Cielo minerale

Gli aranci negli occhi hai e i capelli
gli ulivi che inondano
il rivo campestre di un canto
amaro al tiepido sole.
Ma sono i soli e coraggiosi
con un lontano bosco.
I falchetti soltanto ricuciono
brani di cielo sparsi nei pini
pezzi di un puzzle
che loro san decifrare.
A casa mia
dietro ho i colli di macchia,
se guardo avanti, il mare.

Rupofobia

Vedo che la tua morale igienica
si rassegna ad abitudini malsane

di chi parla
e non conosce

lavandoti spesso le mani
perché le credi sporche.

Severino

Non è per forza
come pensi
il sole rinasce a gennaio
i morti tornano al mondo
come in passato!

Non per forza
dilegua
che cosa sparisce
si è solo celato
in altri pertugi.

Ignaro te assiste
che lo scambi per sfondo
e paghi il biglietto
andando a teatro.

Problemata

Come tutti gli altri
Non c'è niente di speciale
Ciò mi rende superiore
o perfettamente normale

I problemi arrivano
per il tuo fare distruttivo
Altezzoso prepotente
Come quello di un bambino.
Sono tante le persone che hanno pochi gatti
Sono meno le persone con tanti gatti e con gli occhiali
meno ancora
tra di loro
quelle con gli occhiali tondi.
Pensate
che esistono persone
senza manco un gatto
e nonostante tutto
hanno occhiali tondi o tondeggianti
ma delle persone
con zero gatti
e quegli occhiali
da noi davvero si è soltanto sentito parlare.
Sorprendentemente molte persone
pensano tutte gli stessi pensieri
in una cella frigorifera
a meno di zero gradi
e tra questi è assente il gatto.
La maggior parte delle persone
senza tanti gatti ma neanche pochi
ogni giorno evita le celle frigorifere
e così tra quello che pensano
può esserci tutto.

Casa pulita

Nei sedimenti il tempo s'è addensato
ai bordi dei luoghi dal centro e dall'alto
dove nasconde la sua refurtiva.

Oppure è fatto davvero così
il tempo
è i peli e i grani di polvere
da togliere di dosso

e
come non ci fosse
si spazza e butta via.

Il 2019 Mostroblog

Ecco le novità del Mostroblog nel 2019:



  • Infine ecco un mio personale consiglio per voi: la concentratissima satira menippea di Il premio.

Recensire o spiegare tutto quello che c'è mi è per ora impossibile, perciò esplorate il buon vecchio Archivio e cercate argomenti e riferimenti nascosti.
Meravigliatevi, spalancate la vostra mente e spulciate le sporche pagine (virtuali) di Mostroblog! Buon anno nuovo!
Nell'epoca neo capitalista dove tutto sembra bello per spillare soldi facilmente, riacquistano un valore molto positivo le cose che generalmente il pensiero medio giudica brutte.
Le cose brutte immerse nell'apparenza del Bello danno un senso di realtà, come se fossero più vere delle altre. Le persone brutte si sentono diverse e non sanno rimediare, il motivo dev'essere che i belli vivono in un mondo tutto loro fatto di finzione, dove è tutto artefatto e mascherato per poter apparire - appunto - e non perché siano realmente belli sempre e in ogni particolare.
Alcuni di loro sono addirittura diventati belli da brutti che erano, grazie all'ostentazione dei loro difetti estetici, quindi in qualche modo cambiando sé stessi, barando, manomettendo il proprio aspetto e fingendo di essere belli. Una volta fatto questo, i nuovi belli o abbelliti nel corso del tempo e che comunque fingono di essere belli, disprezzano quelli non belli (i brutti), dimenticando il loro passato, o, sentite sentite, fingendo di non essere mai stati brutti.
È che ci si vergogna di essere brutti quando tutte le persone e persino le cose, come quelle del supermercato, sono belle, e uno pensa che quelli belli ci sono nati o fatti apposta così.
Falso falso falso.
Volete la prova?
Prendete una foto dei vostri nonni. Scommetto che sono brutti anche loro.
Anche i miei.
Questo dimostra il fatto che nel passato, quando la gente era più vera e genuina e senza fronzoli, eravamo tutti più brutti. Dei mostriciattoli strani e pelosi, che non superavano il metro e cinquanta perlopiù.
Poi sono arrivati il fitness e l'estetica, sbeffeggiati da ogni parte per la loro destinazione prettamente femminile. E tutto a un tratto toh! anche Brutilde diventa alta e formosa. Curare il proprio corpo è una cosa che chiunque venuto dal passato odierebbe e sbeffeggerebbe di noi. Prenderebbe in giro il bello perché è inutilmente artefatto, è bello per prendere in giro chi lo guarda. Quando qualcuno o qualcosa è scadente ha bisogno di agghindarsi, quando nasconde qualcosa di negativo. È una fregatura, una truffa.
I brutti coscienti di ciò si rassegnano in genere a vivere insieme a gente brutta ma vera, anche a innamorarcisi, ma rimanendo un po' scontenti perché avrebbero comunque preferito di essere amati da una persona bella.
I belli non sospettano niente e ignari di tutto, si chiedono cose'è che non va nella loro vita o condotta, ma per sentirsi meglio devono diventare diversi, ad esempio in palestra, cosa che generalmente fa bene, ma non quando la si fa quando si vuole solo essere più belli.

