrivi tardi 

E ridi sul podio del vincitore
senza una gara, senza iscrizione
ma chi ti spodesta l'hai nella carne 
quanto colui che hai spodestato.

A chi ha voglia

Perfino una svista involontaria 
può essere il seme d'un cataclisma
non sai che lo inneschi, non sai che succede,
stupido se l'hai voluto innescare.

Tara

Come una pietra nel letto del fiume
son steso nel gelo dell'acqua del Tara 
il cielo è sommerso e senza rumori:
sono io il fiume, l'acqua il mio corpo.

Vangelo

Non è normale questo tuo soffrire
vinto dai forti venti di oriente
non è a questo che ci si abitua
e quando l'ultimo avrà guardato
deformi le orrende teste dei figli
avrai pace e il vestito di un santo.

Dalla fine dei faticosi giorni
si illuminò la stella polare
da allora fu sempre la stessa storia
ma dimmi che hai la sua conclusione
come si volta chiamata al suo nome
solo una donna tra mille per strada.

Respiro

Ero nel giugno e sorgeva l'estate
tuffai la mia testa nell'acqua del fiume
e perché forme e colori mutavano
senza lottare mancò il mio respiro.

Bologna

Se m'avviluppa e mi svelle la pelle
città di serpente addormentato
paura e mistura di commozione
alle tue strade di Irnerio e poi me.

Che non sono tale qual conoscesti
ma sempre serbai quel che non serbasti:
averti in me sempre. Vederti adesso
come scintilli passati tre anni.

E pure tu o i tuoi passanti guardi
ricambi, mi trovi bene, diverso
mi riconosci e, sì, mi ricordi 
mi percorrevi ad ogni mio passo.

Le strade, non io mi camminavano
e mi portavano dove volevano
e adesso mi trovo di mura e di torri
finestre di archi romanici e gotici.

Nel fiume

Lasciatemi qui sdraiato nel fiume
che smussi i miei fianchi come ad un sasso 
lasciate i capelli al gelo nell'acqua
come le alghe che smuovono il fondo.

Lasciate che qui il pensiero gorgogli
dal seno di una possibile madre
che sa il mio passato e anche il futuro 
ma che neonato io stento a capire.

Il re nudo

Che sogno irreale trovarsi vivi

sapendo che resta di oggi quel nulla

sommerso dal mare dei tuoi ricordi.




La vita un sogno e il sogno reale

ogni discrimine ormai è perduto

un giorno non crederai oggi vero.




I sarti del sogno si danno da fare

ad ingannarci d'autentici orditi

il re non sapeva di essere nudo.

Il tentativo di corruzione

Cerca il tempo spiraglio in sfacelo per farsi spazio e reggere il mondo tuttavia. Solamente sbraita il traditore che vuole corromperlo e non...