I want to kill my guitar!

Ogni buon chitarrista nutre un desiderio malsano verso la sua chitarra. Dopo i morsi alle labbra per comprarne una costosissima è normale voler uccidere una chitarra, consumarla, odiarla, schiaffeggiarla, prenderla a calci, spararla, violentarla, sbatterla, distruggerla, bruciarla, sentirla gridare quella bastarda bigotta capitalista, sbigottirla, scandalizzarla, torturarla psicologicamente, traumatizzarla, farla piangere, rubare tutto quello che ha e poi abbandonarla.
Il solo immaginarlo consola e soddisfa: la musica infatti rialza l'umore.
Perché una chitarra la si deve amare come una signora, come una bellissima e buona moglie ma anche come una lurida fetida cagna.
Lei strilla, ma tu uccidila perché l'ami. Perché anche lei ti ama e lascia che tu la tratti così, se non lo fai non si comporta così bene e torna una chitarra come le altre. Anzi, diventa un semplice oggetto. Invece lei è l'unica che ti lascia sfogare per ore, per giorni, per sempre, ti mostra senza ritegno ogni suo preziosissimo tasto, e tu ami ognuno di loro sulla sua tastiera, li vuoi premere tutti, dai più bassi avanzando nelle corde, e poi sempre più giù, sempre più giù fino ai tasti altissimi che non bastano e ci vuole un bending per andare oltre. Accarezzala con il lato del pollice dopo una plettrata violenta per far partire l'armonico, come una carezza dopo uno schiaffo, come un urlo di dolore, fai ondeggiare quello strillo che stupisce ogni volta. Va a finire che entrambi conoscerete tutto dell'altro, ogni fibra del legno, ogni callo sulle dita, ogni stato d'animo. Si finisce in uno stato di perversione e feticismo, e di amore estremizzato. 

Nella centrifuga di una lavatrice

Questo mare è un calzino rovesciato
perso spaiato tra le magliette del bucato
che ti lascia mezzo protetto
mentre un piede è nudo e freddo
ma a te basta a saltare al trapezio
vaste porzioni importanti di spazio
e lo chiami il tuo percorso
saltarle senza aver rimorso.
Incosciente distruttore di universi
tu che salti coi calzini persi!
Nella centrifuga di una lavatrice
trovi l'idea e la forza motrice?
Nel programma adatto di lavaggio
vuoi esaurire tutto il tuo viaggio?
Trovi percorsi e destinazioni
dentro al libretto delle istruzioni
o nelle brochure fantastiche
di mille agenzie turistiche,
sei tornato? hai fatto il viaggio!
hai perso soldi! ma quale viaggio?
Sei rimasto chiuso in casa
senza uscire, al buio in casa
non è cambiato niente
- non hai fatto o visto niente -
se non hai indossato il mare
che è un calzino rovesciato.
La gente seria è più divertente
E si degrada mentre si espone
Chi si crede importante
È pollo
E vuol sembrar pavone.
Bagnati dal sole
sono i palazzi
e chi corre a tuffarcisi fuori.

Io che non ho finestre
mi sgocciola solo
da piccoli buchi nel tetto.

Ancora su "La Galassia dei Dementi" di Ermanno Cavazzoni

È stato già osservato, almeno in maniera vaga come il romanzo di Cavazzoni del 2018, La galassia dei dementi, somigli a una di quelle opere della Letteratura popolare italiana medievale e rinascimentale, come il Decameron o l'Orlando Furioso o (il barocco) Cunto de li cunti, caratterizzate da un uso giocoso della fantasia e dell'immaginazione come base per l'invenzione narrativa. Atteggiamento, questo di gioco, che restituisce ai loro lettori un approccio tollerante nei confronti della fantasia, consolatorio ed anche esaltante, ma non certo pauroso.
Punto importante questo: la fantasia, la devianza dalla razionalità, l'uso dell'immaginazione non vogliono fare paura. Mentre la stragrande maggioranza dei libri smerciati dal Settecento ad oggi esprime un atteggiamento snob verso il mondo della fantasia e dell'immaginazione (ad esempio insistendo sul terrore verso i pazzi e la follia, sull'infrazione della norma-tradizione), Cavazzoni riprende a farne un gioco, ma un gioco molto molto serio, di ricombinazione dei dati della realtà e delle conoscenze scientifiche. Questo atteggiamento nei suoi confronti, inscrive il poderoso romanzo dello scorso anno a pieno diritto nel filone medieval-rinascimentale della letteratura anti-realista: definizione con il quale vogliamo intendere la Letteratura pre-realista, recante i caratteri già notati da critici come Bachtin (in Dostoevskij o Rabelais) o Celati (in Finzioni Occidentali), e che si ricavano per contrasto, cioè confrontandola con la letteratura realista prodotta a partire dal Seicento e che esplose invece dal Settecento. Una letteratura diversa, quest'ultima, perché esprime la nuova mentalità dell'uomo moderno, orientata verso l'individualismo ed egoismo, verso la cura vittoriana della facciata pubblica per nascondere i lati passionali, pulsionali, inconsci. Nel Realismo le poetiche si basano su ciò che è presunto osservabile e sperimentabile da tutti: sull'ambiente, su ciò che si vede (alla luce), che è chiaro, senza misteri, razionale e scientifico, più oggettivo possibile. Ecco perché in quei secoli nasce l'idea stessa di una paura verso le incontrollabili manifestazioni della intima e privata vita psichica, o si sottovaluta tutto ciò che è soggettivo, si ridicolizza il lavoro dell'immaginazione, da quegli stessi secoli abbassata a materia per libri da piccoli (vedi anche Laura Ricci, Paraletteratura).
Forse è proprio con l'Orlando furioso che La galassia ha più tratti in comune, perché la riflessione su ciò che è "normale" e ciò che non lo è, viene posta sistematicamente dietro a ogni pagina, in ogni nucleo narrativo. Cosa è reale e cosa non lo è, risulta una domanda problematica e tutt'altro che risolta, neanche gli autori sanno né vogliono indicarcelo nelle loro opere: vogliono "moderatamente" ribaltare le convenzioni a riguardo.
Cavazzoni diventa qui l'eremita, il pensatore solitario che, quasi come un nuovo Leopardi, porta avanti la sua disperata campagna contro un progresso scientifico, tecnologico, merceologico che risulta oggi, senza troppi fronzoli e menzogne, il nostro vero e proprio orizzonte culturale, la base di conoscenze condivise da tutti. Quasi senza speranza rimane il suo messaggio: cioè avvisare gli uomini del XXI secolo che si sbagliano a credere che non esista altro al di fuori della Scienza, al di fuori dell'oggettività condivisa che viene incoraggiata a partire dal Sei-Settecento a discapito del mondo interiore psichico e soggettivo.

Ricorda Futurama perché ad essere presa in giro non è la Scienza di per sé, che rimane una manifestazione del nostro amore e interesse per la Natura, ma per quella sottospecie di conoscenza scientifica vaga e imprecisa, immaginifica, che caratterizza effettivamente la società contemporanea dell'Occidente. Gli occidentali "medi", ispirati da volumi di letteratura moderna e positivistica, si proclamano possessori di una Sapienza che fornisce loro una mentalità più avanzata, progredita e perfezionata rispetto alle sapienze di altre culture. Gli occidentali inneggiano la scienza e la tecnologia perché producono meraviglie, cioè anche più delle risposte ai loro bisogni, e regolano le loro esistenze. Si vive sempre più nelle città, che vengono costruite e mantenute appositamente per far sopravvivere il meccanismo che le tiene in piedi, perciò anche la morale e la cultura in generale si abituano alla vita controllata dall'economia del mondo globalizzato; si sta comodi stando a certi patti, ma si dimentica e si ignora tutto ciò che dalla città è fuori, oltre a tutto ciò che c'era prima. L'umanità si preclude delle strade per il futuro, orientandosi sempre più verso una condotta, una possibilità, ed escludendo le infinite altre. Si esalta il presente e il vicino, e si ignora la Storia e il lontano: ognuno esalta se stesso vanamente, pensa di farcela da solo o di essere migliore e più dotato degli altri. Tutti la pensano così, di essere autosufficienti, e questo va bene perché ormai possiamo dire sdoganato e accettato da tutti l'individualismo dilagante. Siamo in Occidente, siamo seri, scientifici e tecnologici, non abbiamo tempo da perdere per gli altri. Se l'economia, la politica, la scienza e la tecnologia (la Ragione) regolano la mia vita allora ci pensano loro stesse a farlo anche agli altri. E così ognuno si sente dispensato di fare qualcosa di buono, utile... di fare qualcosa. Dipendiamo dal sistema e ogni iniziativa viene scoraggiata da una parte o dall'altra, cioè o dalla Società o dalla politica e dalle leggi, a meno che non sia molto moderatamente personalistica: cioè sono tollerati soltanto i servizi per acquirenti-consumatori-turisti, che non turbino troppo il meccanismo del sistema.

In questo sistema possiamo dire esserci ancora un angolo, disprezzato, di sottocultura (purtroppo!) in cui è tollerato aprire squarci nel tessuto culturale contemporaneo per vederci da fuori. Lì appariamo ottusi e ridiamo di noi stessi, della nostra stessa ottusità: lì risiede la sfera del comico, come un'idea platonica nel suo ambiente ideale. Un comico che ride della stessa persona da cui nasce, forse per renderlo capace di accorgersi dei suoi errori più stupidi, come quello di presumersi esseri logici e infallibili.

Pigrizia urbana

C'è chi per democrazia
Intende il diritto
di dormire in casa
Senza rumori
Fatti per strada

Stanchi dormite
Tacete i rancori
spegnete le luci
la vita sta fuori.

Carnevale

Travestiti da persone perbene
fanno la ronda intorno al paese
portando un carro di roba avariata
Gridano e cantano strane parole
insultano e bevono come cani
si fanno scherzi stupidi pesanti
Un grottesco carnevale
irrompe nella vita reale. E pare normale.

Attenzione

Dovremmo perfezionare linguaggio e comunicazione
per farci parlare anche con cose, atomi e raggi
ad esempio parlare come loro, senza dirci una parola
ascoltare il tempo che batte sopra i timpani e che bagna
le tempie, sfiora la cornea e la fa lacrimare. Col tempo,
con lui vorrei parlare, e dirgli ridendo che lo spazio è un puntino
che io lo sento quando passa vicino, che il modo migliore
per creare ricordi è quello di vivere facendo attenzione.
L'occidentale che prende un oggetto è stanco è pigro
lo usa, rovina, lo rompe e dimentica invece
di ficcarselo in testa. O invece di entrarci,
di domandarsi che cosa ha in comune con lui.
Noi che siam fatti di ore e di anni
venuti dal nulla, nel nulla diretti
riconosceremo un giorno nostri fratelli
gli oggetti gli eventi gli istanti presenti
il Tempo, la Storia, gli atomi, i giorni
che a ben guardarli somigliano a noi.

Altra sera

Mi chiedono efficiente
non fare cazzate
e prendersi il meglio di me

Ma non c'è nessuno
disposto a sentire
perché resto solo

Ecco la sera
che cosa aspettavo
dopo un giorno intero?

Solo i rumori mi date
delle ruote e dei motori
che di certo non si fermano.

Ma se mi ostino
domani a quest'ora
avrò espresso il groppo che serbo.




Io che aspetto
ma solo rumori
arrivano, e già un'altra sera.

Domani andrà meglio.

A fior d'acqua

Perché sull'acqua
Non si cammina,
Si affonda?

E pure
Sembra un cortile
Da pestare

dove non puoi farci una casa.

Ma perché
La sua vita nascosta
Scorre senza sospetti!

Anche tu, amore,
Per me sei di membrana
Che a me ti cela.

E pare
Ordinata, elegante
Ovunque uguale

E uguale all'altre
Né sfigura,
Appena distingue.

Ma a tuffarsi:
Verrei a conoscere
I segreti sommersi.

Soffrirò per scelta l'apnea.

De pigrizia VII: Lettura di "La galassia dei dementi"

 Gli occidentali "medi", ispirati da volumi di letteratura moderna e positivistica, si proclamano possessori di una Sapienza che fornisce loro una mentalità più avanzata, progredita e perfezionata rispetto alle sapienze di altre culture nonostante siano ignoranti in tutto. Gli occidentali inneggiano la scienza e la tecnologia perché producono meraviglie, cioè anche più delle risposte ai loro bisogni, e regolano le loro esistenze. La loro idea di Scienza è appunto intrisa di magia e superstizione: le credenze che condividono non sono verità scientifiche ma supposizioni di una pseudo scienza, incoerenti e spesso stupide. Si vive sempre più nelle città, che vengono costruite e mantenute appositamente per far sopravvivere il meccanismo che le tiene in piedi, perciò anche la morale e la cultura in generale si abituano alla vita controllata dall'economia del mondo globalizzato; si sta comodi stando a certi patti, ma si dimentica e si ignora tutto ciò che dalla città è fuori, oltre a tutto ciò che c'era prima. L'umanità si preclude delle strade per il futuro, orientandosi sempre più verso una condotta, una possibilità, ed escludendo le infinite altre. Si esalta il presente e il vicino, e si ignora la Storia e il lontano: ognuno esalta se stesso vanamente, pensa di farcela da solo o di essere migliore e più dotato degli altri. Tutti la pensano così, di essere autosufficienti, e questo va bene perché ormai possiamo dire sdoganato e accettato da tutti l'individualismo dilagante. Siamo in Occidente, siamo seri, scientifici e tecnologici, non abbiamo tempo da perdere per gli altri. Se l'economia, la politica, la scienza e la tecnologia (la Ragione) regolano la mia vita allora ci pensano loro stesse a farlo anche agli altri. E così ognuno si sente dispensato di fare qualcosa di buono, utile... di fare qualcosa. Dipendiamo dal sistema e ogni iniziativa viene scoraggiata da una parte o dall'altra, cioè o dalla Società o dalla politica e dalle leggi, a meno che non sia molto moderatamente personalistica: cioè sono tollerati soltanto i servizi per acquirenti-consumatori-turisti, che non turbino troppo il meccanismo del sistema.

In questo sistema possiamo dire esserci ancora un angolo, disprezzato, di sottocultura (purtroppo!) in cui è tollerato aprire squarci nel tessuto culturale contemporaneo per vederci da fuori. Lì appariamo ottusi e ridiamo di noi stessi, della nostra stessa ottusità: lì risiede la sfera del comico, come un'idea platonica nel suo ambiente ideale. Un comico che ride della stessa persona da cui nasce, forse per renderlo capace di accorgersi dei suoi errori più stupidi, come quello di presumersi esseri logici e infallibili.
Lì si può concepire quanto comica sia quella versione storpiata, ignorante e "popolare" del pensiero razionale scientifico. Lì ci si può fare un'idea di cos'è e di quale problema rappresenti la presenza di una brutta copia di Cultura, di una sua versione vaga e storpiata che non fa altro che rendere più cocciuti i chiusi di mente. L'antichissimo genere della Satira menippea adattato ai giorni nostri produce squisiti testi che rovesciano l'abituale presunzione di onnipotenza e di abilità degli occidentali moderni, e non è impensabile far rientrare tra questi testi anche romanzi italiani relativamente recenti come Pinocchio di Collodi, il Pasticciaccio brutto de via Merulana di Gadda, Il pataffio di Malerba, il Viaggio di G.Mastorna di Federico Fellini, Cani dell'inferno di Benati e La galassia dei dementi di Ermanno Cavazzoni. I loro personaggi non riescono ad elaborare un sistema di pensiero capace di spiegare razionalmente gli eventi (inusuali o al limite dell'esperienza umana), e perciò subiscono il loro presentarsi come fanno anche i bambini alle prime prese con una nuova esperienza, ancora da apprendere per potere, in una sua futura ripresentazione, reagire più efficacemente.
Come in uno zoo
parole pappagallo
nella serra tropicale
allora grandi banani
fanno ombra sul sentiero
le pietre terra rossa
frutti arancioni
forse è un bosco
in un quadro barocco
con dentro

forse le case
per farci le favole
o quelle strade
di faggi altissimi
vedute nei sogni
sulle montagne.

Forse una
deserta foresta.

Dove nei secoli
si son visti passare
in ordine
un paesano
un soldato
un imperatore
un monaco
un re
un cacciatore
un cavaliere
un mago
un turco
un bambino
un appestato
un esploratore
un avventuriero
un servo
un signore
un vescovo
un santo
una ragazza
un gruppo
dei briganti
partigiani
un professore
un ciclista
un turista
un boy scout.


Il tentativo di corruzione

Cerca il tempo spiraglio in sfacelo per farsi spazio e reggere il mondo tuttavia. Solamente sbraita il traditore che vuole corromperlo e non...